«Pronto, pronto. Sono Federica. La prego, la prego. Deve aiutarci. A Firenze sta accadendo una cosa gravissima! Il Pd ci mette al bando, solo per aver organizzato una raccolta firme contro l’abbattimento degli alberi che costeggiano la nuova tramvia a Campo di Marte. Si rende conto? Il Pd? È una cosa folle. Ma che sono? Squadristi? Non erano democratici?». Sono le parole con cui Federica (nome di fantasia), una commerciante di Firenze che, al telefono, ci chiede di aiutarla. Lei, con la voce rotta dal pianto, ci chiede di parlare di quello che sta accadendo ma di non utilizzare il suo vero nome.
La denuncia dei commercianti: «Abbiamo paura»
«Qui a Firenze non si può far più nulla», aggiunge. «Se non sei d’accordo con le decisioni della maggioranza al governo della città vieni segnalato come si faceva con gli ebrei durante il fascismo.
Ma ci rendiamo conto? È assurdo! Io ho paura. Ma vi chiedo per cortesia di non fare il mio nome. Sono spaventata per il clima che si respira in città. Non è accettabile che ogni dissenso sia vissuto dalla maggioranza di governo come una voce da mettere a tacere pubblicamente». È lei a denunciare che proprio uno dei rappresentanti di quel Partito che dal 2009 è al governo della città ha deciso di compilare pubblicamente contro di lei ed altri commercianti come lei un lungo elenco. A scrivere la lista di «proscrizione» è Filippo Frizzi, segretario Pd di Peretola. Ha scritto un post sui social che recita: «Esercizi commerciali dove non mettere più piede». E al post aggiunge tutto l’elenco dei negozi che hanno dato la loro disponibilità alla raccolta delle firme contro il taglio degli alberi, lungo la nuova linea della tramvia. Una vera e propria lista di proscrizione targata Pd.
La lista dei negozi da boicottare e la protesta contro la tramvia
Ed in un attimo si torna, non con la memoria ma con i fatti, ad additare pubblicamente come sgradita un’intera categoria di persone. A Firenze questa volta è toccato ai commercianti colpevoli di aver fatto propria una battaglia chiara: dire di no all’abbattimento di circa 600 alberi lungo il percorso della tramvia. Ma non finisce qui. Perché, a rincarare la dose di intolleranza, ci pensa un altro esponente del partito democratico, Filippo Ferraro, presidente del quartiere 5, che rincara la dose scrivendo: «Gli avvocati a cui non rivolgersi», riferendosi a quei legali che si sono resi disponibili per l’autenticazione delle firme raccolte.
Il Pd nel mirino per le liste contro commercianti e avvocati
Quindi non solo il Pd accusa pubblicamente chi legittimamente si impegna contro la tramvia, ma anche tutti coloro che appoggiano questa battaglia. I commercianti, rei di aver aperto le porte dei loro negozi alla raccolta firme. E pure gli avvocati, rei di aver autenticato le firme e i cittadini che stanno firmando colpevoli di voler esprimere il proprio dissenso nei confonti della decisione del governo cittadino di abbattere oltre 600 alberi per costruire la tramvia.
Filippo Ferraro si giustifica: «Non ci penso proprio a dimettermi»
Ecco qui che a Firenze si palesano pubblicamente i nuovi Lucio Cornelio Silla, il primo che nell’82 AC per la prima volta introdusse le liste proscrizione. E la sindaca? Assente al question time di lunedì. La prima cittadina per ora sembra aver deciso di non presentarsi, quindi di tacere. A parlare e a giustificarsi arriva il presidente del quartiere 5, Filippo Ferraro, che a Radio Rady Radio dopo aver mandato una nota all’ordine degli avvocati in cui chiede scusa agli avvocati, dice testualmente: «Io ho detto che tutti hanno capito. Chiunque abbia letto questa polemica ha capito, il senso di chi ha scritto e fatto un commento. Io credo che il senso sia stato capito da chiunque. Basta così!», conclude. E poi, alla domanda del conduttore che chiede se avesse pensato di dimettersi, risponde: «Non ci penso proprio perché ho da fare. Ieri abbiamo acceso dei lampioni, quindi abbiamo molto da fare».
Tramvia a Firenze, la petizione raggiunge 7.000 firme
E da fare ce ne sarà ancora perché già venerdì si discuterà in consiglio comunale e di nuovo il cerino passerà nelle mani della sindaca. Nonostante la lista di «proscrizione» targata Pd, sono state raccolte circa 7.000 firme per una consultazione che chiede una cosa semplice: non abbattere gli alberi per costruire la tramvia. Chissà se, anche in quest’occasione, il Partito democratico deciderà di tacere o di giudicare ancora una volta nemici del governo i quasi 7.000 fiorentini, che nonostante tutto, la petizione hanno deciso di firmarla.
Contenuto riservato agli abbonati
Prosegui con la lettura >
Contenuto riservato agli abbonati
Rinnova il tuo abbonamento per proseguire con la lettura >