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Occupanti del centro sociale Spin Time in strada dopo l'incendio (Ansa)

«Trovare una soluzione condivisa»: è questo l’obiettivo del Comune di Roma per gli abitanti dello Spin time, il centro sociale occupato da circa 400 persone che nella notte tra il 29 e il 30 luglio è stato evacuato per un principio di incendio subito domato dalle forze dell’ordine.

Una «soluzione condivisa» che rischia di apparire una pretesa da parte degli occupanti che vogliono rientrare, continuando ad arrogare un diritto che non esiste: quello di occupare la casa di qualcun altro. In questo momento, inevitabilmente, l’immobile è stato posto sotto sequestro giudiziario, i vigili del fuoco lo hanno dichiarato inagibile.

Spin Time sotto sequestro dopo l’incendio: stabile dichiarato inagibile

I fatti hanno riacceso il dibattito circa lo sgombero dello stabile, un dibattito non solo romano, ma di respiro nazionale. Gli occupanti e gli attivisti hanno immediatamente organizzato un presidio permanente all’esterno della struttura, supportati da Cgil Roma e Lazio e Amnesty international Italia, che chiedono tutele immediate per evitare che le famiglie rimangano in mezzo alla strada. I minori sono stati subito sistemati presso alcune strutture in modo che nessuno rimanga senza casa in questa fase. Successivamente, nel pomeriggio, è stata trovata una sistemazione anche per tutti gli altri: passeranno la notte in alcuni spazi associativi vicini tra cui polo civico Esquilino, Centro servizi per il volontariato, centro anziani, la palestra della scuola Di Donato, dove già sono stati distribuiti i pranzi. Al presidio, in rappresentanza del Comune, sono intervenuti gli assessori al Patrimonio e alle politiche sociali, Tobia Zevi e Barbara Funari, e l’ex assessore, esponente di Sinistra civica ecologista, Andrea Catarci.

Prima, in prefettura, si è tenuta una riunione tra il prefetto, Lamberto Giannini, il sindaco, Roberto Gualtieri, monsignor Baldo Erina, vicario generale della diocesi di Roma, e il questore, Roberto Massucci. All’incontro hanno preso parte anche l’assessore Zevi e i rappresentanti della proprietà immobiliare. Il clima fuori dallo stabile è teso, con gli attivisti sul piede di guerra. Centinaia le persone che hanno raggiunto il presidio.

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Per Zevi, «è impensabile che rientrino stanotte (ieri notte, ndr)» e spiega che ci sarebbe un dialogo aperto con i proprietari per trasformare palazzo in Erp (Edilizia residenziale pubblica)». Insomma, niente sgombero ma, anzi, legittimazione dell’occupazione.

Il tema riguarda proprio la sicurezza degli stessi occupanti: «Si evitino ulteriori rischi per queste persone che per anni hanno vissuto in condizioni di pericolo», ha detto il vicesegretario della Lega, Claudio Durigon, spiegando anche che «non sono accettabili pressioni e richieste indebite di chi vorrebbe far rientrare gli occupanti in uno stabile pericolante e illegittimamente occupato». Marco Perissa, deputato e presidente della federazione romana di Fdi, si pone ancora più duramente: «La legalità non è un’opinione e la sicurezza non può essere sacrificata sull’altare dell’ideologia. Ogni giorno in cui uno stabile occupato continua a rimanere tale, aumenta il rischio che si verifichi una tragedia. Per questo serve un cambio di passo definitivo. Le occupazioni abusive a scopo abitativo devono essere sgomberate senza esitazioni. Non solo per restituire gli immobili ai legittimi proprietari e allo Stato, ma soprattutto per tutelare l’incolumità pubblica». Così anche il presidente della regione Lazio, Francesco Rocca: «L’incendio divampato allo Spin time conferma la necessità di affrontare, senza ulteriori rinvii, una situazione che si protrae da troppo tempo».

«Fatte salve le ragioni di sicurezza sanitaria e l’attenzione a ogni forma di emergenza sociale, non si può tollerare il protrarsi di una situazione completamente irregolare che ha determinato anche condizioni di pericolo per gli stessi occupanti. Da un’occupazione illegale non può derivare una sorta di diritto infinito al sopruso su spazi che appartengono ad altri», è la posizione di Maurizio Gasparri, Forza Italia. Per Fabio Rampelli (Fdi), vicepresidente della Camera, «ci sarebbero in corso indebite pressioni sugli organismi tecnici preposti alla gestione della situazione dopo il grave incendio per rendere in qualche modo nuovamente utilizzabile lo stabile illegalmente occupato da Spin time. Si cerca di provocare irresponsabilmente una nuova occupazione per finalità politico-preelettorali in spregio al buon senso, alle norme e soprattutto alla salvaguardia dell’incolumità dei cittadini».

Le opposizioni, invece, soffiano sul fuoco: «Le dichiarazioni improvvide degli esponenti nazionali e locali di Fratelli d’Italia, accompagnate da quanto raccontatoci, sembrano preludere a un tentativo di sgombero dello stabile, e si tratterebbe di un fatto inaccettabile», commenta Francesco Silvestri, deputato romano M5s, «La maggioranza di governo non può continuare con la mera logica della repressione dei bisogni delle persone e con il supporto ai tentativi di speculazione immobiliare ai danni di chi non ha una casa e un posto dove andare».

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