Quando eravamo piccoli si giocava al telefono senza fili. Ci si sedeva a terra in cerchio; uno di noi, chiamiamolo numero 1, bisbigliava una frase al vicino di destra, il quale bisbigliava quel che aveva sentito al proprio vicino, e così via finché chi stava alla sinistra del numero 1 enunciava ad alta voce la frase da egli recepita: era uno spasso confrontarla con la frase di partenza, enunciata ad alta voce dal numero 1. Ecco: a volte ho l’impressione che, nel diffondere alcune notizie le grandi testate della carta stampata e dell’etere stiano giocando al telefono senza fili.
Il bollettino sui gas serra e la catena delle interpretazioni
Lo scorso 27 ottobre, l’Organizzazione meteorologica mondiale (Omm) ha diramato il 22° Bollettino sui gas-serra. Il bollettino dice una cosa; la signora Ko Barrett, vicesegretaria generale dell’Omm, annuncia l’uscita del bollettino dicendo altre cose; nel dare la notizia delle dichiarazioni della Barrett l’ufficio stampa dell’Omm le mette in bocca parole da questa non pronunciate; le agenzie di stampa interpretano a modo loro le parole del comunicato stampa dell’Omm; e, infine, le singole testate giornalistiche forniscono all’ignaro utente la propria, a questo punto quinta, versione. Il nostro spasso è confrontare questa col bollettino originale. Qualche esempio può giovare.
Ko Barrett e le dichiarazioni sugli eventi estremi
Dice Ko Barrett: «Ondate di calore, cicloni tropicali e temporali si stanno intensificando più rapidamente di quanto ci avessero preparato i nostri parametri storici», un’affermazione totalmente assente nel Rapporto originale e in nessun modo deducibile da esso. Si potrebbe pensare che la vicesegretaria dell’Omm abbia competenze specifiche di fisica dell’atmosfera per allargarsi con valutazioni proprie. Il pensiero m’induce a cercare il curriculum della signora. Non è una ricerca pelosa la mia, ché è sulle affermazioni di codesti personaggi con una posizione all’apparenza autorevole – ai vertici dell’Omm e prima ancora lo fu a quelli dell’Ipcc – che chi ci governa prende decisioni sulla nostra vita quotidiana (per esempio: la vostra prossima auto dovrete acquistarla elettrica se volete risparmiarvi le ondate di calore estive). Per qualche misteriosa ragione il Cv di un sacco di queste persone è introvabile, e con molta pazienza e perseveranza riesco a sapere che nel 1979 era studente all’università e nel 1994 – finalmente! – conseguiva un bachelor (equivalente alla nostra laurea triennale) in «Studi ambientali». Nessuna laurea magistrale, mentre un dottorato in «scienza» le viene conferito «ad honorem» nel 2017. Insomma, nulla indica che la signora Ko Barrett sappia qualcosa della scienza sulla quale pontifica.
Il 153% di CO2 e il 53% di aumento: il confronto con il rapporto originale
Da parte sua, nel riportare il discorso del vicesegretario, l’ufficio stampa dell’Omm virgoletta queste parole: «La CO2 influenzerà il clima globale non solo per anni, ma per decenni e per secoli», parole assenti nella trascrizione del discorso della Barrett. Si potrebbe pensare che siano state pronunciate nel coffee-break della conferenza e che il peccato sia allora veniale se non addirittura assente, e noi saremmo maliziosi, malpensanti e oltremodo sospettosi. Senonché l’ufficio stampa si prende molte altre libertà. Cito: «Il bollettino dell’Omm riporta che “la concentrazione di CO2 è giunta a valori che sono il 153% di quelli preindustriali del 1750”». In proposito, però, la frase originale nel Bollettino è questa: «La concentrazione di CO2 è aumentata del 53% rispetto ai livelli preindustriale del 1750». Forse il «153» è un refuso del «53»? No, giacché le frasi sono entrambe vere.
Allora il cambiamento è stato volontario, e per farlo non vedo altra ragione diversa dalla volontà di veicolare verso i disattenti informati l’erronea sensazione che la concentrazione atmosferica sia aumentata del 153%, mentre l’aumento è stato del 53%. Insomma, è come, nel caso non ci fosse stato alcun aumento, se avessero detto che la concentrazione di oggi è il 100% di quella preindustriale anziché dire che non è aumentata. Pensiamo male? Beh, finora ho elencato tre motivi per non pensar bene. Tanto più che lo stesso Bollettino dà altre occasioni. Per esempio, lascia intendere che gli odierni 427 ppm di concentrazione atmosferica di CO2 siano un valore alto e senza precedenti nella storia del pianeta; invece, non solo non è così, ma potremmo quasi dire che quella concentrazione mai è stata bassa come oggi. Pericolosamente bassa, posto che il livello del 1750 era di 280 ppm ma al di sotto dei 180 ppm la vita sulla Terra è in serio pericolo.
Le testate italiane e l’allarmismo climatico
Che dire, infine, delle più lette testate giornalistiche italiane? Moltissime non sembra abbiano letto il Bollettino originale, giacché riportano quel che riporta il solo, a volte fantasioso, Comunicato stampa. E anche su questo ci aggiungono altra fantasia propria. In ogni caso, dichiarano di riportare il contenuto del Bollettino. Per esempio, ove il comunicato dell’Omm attribuisce a Ko Barrett le affermazioni che sono di Ko Barrett (alcune difformi da quelle del Bollettino scientifico dell’Omm, come visto), le testate italiane attribuiscono quelle affermazioni direttamente al Bollettino scientifico. Non serve neanche citarle, queste testate: sono sempre le stesse, e per qualche misteriosa ragione hanno deciso che procurare allarme è buon giornalismo. La morale è: quando ascoltate in tv o alla radio o quando leggete di allarmi climatici, primo, non credeteci; e, secondo, non credeteci.
Contenuto riservato agli abbonati
Prosegui con la lettura >
Contenuto riservato agli abbonati
Rinnova il tuo abbonamento per proseguire con la lettura >