Fazio lancia la Salis, in Rai riciccia Benigni
Roberto Benigni (Getty Images)

«Niente di personale» torna sul luogo dei delitti. Di una parte dei 76 ritratti fin qui pubblicati, abbiamo deciso di fornirvi imperdibili aggiornamenti, in vista della ripresa settembrina.

Roberto Benigni

Last news: ormai parla solo di amori mistici, estasi divine, parabole evangeliche. Una noia mortale. Che fine ha fatto il piccolo Diavolo con i suoi irriverenti blitz da maniaco sessuale da Raffaella Carrà, quando ancora si poteva ironizzare su «pucchiacche» e «sventrapapere»? Tornerà su Rai1 il 4 ottobre per celebrare il poverello di Assisi, quel san Francesco che si era spogliato di tutti i suoi beni materiali e quindi non poteva contare su un patrimonio multimilionario come quello accumulato in terra da Robertino, che – sia detto con somma invidia – ha sempre saputo monetizzare il suo estro. La precedente performance tv (dal costo, pare, di un milioncino di euro, produzione inclusa) risale al 19 marzo 2025, titolo Il sogno, sull’Europa e dintorni.

«Un bollito di successo» lo bollò quello screanzato di Giuliano Ferrara.

Un «focolarino che ringraziava e mandava baci a tutti» infierì Nanni Delbecchi sul Fatto Quotidiano.

Quando da quel monologo fu tratto un libro che uscì il 17 giugno, il già sovversivo avanguardista Benigni andò a presentarlo da Bruno Vespa, e ho detto tutto.

Paolo Bonolis

Last news: ha scritto un post tutt’altro che «banalis» (Gianni Mura), per ricordare che al centro degli interessi suoi e dell’ex moglie Sonia Bruganelli ci sono i loro tre figli, non il fatturato della società SDL, di cui Bruganelli detiene il 51% e Bonolis il 30% (il rimanente 19% è di Marco Bruganelli, cognato del conduttore). Il sito Affari italiani ha fatto i conti in tasca all’azienda: 4,6 milioni di fatturato 2025, per un utile di poco inferiore al milione. Titolo: «Bruganelli e Bonolis, i buoni rapporti post separazione fanno bene ai loro business». Nessuna polemica in risposta, semmai qualche conflitto con la punteggiatura: «Le scelte degli adulti sono una “cosa” ma questo legame genitoriale e questo amore per loro, anche oggi, ogni giorno, ci vede uniti. Tutto il resto è noia, no, non ho detto gioia (Cit.). Il mio amico Franco». Davanti a tale esibizione di equilibrio, perfino il Franti che è in me si ritira in buon ordine (non dimenticando che pur sempre di un crotalo dello showbiz si sta parlando, neh. Ciao Darwin).

Fabio Fazio

Last news: si è già aggiudicato un imperdibile scoop per la ripresa di Che tempo che fa. Un faccia a faccia con Silvia Salis, forse per festeggiare i suoi 41 anni il 17 settembre, o magari per presentare il suo nuovo libro, È già domani, che è tutto un programma (di governo? Il suo?). «Noi eravamo di sinistra perché avevamo professori di destra, Fazio era di sinistra perché aveva professori di sinistra», essendo un situazionista (della situazione sua), lo ha sempre perculato Antonio Ricci. L’incontro con la sindachessa di Genova consentirà all’«abatino mannaro» di riconfermare la sua centralità mediatica come Bruno Vespa del centrosinistra. Aldo Grasso, critico tv del Corriere della Sera, 10 giugno 2025: «Fazio è chiuso nel suo mondo, frequentato solo dal ristretto numero degli amici suoi». Giandomenico Crapis in La democrazia non è un talk show – Saggio storico sulla tv italiana: «Fazio ha subito un’involuzione che ha attenuato la portata innovativa dei suoi programmi, facendosi oggi portatore del già noto, spesso di un perbenismo culturale non privo di melensaggini».

Rosario Fiorello

Last news: per tornare, torna. L’hanno giurato – ma con una certa freddezza – alla presentazione dei palinsesti Rai a inizio luglio. Il conduttore, nell’ultima puntata de La Pennicanza, ha gigioneggiato: «Sì, però non si sa quando: ottobre, novembre, dicembre, gennaio… dipende». Da chi? Anche da lui medesimo, la discontinuità del personaggio è nota. Del resto, che il Cristiano Ronaldo dell’intrattenimento non voglia più giocare in Champions League, cioè in prime time, è altrettanto risaputo. A gennaio gli è scivolata la corona in testa. Quando si è entusiasmato, «siamo solo spettatori ma da spettatori è meraviglioso», per le «rivelazioni» di Fabrizio Corona, specialista del «metti la meNTa nel ventilatore». Lui si è divertito, a Mediaset nessuno. Anzi, a Fiorello non avrebbero perdonato l’avergli fatto da sponda. Tanto che lo stesso comico ha confessato di aver perso l’amicizia di «una persona importante, che in molti hanno identificato in Maria De Filippi», Dagospia dixit il 19 febbraio.

Aldo Grasso

Last news: il 5 agosto ha randellato la Rai che d’estate propone ai telemorenti repliche su repliche: «Le spiegazioni sono impeccabili. D’estate gli ascolti calano, gli investitori pubblicitari tirano il freno e nessuno ha voglia di sprecare produzioni costose. Questo vale per le tv commerciali ma non dovrebbe valere per il servizio pubblico». Giusto. Se non fosse che Mediaset l’anno scorso ha lanciato in piena estate il remake de La ruota della fortuna, una vera sfortuna per i «pacchi» di Stefano «De Manichino» De Martino, tapino fine (il game show è condotto da quel Gerry Scotti che nel suo libro Al paese dei Berlusconi, 1993, Grasso aveva insolentito: «Esami radiologici hanno dimostrato che il soggetto possiede un cervello non comune, con un coefficente di intelligenza pari a quello di un tapiro»). Senza contare Temptation Island, in onda fino al 29 luglio. Forse Grasso, che va a simpatie, dovrebbe guardare ai palinsesti de La7, trattata sempre con i guanti bianchi, di cui è editore Urbano Cairo, incidentalmente anche editore del Corriere di cui è «insigne critico».

Lilli Gruber

Last news: quando ha appreso che Enrico Mentana sarebbe davvero (ma sarà vero?) in rotta di collisione con Urbano Cairo, pare che Dietlinde abbia intonato uno jodler tirolese di giubilo. I due non si amano, forse dai tempi del Tg2 socialista-craxiano, dove entrambi sono transitati, ma tanto più dopo che, maggio 2024, di fronte a uno «sforo» del TgLa7 che fece iniziare in ritardo il suo talk show, Lilli non si contenne: «L’incontinenza è una brutta cosa». Che detto di un signore all’epoca 69enne non è elegante. «Prendo le distanze da maleducati e ignavi», si risentì Chicco, con una stilettata nei confronti dell’editore che aveva assistito silente al match.

Lilli: «Un viso di porcellana senza età» (Giampaolo Pansa).

Notoriamente left oriented. Tendenza club Bilderberg. «Sinistrismo ben temperato dall’Auditel», la fotografò nel 2010 l’Aldo Grasso di cui sopra: «Rappresenta un vecchio modo di giornalismo. Nel suo talk non c’è mai un percorso di conoscenza, ma solo uno scontro di opinioni, una parata di idee contrastanti». Poi lui & lei si sono ritrovati con lo stesso editore, il Cairo citato, e per Grasso Lilli è diventata Christiane Amanpour.

Michele Santoro

Last news: il 19 agosto inaugurerà in piazza la rassegna «Pescasseroli: basta la parola!» con un monologo dal titolo «Siamo uomini o caporali?». Sinossi: la pace è meglio della guerra, e per fare la pace bisogna che uno dei due contendenti si arrenda. Quindi disarmiamo l’Ucraina, e non se ne parli più. Per un attimo ho pensato che non avrebbe sfigurato al posto di Federica Sciarelli alla conduzione di Chi l’ha visto?. È infatti un desaparecido televisivo, se non per qualche ospitata a Lo stato delle cose di Massimo Giletti (e ho detto tutto), dove parla di pace, terrà e dignità. Che poi sarebbe la lista con cui si è presentato alle europee 2024 (160.000 preferenze lui, 513.000 voti in tutto, il 2,2% che se non è una tranvata è una Balaklava). Santoro, il teletribuno per eccellenza, l’arruffapopolo che ha alimentato il terreno di coltura del grillismo e che ha avuto il suo canto del cigno televisivo su La7, quando lui e Marco Travaglio progettarono di «matare» Silvio Berlusconi come un toro nell’arena, e ad essere incornati furono loro.

Mara Venier

Last news: non ci crederete, ma la prossima Domenica In sarà condotta ancora da lei. La zia Mara. La (Ma)donna della domenica. La sora Cecioni 3.0.

«Giuro: questa è la mia ultima Domenica In, è una promessa che faccio prima di tutto a me stessa», così al Corriere il 9 settembre 2024, alla vigilia della sua 16esima edizione, la settima consecutiva (la prima in assoluto fu nel 1993).

Arrivati al termine della stagione 2024-2025, si congedò con lacreme napulitane dal pubblico. Per sempre (televisivamente parlando)? Macchè.

Tempo una settimana, e arrivò la conferma della riconferma. A- Mara Venier, le ultime parole fumose.

Solo nel marzo 2019 si registrò un’inversione dello standard: l’annuale, solenne promessa («mai più»), regolarmente disattesa, lasciò il posto alla rivendicazione di aver sventato una congiura. Dal sito del Corsera: «Hanno provato a rottamarmi, ma sono una star dei social», mica cotica.

L’anno dopo, 2020: «Questa è la mia ultima volta».

Dal Messaggero: «L’addio al programma, a fine stagione, arriva con una promessa (n’artra…) al marito, Nicola Carraro: “Dall’anno prossimo sono tutta tua”». Ignota la reazione dell’interessato: sospiro di sollievo o costernazione?

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