L’Europa del green deal somiglia sempre più a Helpmates, il film comico del 1932 in cui Ollio chiama Stanlio per mettere in ordine la casa prima che torni la moglie e insieme, in un crescendo di incidenti, allagamenti ed esplosioni, la radono al suolo completamente.
Auto elettrica, 450 miliardi spesi per aumentare le emissioni: il conto della svolta green
Secondo uno studio di Bain & Company, i soldi investiti in un decennio nelle energie rinnovabili hanno aiutato a ridurre le emissioni di CO2 del 42%, mentre i miliardi spesi nella sedicente «mobilità verde» o «intelligente», hanno causato un aumento delle emissioni dell’1%. In sostanza, abbiamo speso 450 miliardi per mettere in ginocchio l’auto europea e non è neppure servito a farci respirare un’aria migliore.
Bruxelles contro i motori endotermici: l’industria europea paga il ritardo sulle case cinesi
La crisi dell’auto Ue è una commedia tragica. Bruxelles ha spinto con forza per la condanna definitiva dei motori endotermici (prima al 2030 e poi al 2035) senza pensare che le case automobilistiche europee avevano un ritardo di circa dieci anni su quelle cinesi e che c’era anche un problema enorme di materie prime sulle batterie elettriche.
Per salvarsi, gruppi come Stellantis hanno dovuto fare joint venture con case di Pechino, come Leapmotor, ma ovviamente rischiando di cedere ai concorrenti cinesi quote di mercato che non è detto che saranno poi recuperate in futuro, quando i ritardi tecnologici saranno colmati. E di mese in mese, le immatricolazioni crescono in modo impetuoso solo per le vetture cosiddette «ibride», la vera salvezza di un ecologismo un po’ ipocrita.
Volkswagen taglia 100.000 posti e chiude stabilimenti, in Italia la produzione crolla
In questo contesto, Volkswagen ha annunciato che deve far fuori 100.000 dipendenti e chiudere almeno quattro stabilimenti in Germania.
In Italia, si producono ormai 238.000 vetture (dati Anfia per il 2025), che diventano 474.000 se si aggiungono furgoni e mezzi commerciali. Nel 1999, se ne producevano un milione e 400.000 unità. E secondo la Clepa, l’associazione europea dei fornitori, nel comparto sono stati bruciati 104.000 posti di lavoro tra il 2024 e il 2025.
Lo studio Bain: le rinnovabili tagliano la CO₂ del 42%, la mobilità verde non riduce le emissioni
Tutto questo per niente. Uno studio di Bain & Company pubblicato in questi giorni, una sorta di guida alla sostenibilità ecologica per i capi azienda, rivela che in Europa «circa 1.800 miliardi di dollari investiti nelle energie rinnovabili hanno contribuito a ridurre le emissioni del settore energetico del 42% nell’arco di un decennio, un fantastico successo in termini di decarbonizzazione».
Mentre «i 450 miliardi di dollari investiti nella mobilità verde nello stesso periodo (2015-2025) hanno prodotto finora un aumento netto dell’1% delle emissioni del settore».
O è tutta colpa delle «ibride», specie quelle che funzionano più a benzina che a batteria, oppure Bruxelles ci ha fatto bruciare fatturati e posti di lavoro per non ridurre di un grammo le famose emissioni. Insomma, per mero furore ideologico, volendo escludere per principio l’intelligenza con il nemico.
Se questo dato è eclatante, nel rapporto gli analisti segnalano anche un bel po’ di anomalie, almeno rispetto al discorso pubblico. Per esempio, scrivono che l’anno scorso «è stato riscontrato uno scostamento tra annunci e operatività aziendale in continuo crescendo, con le grandi società che hanno fatto sforzi per costruire attività e prodotti più sostenibili» senza pubblicizzare questo sforzo, neppure per il futuro.
Che cosa significa? Bain non lo dice chiaramente, ma è lecito supporre che la corsa green sia da molti valutata come qualcosa a cui non si può rinunciare per motivi tecnologici e di mercato, ma che è stata oggetto di una narrazione spesso stucchevole e che forse ha un po’ stancato il grande pubblico.
Sostenibilità, 17.000 miliardi investiti in dieci anni: il problema sono i risultati
La buona notizia, a leggere il rapporto, è che non sarebbe vera la storia di una marcia indietro sulla sostenibilità. Negli ultimi dieci anni, calcola Bain, governi e aziende hanno investito 17 trilioni di dollari in tecnologie verdi, superando di un quarto le previsioni del 2015 e la spesa ha accelerato molto dopo il 2020. Il problema sono i risultati.
Lo studio di Bain sembra dirci che sarebbe stato meglio lasciar perdere le fughe in avanti forzose sui motori endotermici imposte dai cervelloni di Bruxelles e invece investire tutto o quasi sulle rinnovabili.
Auto elettriche, Italia all’8% contro il 34,5% della Germania: avanzano i costruttori cinesi
Ieri, sono anche usciti i dati di settembre delle immatricolazioni forniti dall’Anfia, dai quali emerge che la quota delle auto elettriche in Italia è arrivata all’8%, contro il 34,5% della Germania e quasi il 42% della Francia.
A settembre, le immatricolazioni nell’Ue sono aumentate del 9,3% e nei primi nove mesi siamo al +5,7%. Lo scorso mese, su circa 82.500 immatricolazioni in più rispetto a settembre 2025, quasi il 60% era riconducibile alle case cinesi.
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