Montedomini, contro la Funaro pure Renzi e la Cgil

L’affaire Montedomini s’ingrossa e approda in Parlamento. L’ormai triste caso dell’ente controllato dal Comune di Firenze che dovrebbe occuparsi di welfare e anziani e, invece, agisce come un intermediario turistico, dando in locazione decine di immobili per finalità di affitto breve, ha finalmente smosso le coscienze di molti.

Specialmente di chi si è accorto di una evidente contraddizione tra quello che dice la sindaca di Firenze, Sara Funaro, e quello che poi effettivamente fa.

Da una parte, impedisce ai cittadini di affittare le proprie case ai turisti, definendo questa pratica una «parassitosi», causa dell’overtourism della città e dello spopolamento del centro storico da parte dei fiorentini. Dall’altra, utilizza un ente in house del Comune per mettere in atto la stessa pratica da lei stessa condannata. Trincerandosi dietro al fatto che «il Comune non ne sapeva niente».

L’attacco di Renzi e le responsabilità dell’amministrazione Nardella

Qualcuno però doveva sapere per forza. Ed è per questo che, il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, dal palco della Versiliana, chiede alla sindaca di commissariare il presidente dell’Asp Montedomini, l’avvocato Maurizio Frittelli, prendendosela pure con il suo pupillo, Dario Nardella, la cui amministrazione modificò le regole che impedivano l’utilizzo a fini turistici del patrimonio dell’ente.

Renzi ricorda la storia dell’istituzione, nata nel 1476 e dedicata all’assistenza delle persone più fragili, sottolineando come «la riorganizzazione del 2009 avesse l’obiettivo di creare un’unica azienda pubblica alla persona». «L’amministrazione Nardella ha sbagliato», tuona Renzi, aggiungendo di augurarsi che «la sindaca Funaro metta alla guida di Montedomini una struttura coerente con la tradizione fiorentina e non con le idee di Nardella».

Il ruolo di Sara Funaro e il contratto per gli affitti brevi

Funaro è stata vicepresidente di Montedomini proprio negli anni in cui molti di quei contratti turistici sono stati stipulati. Quando è stato firmato il contratto nel 2023 per i nove appartamenti di Montedomini in via Guelfa 83, assegnati con bando a Limehome, colosso degli affitti brevi, c’era la giunta Nardella, Funaro era assessore al Welfare.

La composizione del CdA e il nodo dei controlli interni

Frittelli condivide il cognome con il mandatario elettorale di Nardella per la campagna del 2019. Un dettaglio che alimenta il sospetto di un sistema di gestione del patrimonio pubblico piegato a logiche di opportunità politica. L’attuale cda di Montedomini, in carica dal 2024, è composto da cinque membri: il presidente Frittelli, appunto, la vice Barbara Cardinali e il consigliere Silvano Di Geronimo, tutti nominati dal Comune.

Ci sono poi Giovan Battista Varoli, designato dalla Metrocittà, e Andrea De Biasio, indicato dall’Arcivescovo. Proprio De Biasio è nel board dell’Asp da prima della firma del contratto 2023 e vi siede tuttora. A firmare quel contratto è stato, dunque, lo stesso dirigente che occupa quel ruolo oggi, la stessa persona, cioè, che si trova ora a dover rispondere di una clausola messa nero su bianco dal suo stesso ufficio. De Biasio è specializzato nella gestione patrimoniale di strutture ricettive. Dal 2009 è ad della società che gestisce l’Antica Torre di via de’ Tornabuoni, un indirizzo di lusso.

Come ha fatto un consigliere rimasto in carica attraverso due giunte e due board, con una competenza professionale che coincide in modo così specifico con lo scandalo, a non accorgersi, o a non intervenire, su una clausola in contrasto con le regole che l’azienda si è data?

Le reazioni dei sindacati, delle opposizioni e l’arrivo in Parlamento

Oltre alla sua stessa maggioranza la sindaca viene attaccata anche dai sindacati rossi. Il segretario toscano della Fiom-Cgil, Daniele Calosi, chiede un’assunzione di responsabilità da parte della politica. Le opposizioni, invece, reclamano un consiglio comunale straordinario, attraverso un’istanza sottoscritta da tutti i 15 consiglieri comunali di minoranza.

E il ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi, viene chiamato a rispondere, tra il 10 e il 15 settembre, alle interrogazioni parlamentari presentate da Lega e Fratelli d’Italia. Siamo solo all’inizio.

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