Parco fotovoltaico e turbine eoliche in una vallata verde con lago e montagne sullo sfondo
Infrastrutture energetiche e nuove tecnologie: il venticinquesimo rapporto di Eni illustra la progressiva espansione delle rinnovabili e l'integrazione con i vettori tradizionali (iStock)

L’evoluzione del sistema energetico internazionale si misura attraverso l’analisi integrata dei dati e la lettura congiunta di molteplici fattori economici e tecnologici. In occasione del venticinquesimo anniversario del World Energy Review, la rassegna statistica annuale curata da Eni, emerge il quadro di una transizione che procede secondo dinamiche complementari: da un lato la costante espansione delle fonti rinnovabili e delle tecnologie a basse emissioni, dall’altro l’apporto imprescindibile delle risorse tradizionali, chiamate a soddisfare una domanda complessiva in crescita anche per via della diffusione dei centri dati e dell’intelligenza artificiale.

Come evidenziato dall’amministratore delegato Claudio Descalzi, gli obiettivi di sicurezza energetica, competitività industriale e sostenibilità ambientale si confermano strettamente interconnessi e da perseguire con criteri di neutralità tecnologica e pragmatismo.

La domanda primaria e il profilo della generazione elettrica

Nel corso del 2025 la domanda mondiale di energia ha raggiunto circa 15,7 miliardi di tonnellate equivalenti di petrolio, segnando una progressione dell’1,3 per cento rispetto all’anno precedente. La struttura del mix energetico primario evidenzia una decisa continuità: petrolio (30 per cento), carbone (27 per cento) e gas naturale (23 per cento) soddisfano congiuntamente l’ottanta per cento dei consumi globali, a fronte dell’83 per cento registrato nel 2015.

Nel comparto dell’energia elettrica si osserva una duplice direttrice. La capacità installata complessiva di solare ed eolico ha raggiunto circa il 35 per cento del totale mondiale, trainando la crescita della potenza degli impianti. Al contempo, il profilo di generazione effettivo riflette le peculiarità delle diverse tecnologie: i combustibili convenzionali continuano ad assicurare circa il 58 per cento della produzione elettrica globale, mentre le rinnovabili variabili coprono poco più del 15 per cento, confermando l’importanza di un’integrazione equilibrata tra le varie fonti per preservare la continuità e la stabilità delle reti.

Il settore petrolifero tra offerta e nuovi consumi

Il comparto petrolifero ha registrato nel 2025 dinamiche complesse, con il prezzo del Brent attestatosi su una media di 69,1 dollari al barile, in calo del 14 per cento rispetto al 2024, in un contesto influenzato dalle politiche commerciali e dal graduale allentamento dei tagli da parte dell’Opec Plus. La domanda globale è cresciuta di novecentomila barili al giorno, raggiungendo la quota di 104,3 milioni di barili quotidiani. A guidare l’incremento sono stati in particolare i consumi di cherosene per il trasporto aereo e l’utilizzo di gas di petrolio liquefatto ed etano, con i Paesi non Ocse a rappresentare la principale area di espansione: Cina, India, Nigeria, Indonesia e America Latina hanno assorbito insieme circa il 70 per cento dell’incremento complessivo.

La produzione mondiale si è portata a 100,4 milioni di barili al giorno, sostenuta dall’apporto dei Paesi non Opec, a cominciare dagli Stati Uniti, e dal reintegro dei volumi concordato in sede Opec. Le riserve provate globali hanno superato i 1.790 miliardi di barili (con Venezuela, Arabia Saudita e Iran custodi di oltre il 40 per cento del totale), mentre il rapporto tra riserve e produzione si è posizionato a 48,9 anni. La capacità primaria di raffinazione è rimasta sostanzialmente stabile a 104,9 milioni di barili al giorno, dove l’avvio di nuovi impianti strategici, in particolare Dangote in Nigeria e Duqm in Oman, ha bilanciato le razionalizzazioni produttive registrate nel bacino atlantico e in Europa.

Il mercato del gas e il ruolo del commercio navale

Sul fronte del gas naturale il mercato ha mostrato condizioni di generale equilibrio, beneficiando nella seconda metà dell’anno dei maggiori volumi di gas naturale liquefatto immessi sulle rotte internazionali. I prezzi medi registrati presso i principali hub hanno segnato incrementi medi vicini al 26 per cento sul 2024: il Ttf europeo ha quotato mediamente 11,9 dollari per milione di Btu, contro i 12,9 dollari dello spot asiatico e i 3,5 dollari dell’Henry Hub negli Stati Uniti.

I consumi mondiali hanno toccato circa 4.200 miliardi di metri cubi, con un rialzo dell’1,2 per cento trainato dal comparto termoelettrico in Europa e Medio Oriente e dalla domanda civile e industriale in Nord America. Gli Stati Uniti si sono confermati il primo esportatore mondiale con circa 232 miliardi di metri cubi e un incremento dell’11,3 per cento, favoriti dall’espansione degli impianti di liquefazione. La Cina ha mantenuto il primato globale delle importazioni, pur evidenziando una riduzione del 4,6 per cento dei volumi in ingresso grazie al potenziamento della propria estrazione interna. La componente del gnl consolida la propria centralità logistica, rappresentando il 46 per cento dell’intero interscambio internazionale di gas, sostenuta da una capacità mondiale di rigassificazione salita a 1.600 miliardi di metri cubi.

Lo sviluppo delle rinnovabili e le tecnologie solari ed eoliche

La potenza installata congiunta di fotovoltaico ed eolico ha raggiunto quota 3.680 gigawatt, con un incremento annuo del 12 per cento. Il fotovoltaico si conferma il vettore a maggiore espansione: la capacità cumulativa globale ha toccato circa 2.400 gigawatt, pari a oltre il 20 per cento della potenza elettrica del pianeta. La Cina consolida la propria leadership con 1.200 gigawatt installati e una quota superiore alla metà della produzione solare mondiale, con incrementi a doppia cifra rilevati anche negli Stati Uniti e in India.

L’energia eolica ha visto la propria capacità salire a circa 1.290 gigawatt (più 14 per cento sul 2024), equivalente a circa il 13 per cento della potenza elettrica complessiva. Anche in questo segmento la Cina ha guidato l’avanzamento dei grandi progetti a terra raggiungendo circa 640 gigawatt, mentre l’India ha registrato una crescita sostenuta della generazione. In Europa lo sviluppo di nuova potenza si è mantenuto su ritmi più graduali, influenzato dai tempi di autorizzazione e dall’adeguamento delle infrastrutture di connessione alle reti di trasmissione.

Le prospettive per le materie prime critiche

L’evoluzione delle filiere energetiche a basso impatto di carbonio attribuisce una rilevanza centrale alla disponibilità dei minerali strategici. Elementi come cobalto, litio, nichel, manganese e grafite costituiscono la base per la fabbricazione dei sistemi di accumulo, le terre rare risultano fondamentali per la componentistica eolica e il silicio rimane la materia prima primaria per la tecnologia fotovoltaica.

Nel 2025 l’estrazione complessiva di queste risorse ha registrato incrementi significativi, guidati in particolare dal litio (più 29 per cento) e dalla grafite (più 13 per cento). L’analisi della distribuzione geografica evidenzia un elevato grado di concentrazione delle attività di estrazione e lavorazione: circa l’ottanta per cento della produzione mondiale di silicio e grafite fa capo alla Cina, che assicura anche il 69 per cento delle terre rare; la Repubblica Democratica del Congo copre il 73 per cento del cobalto globale, mentre l’Indonesia detiene il 67 per cento del nichel. Analogamente, oltre la metà delle riserve provate di cobalto e terre rare è localizzata rispettivamente nella Repubblica Democratica del Congo e in Cina, delineando un comparto caratterizzato da una naturale complessità gestionale e da oscillazioni delle quotazioni di mercato.

Le serie storiche complete, le mappe tematiche e gli approfondimenti analitici sui singoli Paesi sono consultabili attraverso la versione interattiva del World Energy Review, concepita per consentire una navigazione strutturata dei flussi e degli indicatori del sistema energetico internazionale.

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