Fico si incorona «re delle sagre»
Roberto Fico (Ansa)

I tanto sbandierati nemici della Casta e degli sprechi, conosciuti come i famigerati 5 stelle, tornano a dare le «mancette» in Campania con il loro presidente della Regione, Roberto Fico. Secondo il Corriere del Mezzogiorno, 2 dei 4 milioni di euro che il Bilancio della Regione Campania stanzia per le cosiddette «esigenze provenienti dal Consiglio regionale», finiscono a sagre di paese (1,5 milioni di euro), feste patronali (220.000 euro), villaggi di Natale (200.000 euro), prodotti tipici e spettacoli pirotecnici, tramite un lungo elenco di finanziamenti che i consiglieri regionali hanno proposto.

I contributi, rispetto all’anno scorso, sono addirittura cresciuti e, da fondi di politica territoriale, sembrano addirittura tramutati in vere e proprie donazioni alle diverse realtà locali. Questo è quanto è stato deciso ieri con l’assestamento di Bilancio di previsione per il triennio 2026-2028, in particolare per quanto riguarda gli interventi finanziati.

Dopo la presidenza dello «sceriffo» brutto e cattivo del Pd, Vincenzo De Luca, l’inoppugnabile Fico si era augurato che i consiglieri regionali tenessero «un profilo serio e programmatico» nel fare le proposte. A quanto pare però non è cambiato nulla, anzi. Le «mancette», aspramente criticate dal M5s fin dalla sua nascita, voluta da Beppe Grillo, che si è sempre battuto (almeno a parole) per non sperperare i soldi dei contribuenti, non solo sono rimaste ma sono pure aumentate. In particolare per gli eventi enogastronomici e folkloristici, una cifra stilistica della Campania.

Per quanto riguarda le sagre ce n’è per tutti i gusti: per chi ama il cibo di strada a Cicciano, in provincia di Napoli, ci sarà l’altisonante «Stamm’ ‘o Street Food»: e come si poteva non stanziare 15.000 euro per questo evento? A Cicciano ci saranno tutti i più famosi rappresentati dello street food campano e forse con la loro magnifica pizza e i loro fritti eccezionali avrebbero potuto realizzare l’evento anche senza i fondi pubblici. Ad Avella, in Irpinia, invece si terrà l’incredibile «Animus et Ignis – Il legame con le proprie radici», ma anche qui per accendere l’animo e il fuoco e realizzare l’evento con itinerari turistici ed enogastronomici serviranno 120.000 euro di aiuti. Spostandoci a Ischia, si terrà la «Festa dell’uva di Campagnano» per salvaguardare la viticoltura eroica dell’Isola Verde. Tanto eroica da dover chiedere 30.000 euro allo Stato.

E se le sagre non bastavano, ecco allora le processioni e le feste commemorative per i numerosi santi delle varie località campane. A quanto pare neanche i santi possono fare miracoli e quindi via ad altri 220.000 euro dalla Regione (con la sola «Festa patronale di Santa Maria», nell’area Flegrea, a Quarto, che costerà ben 40.000 euro alla Campania). A Siano invece i fuochi d’artificio per il Palio dei fuochi non partirebbero senza i 10.000 degli italiani, che difficilmente potranno goderseli dalla Valle D’Aosta. E se i santi non potevano fare miracoli neanche Babbo Natale, durante le festività, si dimostra in grado di portare i regali in Campania: a quanto pare invece li chiede a Fico. Circa 200.000 euro pubblici verranno infatti spesi per villaggi di Santa Claus, canti natalizi e presepi viventi (con la sola Avellino che ne riceverà 25.000, senza nemmeno specificare di preciso quali sarebbero gli eventi da organizzare).

Stranamente, solo il famoso Fico bianco del Cilento non riceverà indennizzi, mentre Fico Roberto non è riuscito affatto in quello che si era preposto. «Quando i conti sono in ordine», ha dichiarato il governatore M5s, «le risorse possono tornare a finanziare servizi, investimenti e opportunità per i cittadini». Sicuramente molte risorse sono state impiegate, ci si domanda se fosse così necessario farlo coi soldi pubblici.

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