«The Consultant», il thriller targato Amazon con Christoph Waltz
«The Consultant» (Amazon Prime Video)

Lo show di otto episodi da mezzora ciascuno, disponibile su Prime Video da venerdì 24 febbraio, è l’adattamento televisivo di quel che negli Stati Uniti è stato un caso editoriale.

Per chi abbia una buona memoria televisiva, The Consultant risulterà facilmente identificabile: un prodotto costruito a mezza via, sulle ceneri di serie di maggiore efficacia. Servant, dello stesso Tony Basgallop responsabile di questo nuovo show, e Severance, che in Italia ha debuttato su Apple Tv Plus come Scissione, riaffioreranno fra i ricordi dello spettatore, rendendo inevitabile il confronto. Doveroso, quasi. Gli echi delle serie passate risuoneranno presenti e The Consultant, pur trainato da una performance straordinaria, quella di Christoph Waltz, finirà per soccombere, messo a tacere dalle voci d’altri. Lo show Amazon, il cui esordio su Prime Video è stato fissato al 24 febbraio, perderà. Ma si tratterà di una perdita strana, effimera, una perdita valida solo per chi abbia conservato una memoria vivida delle serie di cui sopra. Gli altri, la stragrande maggioranza del pubblico, troveranno The Consultant carina. Godibile. Qualcuno la definirà «meravigliosa», ammaliato – e giustamente, pure – dalle sinistre capacità di Waltz, inquietante sempre, crudele di quella crudeltà cieca che in Bastardi senza gloria gli è valsa un Oscar.

Hans Landa, in The Consultant, non esiste più. Ma Regus Patoff non è estraneo all’agente delle SS, al piacere perverso che traeva dal sapersi artefice del male altrui. Regus Patoff è un Hans Landa in giacca e cravatta, con completi di sartoria e un viso liscio, di dopobarba e barbieri. Un pizzico di malizia gli brilla negli occhi. Pare furbo, intelligente: la persona giusta per risollevare le sorti della CompWare, una società californiana specializzata nella creazione di app e videogame formato smartphone. Sang, Ceo della CompWare, è morto. Un omicidio, la furia di un adolescente cui il Diavolo avrebbe suggerito di aprire il fuoco sul capo della CompWare. Regus Patoff si è presentato in azienda poco dopo la tragedia. Sang lo avrebbe assunto prima, perché mettesse ordine fra le gerarchie dell’azienda. La sparatoria, però, non gli avrebbe lasciato il tempo di introdurlo ai propri dipendenti. Patoff, perciò, lo ha fatto da sé. Si è presentato come demiurgo, determinato a mettere ordine nel caos. Ma quel che ha portato con sé è stato altro: terrore, dispotismo, un’autorità tirannica, l’abuso del potere e di un castigo inflitto a chiunque, senza rispetto né timore di ferire. Patoff si è trovato a licenziare una donna in sedia a rotelle per un ritardo di qualche minuto. Ha chiamato in presenza dipendenti cui la possibilità di lavorare da remoto aveva consentito di salvare i delicati equilibri familiari. Ha minacciato di sbarazzarsi di un dipendente, per via di quella che non si è trattenuto dal definire «puzza rancida». Ha seminato il panico, alla CompWare, e il panico lo ha usato per mistificare la realtà. Un mistero. Un segreto che Amazon ha ripreso dal romanzo omonimo pubblicato da Bentley Little nel 2016.

The Consultant, otto episodi da mezzora ciascuno, è l’adattamento televisivo di quel che negli Stati Uniti è stato un caso editoriale. Christoph Waltz è magistrale nel fornire al Patoff di Little una tridimensionalità. Ed è bravo pure Bagsallop, responsabile dell’adattamento, a mescolare generi e registri: la commedia nera, il thriller, il mystery e pure un qualcosa di horror, il tutto condito dalla volontà sottile di criticare la società contemporanea, il mondo del lavoro, il rapporto spesso iniquo fra capo e subordinato. C’è qualcosa, però, che manca in The Consultant. Forse, è l’esplosività di Servant. Forse, l’effetto accumulo. Altre serie si sono spinte a trattare gli stessi temi di The Consultant. Altre serie hanno criticato l’impianto sociale su cui si regge l’Occidente, altre ancora il mondo del lavoro. Ed è la consapevolezza di un’alterità efficace ed esistente a sfinire lentamente, levando a The Consultant l’effetto wow che Amazon sperava potesse avere.

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