La sinistra «bracca» il generale anche se sposta la sede del comizio
Il leader di Futuro Nazionale, Roberto Vannacci, in occasione della cena con Gianni Alemanno organizzata in un ristorante di Roma, 24 giugno (Ansa)

Con il magnum al croccantino, a grande richiesta torna un must dell’estate progressista in canottiera: il bavaglio democratico. Fallito il green pass antifa, andati in vacanza sulle barche di papà gli eroi della Flotilla, cosa rimane a far pulsare i cuori inquieti, preoccupati dalla «destraccia»? Rimane Roberto Vannacci che domani si presenta a Genova senza il diritto di parola.

Lo hanno deciso i custodi della Costituzione un tanto al chilo, pronti a rigettare il presunto fascismo con il più fascista dei metodi, quello della delegittimazione dell’avversario. Il generale tiene un comizio alle 18 nel quartiere di Albaro? Cgil, Fiom, Anpi e Pd si oppongono organizzando in tutta fretta in via Cesarea un presidio pubblico dall’inedito titolo «Restiamo umani».

Se non stupisce l’urgenza del sindacato rosso e dell’Anpi, pare curiosa l’adesione del Partito democratico, i rappresentanti del quale siedono in parlamento accanto a quelli di Futuro nazionale. E per sei volte in pochi mesi hanno votato proprio con la destra vannacciana contro il governo di Giorgia Meloni. Compari a Montecitorio, impresentabili in piazza. Il gruppo dem di Genova spiega il doppiopesismo in una nota: «L’iniziativa nasce come momento di mobilitazione democratica e antifascista, per riaffermare i valori della Costituzione, della solidarietà e dell’accoglienza contro ogni forma di politica basata sulla paura, sulla divisione e sull’esclusione. Il Pd di Genova ritiene fondamentale essere presente e dare il proprio contributo in questo momento, per testimoniare con convinzione un’idea di città e di società fondata sui valori di uguaglianza, rispetto delle differenze e coesione sociale, in netta contrapposizione ai messaggi divisivi che alimentano paura e contrapposizione tra le persone».

Pura demagogia, visto che i pilastri di Fn sono noti: ordine, sicurezza, lotta all’immigrazione clandestina, rispetto dell’identità italiana e di quella Costituzione spesso piegata dalla sinistra ai propri interessi. Una Carta che nell’articolo 21 garantisce a tutti il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero, non solo a Cgil, Anpi e Pd. Per provare a farlo senza l’assalto dei centri sociali, Vannacci a Genova è stato costretto a cambiare sede un paio di volte. Alla fine si è deciso per piazza Leopardi, in accordo con la questura «con l’obiettivo di garantire le migliori condizioni per la tutela dell’ordine pubblico, della sicurezza dei cittadini e del regolare svolgimento della manifestazione», ha spiegato Francesco Maresca, consigliere comunale di Fn.

Sarà comunque un pomeriggio difficile perché molte sigle antagoniste stanno lavorando sotto traccia e l’associazione «Genova antifascista» non è intenzionata a rinunciare a una seconda contro-manifestazione proprio nelle vicinanze del comizio, con concreto rischio di tafferugli. Sono negli occhi di tutti gli scontri di lunedì scorso a Sestri Ponente a margine del corteo per la Sicurezza del gruppo Facebook «Genova Insicura» e per contro del presidio di Avs e Anpi in piazza Baracca. La contrapposizione è forte, la più piccola fiamma può scatenare l’incendio. Proprio per questo la sindaca Vuitton Silvia Salis starà alla larga, impegnata a partecipare al più modaiolo (e a lei più consono) «Ulisse Fest»; quest’anno propone un tema che sembra un progetto politico, «Elogio della fuga».

Difficile restare umani quando ogni occasione è buona per scatenare l’allarme democratico, unico collante dell’opposizione senza un’idea di Paese, di futuro, di protezione dei cittadini. Se ne sono accorti i leader Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli, Nicola Fratoianni a Napoli, interrotti, fischiati e insultati («Vergogna», «Buffoni») da disoccupati e ultrà della rivoluzione permanente come Potere al popolo. Alla fine hanno incassato la solidarietà della premier e hanno invocato «il diritto democratico di esprimere le proprie idee». Quello che a Genova vorrebbero impedire a Vannacci domani. Beata coerenza.

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