Lega al bivio: dalle critiche di Fontana all’appello di Zaia. Domani la sfida per la segreteria
Il congresso straordinario della Lega (Ansa)

Si è svolta oggi la prima giornata del congresso straordinario della Lega a Milano, all’Allianz MiCo nel cuore di City Life. Il conclave è stato voluto da Matteo Salvini per fare chiarezza dopo mesi di attacchi e polemiche da parte dell’area nordista del partito. L’assemblea è presieduta da Lorenzo Fontana.

Domani sarà la giornata più importante, con la sfida tra il vicepremier, presente formalmente in veste di segretario dimissionario, e Massimo Garavaglia, senatore che ha deciso di contendergli la segreteria. Dopo le loro dichiarazioni e la presentazione dei rispettivi programmi, si passerà al voto che, essendo segreto, potrebbe riservare delle sorprese.

Garavaglia si è presentato come sfidante con poche possibilità e punta al 20% dei consensi. Se dovesse raggiungere questo obiettivo, o se vi saranno molte schede bianche, si avrà la certificazione di un dissenso interno al Carroccio e della presenza “ufficiale” di una corrente.

La critica di Fontana: «Ci siamo inclinati a destra, non fa parte del nostro Dna»

Nel suo intervento al congresso, il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana ha rivolto parole critiche verso la piega che, secondo lui, starebbe prendendo il carroccio. «Vedo che siamo un attiminino inclinati verso una destra estrema», ha affermato. «Non fa parte del mio Dna e di quello di molti elettori e militanti».

«Io sono semplicemente dalla parte di essere dalla parte della sicurezza, anche con il pugno forte quando serve», ha aggiunto. Ha anche sottolineato il fatto che non si possa parlare di spostamento a destra di Umberto Bossi «perché ha invitato» Jörg Haider, un controverso politico dell’estrema destra austriaca morto nel 2008. «Era uno dei pochi leader europei che sosteneva la Padania», ha ricordato Fontana.

Gli appelli di Zaia, Stefani e Molinari all’unità del partito

«Ci sono in corsa Matteo Salvini e Massimo Garavaglia, spero che domani chi avrà perso dirà: “lui è il mio segretario”», ha detto Luca Zaia, nel suo intervento al congresso di Milano.

«Io condivido che il sovranismo sia essere padroni a casa nostra. Però il sovranismo non deve essere liberticida, siamo una forza liberale», ha aggiunto l’ex presidente della Regione Veneto. «Per noi sovranismo significa difendere la propria liberà e senza identità non c’è consenso».

Il suo successore Alberto Stefani ha auspicato che «da domani si torni uniti a combattere, perché la lotta va fatta furi da qui». Nel corso del congresso federale straordinario, ha ricordato che «dobbiamo essere il partito che difende le identità e la comunità. Siamo leghisti e le responsabilità siamo chiamati ad assumercele e siamo chiamati a rispondere ai nostri cittadini».

Dello stesso tenore il commento del capogruppo del Carroccio alla Camera Riccardo Molinari. A suo giudizio, la candidatura di Garavaglia serve «ad aprire un dibattito, una riflessione», ma «da domenica sera tutti uniti per i prossimi obiettivi. Chiunque sarà il segretario ripartiremo e dovremo portare avanti le tesi congressuali che saranno uscite da questo dibattito».

La proposta del segretario della Lega lombarda: «Partito confederato»

Il capogruppo del Carroccio al Senato, nonché segretario della Lega lombarda Massimiliano Romeo, ha avanzato la proposta di un partito confederato. «Lega nord, Lega centro, Lega sud e “Ognuno padrone a casa sua”, come disse Bossi nel 1992, ma inteso come un’unica Lega, una sola, non tre leghe. Una perché il federalismo, ce l’ha sempre insegnato Bossi, unisce e non divide, questo è il messaggio che dobbiamo dare ai nostri elettori fuori», ha affermato.

Romeo, considerato parte dei dissidenti interni del partito, ha anche ricordato di essere «quello che rischia più di tutti». «Rischio la posizione, sono capogruppo, sono segretario della Lega Lombarda, per me sarebbe stato molto più semplice rimanere allineato e magari, come dire, guadagnarmi un’altra legislatura», ha sottolineato, sostenendo poi di pensare che «per il bene della Lega occorresse mettere a rischio anche la propria posizione per cercare di portare avanti dei suggerimenti e delle proposte che assolutamente ricalcano quella che è una linea di Lega nazionale», pur mantenendo delle forti identità territoriali, elementi che ritiene chiave per la funzione del carroccio come «sindacato del territorio».

«La cosa che mi preoccupa di più è che la Lega alle prossime elezioni possa ridurre, con la riduzione dei consensi, possa perdere una buona parte della rappresentanza parlamentare, che significa ridurre fortemente il peso della Lega all’interno del Parlamento», ha aggiunto.

L’accusa di Crippa: «Attaccano Salvini per il posto in lista alle politiche»

Duro affondo quello di Andrea Crippa, commissario della Lega in Toscana, che nel suo intevento ha dichiarato che la leadership di Matteo Salvini è stata messa in discussione sugli organi di stampa «non nel nome dell’ideologia federalista, ma nel nome del posto in lista alle prossime elezioni politiche».

Crippa ha anche aggiunto di «non essere toscano», ma brianzolo e di aver chiesto a Susanna Ceccardi «per rappresentare al meglio la Toscana. Lei mi ha detto: “ricordati che la Toscana è quella che ha dovuto pagare il prezzo più alto di un tradimento e di un traditore che si chiama Roberto Vannacci“».

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