Schlein critica il salvataggio di Mps, uccisa dalla sinistra
Elly Schlein (Ansa)

A Siena, la segretaria dem attacca l’esecutivo sull’operazione Mediobanca, ma dimentica il ruolo decisivo dei governi di centrosinistra nel dissesto e nel salvataggio di Mps. Il rilancio della banca è arrivato solo con l’intervento dell’attuale maggioranza.

Siena è un luogo dove bisognerebbe ragionare di banche con cautela. Elly Schlein non l’ha avuta. Parlando a pochi passi dalla sede di Mps, ha accusato il governo di aver «favorito una cordata amica» nella conquista di Mediobanca. Un comizio indignato e senza vergogna. Perché a Siena la memoria non dovrebbe durare quanto un hashtag. Proprio qui la banca più antica del mondo era affondata sotto il peso delle gestioni allegre della sinistra, tra prestiti facili e salvataggi disperati. Il governo Gentiloni – a maggioranza Pd – l’aveva salvata spendendo 8 miliardi dei contribuenti. Il progetto era quello di venderla a pezzi, come un’automobile da demolizione.

Poi è arrivato il governo di centrodestra decidendo che Mps non doveva morire in silenzio, né essere smembrato come volevano i governi amici della segretaria Pd. Giancarlo Giorgetti e l’amministratore delegato Luigi Lovaglio hanno puntato sul rilancio, hanno rimesso la banca sul mercato, e oggi Montepaschi non solo è sopravvissuto: addirittura conquista Mediobanca con un’Opas che nessuno ha visto arrivare. Altro che «cordata amica».

Eppure, la segretaria Pd a Siena preferisce la parte della smemorata. Dimentica che senza il centrodestra Mps oggi sarebbe un ricordo triste, un monumento all’incapacità di governo della sinistra. Dimentica che gli 8 miliardi pubblici li ha decisi il Pd, non Giorgia Meloni. Dimentica che il progetto della sinistra era chiudere, non rilanciare. È più comodo dipingere il governo come il burattinaio del risiko bancario. A Siena, più che un’accusa, sembra una barzelletta.

Da non perdere

Quelli del Pd: i primi a non credere nel Pd
Niente di personale

Quelli del Pd: i primi a non credere nel Pd

Tante anime affannate a conservare il potere, disposte (come Franceschini) anche a «tradire» la Schlein con Conte alle primarie pur di salire al Colle. Risorge Amato. Bettini benedice Onorato nel campo largo. Ma oggi l’unica figura «originale» resta De Luca.