Chiamatela «La stella della Senna» e non solo per motivi agonistici: ieri Ginevra Taddeucci è arrivata prima nella 5 chilometri di fondo femminile, a distanza di un giorno dal successo nella 10 chilometri negli Europei di sport acquatici 2026.
Due medaglie d’oro nell’arco di ventiquattr’ore, e una grande medaglia al valore per il coraggio di sguazzare come un pesce siluro distanziando pure i batteri delle onde melmose parigine, coriacei tanto quanto l’ostinazione delle autorità francesi a definire il fiume «totalmente sicuro».
È una vecchia storia: due anni fa, alle Olimpiadi, le gare nella Senna sembravano la Coppa Cobram di Fantozzi, vinceva chi sopravviveva. «Era bella zozza, dentro c’era di tutto», ha commentato la ventinovenne fiorentina con la livrea delle Fiamme Oro mostrando la linguaccia.
Insomma, se la Senna è (anche) azzurra, è per merito dei nostri atleti, non del candore delle acque. Criticità sanitarie a parte, Ginevra merita un monumento. Ha condotto la gara con arguzia tattica, mulinando bracciate allo spasimo, e però scegliendo il momento giusto per rifilare la zampata decisiva. «Sono felice e stanca, oggi è stata molto dura e sono arrivata con le forze limitate, ma è andata bene. Non me l’aspettavo, appena tuffata mi sono detta “Mamma mia, oggi è tosta”», spiega.
Primato continentale per Taddeucci e bronzo per Barbara Pozzobon
Terzo posto, dunque bronzo, per la trentaduenne di Treviso Barbara Pozzobon, specialista delle lunghissime distanze. Il primato della Taddeucci, con un tempo di 1h02’31’’2, si ammanta di leggenda. Nessun’altra italiana aveva completato una doppietta continentale (nel 2024 ci riuscì la tedesca Beck), e Ginevra, confermandosi campionessa d’Europa – fu oro anche nell’edizione 2025 – diventa la terza atleta di sempre per trionfi europei in questa distanza, dietro a Rachele Bruni e Sharon van Rouwendaal, due divinità a parte.
Gregorio Paltrinieri a podio: bronzo nella 5 km maschile
In campo maschile, nel nuoto tricolore, l’impresa era riuscita a Gregorio Paltrinieri nel 2021. Proprio super Greg ieri ha a sua volta agguantato un bronzo nella 5 chilometri maschile in acque libere. Il trentunenne carpigiano ha chiuso in 55’44”7 al termine di una rimonta da sfinimento iniziata all’ultimo giro, salendo sul podio alle spalle del dominatore tedesco Florian Wellbrock, oro in 55’40”2 e dell’ungherese David Betlehem, argento in 55’42”6. «Significa che posso ancora giocarmela davvero, i primi due sono grandi atleti che stanno facendo la storia, il fatto di essere vicino a loro in una stagione in cui non mi sono mai sentito benissimo mi rende molto contento», commenta lui.
Ma a proposito di atleti ungheresi. È stata proprio una magiara, Viktória Mihályvári-Farkas, classe 2003 e talento da predestinata, a pungolare la Taddeucci lungo tutta la competizione. Negli ultimi 250 metri percepisce il piccolo errore di linea di Ginevra e azzarda il tutto per tutto, non riuscendo nella prodezza, ma tallonandola da vicino. Martedì, nella 10 chilometri, è andato in scena un copione analogo. La dedica della vittoria è per la sua squadra, capeggiata dall’allenatore Giovanni Pistelli.
Il medagliere dell’Italia agli Europei 2026 tra nuoto artistico e tuffi
Complessivamente l’Italia fino a oggi vanta 18 medaglie (6 ori, 4 argenti, 8 bronzi) in questi Europei che mettono in palio premi in quattro diverse discipline: nuoto artistico, nuoto in acque libere, nuoto in corsia e tuffi.
Nelle gare in vasca, l’italian acrobatic team – Beatrice Andina, Valentina Bisi, Marta Iacoacci, Alessia Macchi, Giorgia Lucia Macino, Sofia Mastroianni, Susanna Pedotti e Giulia Vernice – ha colto il bronzo, dietro a Russia e Spagna. «Le medaglie sono tutte belle, ma questa è la più bella perché eravamo in emergenza e l’abbiamo desiderata e sudata con tutte noi stesse», rimarca il tecnico responsabile delle squadre azzurre, Roberta Farinelli.
Il momento è fecondo: pure nei tuffi, i successi di Chiara Pellacani la incoronano come erede definitiva di Tania Cagnotto. Ora l’appuntamento è con le gare di domani e di sabato.
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