Dal porno alle scommesse: ecco gli imprenditori del calcio che resistono ai fondi stranieri
David Sullivan, proprietario del West Ham
  • Non ci sono solo arabi e americani nel mondo del calcio. L’inglese David Sullivan, patron del West Ham United, deve le sue fortune al business del mondo della pornografia mentre Matthew Benham che ha in mano il Brentford ha fatto la sua fortuna fornendo consulenza agli scommettitori.
  • Due mesi fa dopo l’addio di Paolo Maldini, i tifosi del Milan protestavano contro la proprietà Red Bird per aver perso una storica bandiera. Ma ora dopo una campagna acquisti da più di 100 milioni di euro le proteste sono finite.

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La cessione del centrocampista Sandro Tonali alla squadra inglese del Newcastle per 80 milioni di euro ha aperto le porte del campionato italiano ai fondi illimitati degli sceicchi arabi. La squadra inglese a strisce bianco e nere, infatti, è di proprietà del Fondo di investimento pubblico PIf, di Ryad, con in pancia 320 miliardi di sterline. Ma non è l’unica in Premier League. Il campionato inglese resta infatti la competizione con la più alta percentuale di club di proprietà straniera, davanti alla Jupiler Pro League belga e alla Ligue1 francese. Oltre Manica, infatti, sono ben 15 su 20 le squadre di proprietà straniera, con gli Stati Uniti proprietari di ben nove club.

La Bundesliga tedesca non ha proprietà straniere, anche perché ancorata alla regola del 50+1: i club tedeschi premiano l’azionariato dei tifosi. La Serie A invece ha il 35% di proprietà straniere. Ma in Premier League ci sono anche delle particolarità. Il Nottingham Forrest è in mano a Evangelos Marinakis, armatore e imprenditore greco, proprietario del Capital Maritime Group, è tra i maggiori operatori al mondo nel campo delle navi cargo con un patrimonio da 505 milioni di euro. Di lui si era parlato anche per l’acquisto del Monza Calcio dopo la morte di Silvio Berlusconi. Per non parlare del Southampton, dove il proprietario è Sport Republic di Dragan Šolak, un uomo d’affari serbo, magnate delle comunicazioni. La squadra belga del Sint-Truidense V.V. è di proprietà del colosso giapponese di elettronica Dmm. E poi in Francia, dove il Nantes è di proprietà del polacco Waldemar Kita che è diventato ricco grazie alle lenti a contatto.

Ma c’è anche chi resiste, come David Sullivan, patron del West Ham United, storica squadra di Londra. Sullivan è un personaggio molto controverso in Inghilterra. Deve le sue fortune al business del mondo della pornografia, dove ha iniziato giovanissimo negli anni Sessanta e Settanta: periodo in cui il magnate del porno controllava metà del mercato delle riviste per adulti nel Regno Unito, tra cui i famosi Playbirds e Whitehouse. Vanta un patrimonio netto di 1,15 miliardi di sterline. La prima avventura di Sullivan nel calcio risale al 1993, quando acquistò il Birmingham City con David Gold e Ralph Gold. Nel 2010, Sullivan ha acquisito una quota del 50% nel West Ham insieme a David Gold. Il proprietario del West Ham ha resistito in questi anni alle sirene dei fondi esteri, anche se nel 2016 aveva promesso che avrebbe venduto la sua squadra solo al fondo di Pif di Mohammed Bin Salman. Manterrà la promessa? Ma di club inglesi con solo un proprietario c’è anche il Brentford di Matthew Benham o il Luton Town di David Wilkinson, imprenditori che hanno però patrimoni leggermente inferiori rispetto a quelli di Sullivan. Ma anche Benham è un personaggio molto particolare. Arrivato nel 2012, ha investito molto nel dipartimento di analisi del club, una decisione che si è rivelata di grande successo. È in pratica uno dei primi applicatori del Moneyballs, ovvero statistiche applicate al calcio, come sta cercando di fare Red Bird di Jerry Cardinale nel Milan in Italia.

Benham credeva che i giovani giocatori avessero bisogno di almeno 35 partite per dimostrare il loro valore, una filosofia che non era condivisa da altri club. Di conseguenza, il Brentford ha eliminato la sua accademia giovanile e ha fatto affidamento su una squadra B di ragazzi dai 17 ai 20 anni. La strategia ha dato i suoi frutti, poiché il Brentford è stato promosso dalla League One all’English League Championship nel 2014 e poi in Premier League nel 2021. Il Brentford è tornato nella massima serie del calcio inglese per la prima volta dal 1993 e ora ha un valore di oltre 400 milioni. Benham ha fondato Smartodds, una società di ricerca statistica per giocatori d’azzardo professionisti. È una sorta di sindacato delle scommesse che dà consulenze ai suoi clienti attraverso analisi, algoritmi e statistiche. Quando acquistò il Brentford pagò solo 700.000 sterline, ora vale quasi mezzo miliardo di euro. Insomma, anche a chi non è arabo conviene investire nel mondo del calcio.


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