La sindaca di Firenze, Sara Funaro, smentita anche dal mercato. La strategia del Comune di punire i proprietari di case in centro, che hanno deciso di affittare ai turisti i propri appartamenti per soggiorni brevi, viene sconfessata dal report di Idealista che conferma Firenze e la Toscana tra le aree più richieste e anche più care d’Italia.
Se la lotta agli affitti brevi della sindaca doveva servire per calmierare i prezzi degli affitti di Firenze, questa linea è fallita miseramente.
Funaro, a maggio, decise di estendere le nuove limitazioni su chi affitta le proprie case ai turisti, non solo al centro storico ma anche alla periferia (caso unico in Italia), salvo poi dare il via libera agli affitti turistici brevi per gli immobili di Montedomini, un’azienda di servizi alla persona, controllata proprio dal Comune.
A parte la figuraccia politica, smascherata dalla sua stessa parte politica, adesso si scopre che quella scelta scellerata viene bocciata pure dai dati di mercato che danno ragione ai fiorentini che vogliono continuare ad affittare liberamente le loro case ai turisti.
I dati di mercato smentiscono la giunta: a Firenze prezzi record
Una decisione che non solo non è servita a frenare l’aumento dei prezzi, ma anzi lo ha incrementato. Firenze, infatti, è al livello di Milano con 22,4 euro al metro quadro. La Toscana è seconda solo alla Val d’Aosta, con un prezzo medio di 21,1 euro al metro quadro contro il 21,4. Valori molto lontani dalla media nazionale, sotto i 15 euro al metro.
L’idea malsana di Funaro e della sua giunta di puntare il dito contro i proprietari di case, secondo lei responsabili dell’ovetourism e dello svuotamento del centro storico dai residenti per darlo in pasto ai turisti, è totalmente in contrasto con quello che dicono i dati, che continuano a dare ragione a chi affitta case.
Il caso Montedomini e il corto circuito degli immobili comunali
Funaro spiegò a maggio che il suo obiettivo era quello di «favorire la residenzialità ponendo dei limiti. Il numero di affitti brevi rispetto ai residenti di certe zone sono cresciuti in maniera esponenziale. Vogliamo favorire il piccolo proprietario. Un conto è il famoso appartamento della nonna per avere un’integrazione al reddito, un altro è quando si usano gli immobili sotto forma imprenditoriale».
La sindaca oltranzista si dimentica, però, di dire che è stata proprio la sua amministrazione a usare gli immobili comunali sotto forma imprenditoriale. Quelli di Montedomini, per la precisione.
Un ente in house del Comune, che dovrebbe occuparsi esclusivamente di welfare e anziani e che, invece, agisce come un intermediario turistico, dando in locazione decine di immobili a società, spesso straniere, per finalità di affitto breve. Prima di invocare crociate ideologiche e puntare il dito contro la «parassitosi» dei cittadini, come la chiama lei, l’amministrazione Funaro dovrebbe rispondere di una gestione disinvolta del suo patrimonio pubblico.
L’attacco di Sinistra Progetto Comune sulla rendita urbana
Sul palazzo di proprietà dell’Asp Montedomini, trasformato in un alveare di affitti turistici brevi, al civico 83 di via Guelfa, «il Comune sapeva», accusa il consigliere di Sinistra Progetto Comune, Dmitrij Palagi, il quale ha ottenuto un accesso agli atti su Montedomini, «che per statuto dovrebbe occuparsi di combattere il disagio abitativo, mentre in verità affitta molti suoi immobili a privati e agenzie che fanno rendita turistica».
Quella che viene spacciata come una missione di salvaguardia sociale appare sempre più come una gestione selettiva della rendita urbana: una guerra dichiarata ai piccoli proprietari, mentre il pubblico e i grandi player continuano a banchettare indisturbati.
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