• Il 7 giugno in Francia parte l’ottava edizione della competizione mondiale per nazionali. Mai come quest’anno l’evento avrà su di sé l’attenzione dei media. La nostra selezione, tornata alla ribalta, può sfruttare la vetrina per fare il salto di qualità.
  • Da un paio di stagioni a questa parte anche i grandi club di casa nostra hanno cominciato a investire sulle donne. Ma ancora non basta per colmare il gap con gli altri Paesi. Dal 2020 la Uefa aumenterà del 50% i contributi alle squadre femminili.
  • In Italia contiamo 23.903 tesserate, di cui 14.266 nel calcio dilettantistico. Nazioni come Inghilterra, Francia, Germania, Olanda, Norvegia e Svezia hanno oltre 100.000 professioniste.

Lo speciale contiene tre articoli.

Manca ormai pochissimo ai Mondiali di calcio femminile. Dal 7 giugno al 7 luglio in Francia si terrà infatti l’ottava edizione della rassegna iridata per nazionali, con l’Italia che prenderà parte insieme ad altre 23 selezioni (Argentina, Australia, Brasile, Camerun, Canada, Cile, Corea del Sud, Francia, Germania, Giamaica, Giappone, Inghilterra, Nigeria, Norvegia, Nuova Zelanda, Olanda, Scozia, Spagna, Stati Uniti, Sudafrica, Svezia e Thailandia). Le ragazze scelte e allenate dal commissario tecnico Milena Bertolini, inserite nel gruppo C, esordiranno domenica 9 alle 13 a Valenciennes contro l’Australia. Poi giocheranno venerdì 14 alle 18 a Reims contro la Giamaica e martedì 18 alle 21, ancora a Valenciennes, con il Brasile. L’obiettivo minimo è ovviamente quello di superare il turno, ma considerando i recenti risultati delle squadre italiane e soprattutto la crescita che l’intero movimento ha registrato nell’ultimo periodo, è lecito aspettarsi e sognare qualcosa in più.

Intanto, un obiettivo è stato sicuramente raggiunto. Le ragazze hanno centrato la qualificazione alla Coppa del mondo a distanza di 20 anni dall’ultima volta. Ciò che non era invece riuscito alla Nazionale maschile nel 2018, quando gli azzurri, sotto la gestione di Gian Piero Ventura, furono eliminati agli spareggi dalla Svezia.

Bisogna essere però, al tempo stesso, realisti: è molto difficile assistere a un exploit da podio per mille ragioni. Su tutte quella tecnica. Il gap tra il calcio femminile azzurro e altre potenze mondiali resta ancora enorme, come aveva sottolineato la stessa Bertolini dopo la qualificazione ottenuta: «Dobbiamo essere realisti. Siamo consapevoli che al Mondiale ci sono squadre fortissime e di alto livello. Il ranking parla chiaro, noi però vogliamo andare in Francia per fare bene e dire la nostra. Sappiamo che non sarà facile, però queste ragazze hanno grandi qualità e grandi valori, aspetti da non trascurare». Importante in fase di sorteggio aver evitato big come Stati Uniti (campioni in carica e primi nell’albo d’oro con tre titoli conquistati nel 1991, nel 1999 e nel 2015), Germania (trionfatrice nel 2003 e nel 2007), il Giappone (campione nel 2011 e secondo quattro anni fa), l’Inghilterra (terza a Canada 2015 e sempre tra le favorite) e i padroni di casa della Francia, nazionale che vanta diversi elementi di spicco, la maggior parte dei quali ha appena sollevato al cielo la Champions League con il Lione (al quarto successo consecutivo, il sesto negli ultimi 10 anni) nella finalissima giocata e vinta 4-1 a Budapest contro il Barcellona. L’insidia principale nel raggruppamento dell’Italia è rappresentata dal Brasile di Marta Vieira Da Silva, attaccante carioca che ha già nella sua bacheca cinque palloni d’oro. Motivo per cui le azzurre possono puntare con decisione a quel secondo posto che garantisce il passaggio del turno. Se così non fosse una chance può arrivare anche dal terzo piazzamento nel girone visto che da regolamento si qualificheranno agli ottavi di finale le prime due di ogni raggruppamento e le quattro migliori terze.

«C’è grande entusiasmo e una grande motivazione. Il nostro obiettivo realistico è quello di passare il primo turno visto che partiamo dalla terza fascia. Poi vediamo quello che succederà. La passione è stata alla base di tutto il movimento femminile perché grazie alla passione degli addetti ai lavori e delle mie colleghe il calcio femminile è venuto fuori da un momento duro e ci ha permesso di raggiungere il grande risultato di arrivare a disputare un mondiale. Era tempo di interrompere dopo vent’anni l’assenza del calcio femminile italiano da questo torneo» ha detto Milena Bertolini. Qualche giorno fa il ct azzurro è entrata a far parte della prestigiosa hall of fame del calcio italiano. Hall of fame della quale fanno parte, per avere un ordine di grandezza, gli allenatori campioni del mondo con la Nazionale maschile Vittorio Pozzo, Enzo Bearzot e Marcello Lippi, e campioni del calibro di Roberto Baggio, Francesco Totti, Paolo Maldini e altri come Fabio Cannavaro, Giuseppe Bergomi e Franco Baresi. Segno che, già con la partecipazione alla kermesse iridata della nazionale femminile, è stato fatto qualcosa di straordinario e che qualcosa nel panorama calcistico italiano sta cambiando.

Le 23 azzurre capitanate dalla juventina Sara Gama si stanno preparando all’evento. Dopo due settimane di raduno presso il Centro tecnico federale di Coverciano lunedì 20 maggio è cominciata la seconda fase di avvicinamento al torneo con il ritiro a Riscone di Brunico in Trentino. Mercoledì 29 ci sarà l’ultimo test match contro la Svizzera a Ferrara. Poi si parte per la Francia.


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