Sala nega l’intitolazione a Ramelli: «È divisiva»
Ansa
Il primo cittadino di Milano rifiuta di dare il nome del ragazzo ucciso alla scuola che frequentava.

Ancora polemiche legate al ricordo di Sergio Ramelli, militante di destra ucciso a Milano nel 1975. ieri il sindaco del capoluogo lombardo Beppe Sala, margine della commemorazione di Alberto Brasili, ucciso 50 anni fa da militanti neofascisti, ha bocciato la proposta del presidente del Senato Ignazio La Russa di intitolare al giovane la scuola che frequentava: «lo credo difficile onestamente, ma poi rimane il fatto che non è che noi abbiamo tutti questi spazi di intitolazione, poi quando le intitolazioni diventano così divisive…». Poi la controproposta, che sembra escludere ogni possibilità di pacificazione su quella drammatica stagione: «A me sembrava che la mia proposta di intitolare un luogo pubblico a tutte le giovani vittime del terrorismo avesse senso, perché non c’era un intento pacificatorio, ma quello di dare un giudizio su quel periodo storico e ricordare le vittime. Se poi cominciamo a intitolare ancora a una a una delle vittime non finiamo piu». A stretto giro sono arrivate le prese di posizione di esponennti di Fratelli d’Italia, a partire da quella di La Russa. «Nel ricordare tutte le vittime degli anni di piombo e delle chiavi inglesi, oggi quella di Alberto Brasili tragicamente ucciso nella spirale “’violenza chiama violenza”» ha detto il presindente del Senato, «ribadiamo la totale adesione alla proposta del sindaco Sala di intitolare una piazza a tutti coloro che in quegli anni furono uccisi. Dallo stesso sindaco Sala mi aspetto anche il sostegno all’intitolazione del liceo Molinari a Sergio Ramelli, così come fu sostenuta l’intitolazione al giovane Claudio Varalli della scuola che oggi porta il suo nome». «Ogni argomentazione contraria», conclude La Russa, «farebbe ricadere le parole del sindaco in una direzione opportunistica di due pesi e due misure». Duro anche il deputato di Fdi Riccardo De Corato, secondo il quale «le parole del sindaco Salasull’intitolazione di una scuola a Sergio Ramelli sono gravi e rivelano, ancora una volta, un pregiudizio ideologico che impedisce ogni vero processo di pacificazione nazionale». L’ex vicesindaco di Milano aggiunge: «Quando si tratta di una vittima di sinistra, come Claudio Varalli, le intitolazioni sono giuste e doverose. E infatti a Varalli è già stata intitolata una scuola. Ma quando si parla di Ramelli, ucciso barbaramente a 18 anni da militanti dell’ultrasinistra, allora tutto diventa improvvisamente “difficile”». Polemico il capogruppo di Forza Italia al Senato Maurizio Gasparri: «Quindi, fare un’intitolazione a vittime di sinistra, cosa peraltro giusta, si può fare, mentre intitolare una scuola o altro a Sergio Ramelli non si può fare perché “è divisivo”. Cioè ci si divide tra la vittima e gli assassini. Sala mette i massacratori sullo stesso piano di chi è stato massacrato».

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