La Camusso scopre il bluff di Landini: «Io via dalla foto? Non è un incidente»
L'ex segretaria della Cgil Susanna Camusso (Ansa)

E qui ci tocca scomodare il pensatore di riferimento dei progressisti, Karl Marx, che aveva coniato la celebre espressione «La storia si ripete sempre due volte: la prima come tragedia, la seconda come farsa». Eh sì, perché nella vicenda che riguarda la foto con ritocco pubblicata sul profilo Facebook della Cgil in segno di godimento per la vittoria di Lula su Bolsonaro, nello scatto del 2019 che ritraeva Landini sorridente stringere la mano del presidente brasiliano con tanto di sbianchettata alla figura dell’ex leader del sindacato Susanna Camusso, c’è una bella fetta del DNA della sinistra.

C’è un’abitudine, quella di far sparire dalle immagini ufficiali i dirigenti e i funzionari politici sgraditi o caduti in disgrazia, di staliniana memoria.

Quella parte di storia (le Grandi Purghe) è finita appunto in tragedia, mentre questa si sta trasformando in farsa. È successo infatti che all’indomani della pubblicazione su alcuni organi di stampa (compresa La Verità) delle due immagini contrapposte, l’originale che (come si vede in pagina) mostra la Camusso e un’altra donna sullo sfondo, e l’artificiale, che fa sparire le due signore, la stessa senatrice del Pd sia intervenuta per replicare.

Ci si aspettava un «No comment» o che potesse gettare acqua sul fuoco se non altro per lavare, come nella migliore tradizione della casa, i panni sporchi in famiglia, e invece no. Il «No comment» c’è stato, ma accompagnato da una precisazione: «Non è stato certo un incidente», ha spiegato al Corriere della Sera, «quando si cancella una persona da una foto lo si fa in maniera deliberata e ben ponderata. Per questo ritengo sia meglio seppellire sotto un “no comment” questa pessima vicenda».

La volontaria omissione della Camusso nella foto con Landini e Lula

Per chi è uso alle vicende della Cgil e del Pd, sono dichiarazioni al vetriolo che nascondono qualcosa di ben più profondo che cova nelle viscere del sindacato e che può creare tensioni anche tra i democratici e Landini. La Camusso non è uno dei tanti esponenti della Cgil che ha fatto il salto in politica. È stata la prima donna a guidare la confederazione e per poco meno di nove anni (dal 2010 al 2019) ha messo la sua impronta e i suoi uomini nei gangli vitali di Corso d’Italia.

Idee e uomini che sono stati sistematicamente «ridimensionati» o appunto «rimossi» nella gestione Landini: emblematico è il licenziamento dello storico portavoce Massimo Gibelli per «riorganizzazione interna», neanche la Cgil fosse un’azienda come tante.

Insomma, le conseguenze politiche della foto sbianchettata potrebbero essere serie. Ma proprio mentre la vicenda stava assumendo una sua dignità, è arrivato il comunicato di scuse della Cgil a buttarla in farsa.

Ieri infatti si è riunita l’assemblea generale del sindacato (una sorta di parlamentino) e pare che a Roma la vicenda «Susanna sparita» abbia avuto una certa eco. Così Landini e compagni hanno sentito l’esigenza di spiegare. Perché quando sia ha la ragione dalla propria non c’è motivo per nascondere la verità. E quale sarebbe questa verità?

La supercazzola di Landini per scagionarsi

«Siamo stupefatti per quanto accaduto in relazione alla foto pubblicata sulle pagine social della Cgil nazionale che accompagna il post di congratulazioni del segretario generale Maurizio Landini per la rielezione del presidente Lula in Brasile», hanno premesso. Quindi?

«La buona fede della nostra organizzazione», prosegue, «è confermata dal fatto che la foto originale, senza alcuna modifica, è stata pubblicata sul sito istituzionale della Cgil nazionale, dove è tuttora, ben prima della messa online sui social». Sarà.

«Come si può notare», conclude la Cgil, «la cancellazione non riguarda solo Susanna Camusso, ma anche un’altra persona, ed è riconducibile ad un errore tecnico per seguire le strette dinamiche social. Errore tecnico che è sfuggito al controllo finale prima della pubblicazione». Insomma: «Così sono andate le cose, lavorando si può sbagliare. Costruire una notizia sul nulla è solo becera strumentalizzazione».

Ora, va bene tutto, e capiamo la difficoltà del momento. Ma voler far credere che ci sia un software? Un algoritmo? O non si sa bene cos’altro dietro alla scomparsa della Camusso, come ha evidenziato la stessa Camusso offende l’intelligenza dell’interlocutore. Sarebbe stato più dignitoso fare un bel mea culpa per il tarocco, chiedere scusa alla compagna Susanna e sperare nel tempo che fa dimenticare ogni cosa. Ma il DNA è quello e il rapporto con la verità nella grande casa del comunismo è sempre stato assai complicato.

Da non perdere

Crisanti si ricicla salvagente dei comunisti
Sinistra a pezzi

Crisanti si ricicla salvagente dei comunisti

Su richiesta di Schlein, lo zanzarologo lascia il gruppo del Pd al Senato e passa «in prestito» al misto di Avs per consentire a Rifondazione di presentarsi senza raccogliere le firme. Proprio lui che andava in tv a dire che «la “Scienza” non ha colore».

Mentre i tir ripartono Conte fa il Masaniello
Sinistra a pezzi

Mentre i tir ripartono Conte fa il Masaniello

Blocchi rimossi anche in Campania: torna la regolare erogazione di carburante, ma per gli alimentari servirà una settimana. Ipotesi di un nuovo incontro con Salvini per martedì. Giuseppi prova ad aizzare le folle a Pizzo Calabro: «Vi hanno criminalizzato».

I fiancheggiatori dei maranza
Sinistra a pezzi

I fiancheggiatori dei maranza

Gli operatori di polizia che hanno dovuto affrontare i vandali di seconda generazione hanno notato italianissimi personaggi che li incitavano. E le convocazioni via social sono molto sospette. Così come gli slogan anticapitalisti di stampo brigatista. Perquisizioni della Digos in 18 città. I teppisti: «Oggi decideremo le azioni all’ultimo minuto».