Il viaggio «sponsorizzato» a New York della sindaca di Genova, Silvia Salis, ha avuto uno strascico poco simpatico per lo staff della predestinata possibile leader del campo largo. Ha qualche colpa questa testata, «rea» di aver pubblicato, martedì scorso, l’immagine dell’addetto stampa del primo cittadino, Pietro Zampedroni.
Immagine peraltro postata dallo stesso collaboratore della Salis sui suoi social: piede scalzo, calice di bianco, sguardo basso e concentrato nel comodo scenario della prima classe del volo per New York.Evidentemente le foto pubblicate col marchio della compagnia aerea dovevano però essere prerogativa del primo cittadino, perché a quanto risulta alla Verità la Salis avrebbe redarguito piuttosto pesantemente i suoi collaboratori, arrivando a un provvedimento piuttosto drastico: intimare a tutti di chiudere o rendere strettamente privati i profili social personali. Così da non offuscare con ombre dannose l’immagine della sindaca di cui da mesi si favoleggiano incarichi di spessore nazionale per il prossimo anno, con tanto di scintillante rassegna stampa internazionale.
Sta di fatto che, a dare una rapida scorsa ad alcuni dei nomi dello staff della Salis, la rampogna sembra aver sortito i suoi bravi effetti. Addirittura l’account Instagram di Zampedroni non solo ieri risultava privato ma con zero follower (in pratica, nessuno poteva vedere eventuali post). Privati (cioè «consultabili» solo previa ammissione dei proprietari) anche i profili di Simone D’Ambrosio (portavoce) e di Ludovica Chiarelli (altra addetta stampa). In pratica, tutti sotto coperta. L’unica che può farsi vedere è il sindaco. Speriamo ne valga la pena.