Il garante della Privacy ha dato ragione a Enrico Mentana, dopo che il direttore di TgLa7 aveva esposto un reclamo nei confronti del programma satirico Striscia la Notizia per l’uso di alcuni video deepfake che lo raffiguravano.
I video erano apparsi in alcuni servizi realizzati e mandati in onda dal programma di Canale 5 (oggi non più in onda e che rischia una cancellazione definitiva). Questi, tramite l’utilizzo dell’Intelligenza artificiale, presentavano l’immagine e la voce di Mentana modificate per generare ilarità.
Il Garante per la protezione dei dati personali ha accolto le istanze del giornalista volto di La7 e al termine dell’istruttoria ha ammonito per le violazioni l’azienda di Rti Spa (l’azienda Mediaset responsabile dello storico programma di tg satirico di Antonio Ricci), sancendo in definitiva il divieto a un ulteriore utilizzo dei dati personali e caratteristici di Mentana con questa modalità contestata, dichiarando in una nota: «L’impiego di deepfake, anche a fini satirici, deve rispettare la dignità delle persone e i principi di liceità, correttezza e trasparenza stabiliti dalla normativa sulla privacy». La conservazione da parte del programma del materiale già realizzato rimane possibile in via eccezionale esclusivamente per eventuali necessità legate a procedimenti giudiziari. La motivazione non è dunque da ricercare nella condivisione del contenuto in sé, ma della modalità con cui esso è stato presentato.
I video mostravano un fittizio Mentana, all’interno di una riproduzione virtuale dello studio del suo telegiornale, intento a fare delle dichiarazioni mai pronunciate nella realtà. Il Garante ha dato grande peso alla verosimiglianza delle immagini e alla difficile percezione di alterazione delle dichiarazioni, che per il pubblico potevano apparire come del tutto plausibili e quindi considerabili autentiche e riconducibili a tutti gli effetti al personaggio reale di Enrico Mentana.
Tra i diversi servizi in esame ce n’è uno in particolare andato in onda nel novembre del 2024. In questo caso, dallo studio del suo telegiornale, il fantomatico Mentana realizzato ad hoc, commentando il programma Affari Tuoi (in onda su Rai 1), attaccava il suo conduttore, Stefano De Martino, tramite esclamazioni fittizie. La trasmissione, oltretutto, aveva presentato il servizio come: «Enrico Mentana svela il vero volto di Stefano De Martino».
Non è bastata dunque la scritta in sovrimpressione, volta ad indicare la natura artificiale e manipolatoria dei contenuti esposti in video (tramite la scritta «realizzati con AI»), poiché le avvertenze sono state prese in esame come non «sufficientemente chiare, evidenti e comprensibili per tutti i telespettatori e gli utenti dei social network».
Le decisioni hanno accertato la violazione di ben due articoli del Gdpr (General data protection regulation), ovvero il regolamento dell’Unione europea che disciplina il trattamento dei dati personali, entrato in vigore il 25 maggio 2018. I due articoli contestati sono il numero 5, sui principi di liceità, correttezza e trasparenza, e il numero 25, relativo alla protezione dei dati fin dalla fase di progettazione e per impostazione predefinita.
Per il Garante, dunque, è lecito l’utilizzo dell’Intelligenza artificiale con la finalità di creare contenuti satirici, ma solo a patto di rispettare determinati paletti.
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