Altri 90 minuti ostaggio del fanatismo di Adani
Lele Adani (Ansa)

Più che enfasi o retorica è una forma di esaltazione, uno stato di euforia. Come chiamarle certe performance di Lele Adani, la seconda voce delle telecronache Rai dei Mondiali di calcio, segnatamente durante le partite dell’Argentina e del suo condottiero gentile Lionel Messi? L’albiceleste ha battuto in rimonta l’Inghilterra e domenica sera disputerà la finale contro la Spagna per confermare il titolo conquistato quattro anni fa.

«La Selección non accetta un no come risposta», urla il commentatore nel microfono, «rifiuta la resa, rigetta la forza del rivale, si ribella a pronostici contrari, fortificando la portata della missione, intensificando la spiritualità di un gruppo speciale». Alla fine, nomen omen, il telecronista Alberto Rimedio ha proposto un rimedio: «Adesso dobbiamo respirare, respirare», ha detto a conclusione di quell’orgasmo da telecronaca, di delirio di eccitazione, apoteosi di un’idea totale del calcio, il «football» come religione. La passione ok, ma il telefanatismo trasforma ogni partita in una raffica di sentenze. Ma alzare i decibel non compensa i limiti del vocabolario. Sandro Ciotti, per dire, non esagerava mai con il pathos, ma trasmetteva in modo magistrale i contenuti dell’evento. Oggi tutto è epico e leggendario. Un’overdose gratuita di adrenalina. Segna l’Inghilterra: «Le seconde palle, andare sulle seconde palle… Gli esterni di Tuchel…». Pareggia l’Argentina: «Il tempo, il tempo, il calcio è una questione di tempo… Giocare a calcio, fare calcio… Con l’Argentina non è mai finita!». In un crescendo che tira in ballo Albert Einstein: «Diceva che le coincidenze sono il modo che ha Dio per rimanere anonimo, ma non lo puoi fare con Dios… Maradona 40 anni dopo orienta questa partita e non la fa finire perché l’epica deve continuare». Restando ai fatti, sulla rimonta degli argentini è pesata soprattutto l’inettitudine del ct inglese Tuchel che ha pensato solo ad alzare le barricate. Due giorni fa, al termine di Francia-Spagna, Stefano Bizzotto, il conduttore che ha fatto della competenza e della sobrietà la sua cifra narrativa, ha salutato il pubblico causa raggiungimento della pensione. Con Andrea Stramaccioni, componeva la coppia più autorevole di commentatori di questi Mondiali. Forse il neodirettore di Rai Sport Marco Lollobrigida non se n’era accorto o, forse, non ritiene necessario apportare modifiche alla squadra di giornalisti e conduttori che seguono il calcio. Così, domenica, a commentare la finale ci saranno ancora Adani e Rimedio. Chissà cosa succederà su Rai 1 se vincerà l’albiceleste.

Da non perdere

Televisione

Via Sigfrido da «Report», fedelissimi in rivolta

La Rai rimuove il conduttore dal programma. Tra le proposte per il futuro dell’anchorman, anche un incarico da corrispondente. Al suo posto il tandem Presutti-Piervincenzi. Sigfrido: «Scelta mortificante». La redazione insorge: «Pronti a lasciare in blocco».

Fazio lancia la Salis, in Rai riciccia Benigni
Televisione

Fazio lancia la Salis, in Rai riciccia Benigni

Tutti pronti, o quasi, al rientro dopo le vacanze. Fiorello avrà un programma, ma non ha deciso quando. Nonostante le promesse, la Venier si tiene stretta «Domenica In». Santoro si contenta delle piazze. E il presunto scazzo Mentana-Cairo fa godere la Gruber.