Saliti a 52 i morti, 18 soltanto ieri. Ma l’epidemia sembra rallentare
  • Altri 66 pazienti guariti, il totale è di 149. In rianimazione a Crema un medico anestesista e un’infermiera. Il numero delle persone risultate positive ai controlli ha superato quota 2.000, di cui metà in Lombardia.
  • Nei reparti di rianimazione della Lombardia, compresi i privati, sono occupati 9 posti letto su 10. Le strutture si riorganizzano allargando i settori delle emergenze.

Lo speciale contiene due articoli.

Nel fornire il consueto bollettino sulla situazione del contagio da coronavirus, ieri il capo della Protezione civile Angelo Borrelli ha voluto partire dai numeri positivi. Che sono minimamente incoraggianti: altri 66 sono i pazienti guariti che elevano il totale a 149.

Purtroppo cresce anche il numero dei casi, che ha superato i 2.000: per essere precisi, sono 2.036 i contagiati. Aumentano le persone risultate positive ai test sanitari: ieri erano 1.835, 258 in più rispetto al giorno precedente. I soggetti positivi sono destinati ad aumentare, aveva avvisato l’epidemiologo Gianni Rezza dell’Istituto superiore di Sanità, e puntualmente i nuovi dati comunicati dalla Protezione civile lo confermano.

Per il 50% dei nuovi pazienti si parla di persone asintomatiche o che vengono tenute in isolamento a casa, ha spiegato Borrelli, il 40% è ricoverato con sintomi e il 10% si trova in terapia intensiva. Sono aumentati anche i decessi, 18 quelli registrati lunedì, dei quali 15 Lombardia e 3 in Emilia Romagna. È così salito a 52 il numero delle vittime nel nostro Paese per il Covid-19.

In Italia siamo a 2.036 contagiati dall’inizio dell’epidemia, il maggior numero di pazienti positivi e in cura assistita sono in Lombardia (1.077), in Emilia Romagna (324) e in Veneto (271), le regioni in cui le scuole restano chiuse per tutta la settimana. Scorporando gli altri dati, 51 sono in Piemonte, 34 nelle Marche, 18 in Liguria, 17 in Campania, 12 in Toscana, 9 in Friuli Venezia Giulia, 5 in Sicilia, 4 nel Lazio, 5 in Abruzzo, 4 in Puglia, 2 in Umbria, 1 in Calabria e nella Provincia autonoma di Bolzano. I tamponi complessivamente effettuati sono stati 23.345, dei quali solo 668 confermati come positivi dall’Istituto superiore della Sanità.

Ieri aumentava anche il numero dei sanitari contagiati. Un medico anestesista e una infermiera del pronto soccorso dell’ospedale di Crema, risultati positivi al Covid-19, sono stati ricoverati in rianimazione. L’infezione è avvenuta «quando ancora non si facevano i tamponi», ha fatto sapere l’assessore regionale al Welfare della Lombardia Giulio Gallera. La donna è stata trasportata all’ospedale di Brescia.

Il coronavirus ha diviso l’Italia in quattro: gli 11 comuni della «zona rossa», le Regioni della «zona gialla» di Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e le province di Pesaro-Urbino e Savona, le province di Bergamo, Lodi, Piacenza e Cremona, il resto del Paese. Le Regioni coinvolte sono 15 più la Provincia autonoma di Bolzano. Il maggior numero di deceduti si è registrato in Lombardia (38), seguita da Emilia Romagna (11), Veneto (2). Ieri nelle Marche c’è stata la prima vittima, un uomo di 88 anni. Molto anziani erano anche i lombardi che non ce l’hanno fatta, avevano 92, 81, 86, 88, 94 anni, tutte persone con patologie correlate. La fotografia più aggiornata della situazione contagio coronavirus in Italia segnala dunque 1.835 persone risultate positive al tampone. Di queste, 742 sono ricoverate con sintomi (+103 rispetto a domenica 1 marzo), la maggior parte in ospedali della Lombardia (478) e dell’Emilia Romagna (148). In terapia intensiva ci sono 166 pazienti (+26), 127 dei quali in Lombardia, 16 in Emilia Romagna, 14 in Veneto, 2 in Piemonte, 6 nelle Marche, 1 in Liguria.

I positivi al Covid-19 tenuti in isolamento domiciliare sono 927 (+129 rispetto a domenica), dei quali 472 in Lombardia, 204 in Veneto, 160 in Emilia Romagna, 37 in Piemonte, 11 nelle Marche, 9 in Friuli Venezia Giulia, 5 in Liguria e in Toscana, 13 in Campania, 3 in Sicilia,1 in Lazio e Calabria, 2 in Umbria, Abruzzo, Puglia.

Sul fronte positivo dei pazienti dimessi, la maggior parte sono in Lombardia (139), 4 sono risultati guariti in Liguria, 3 in Lazio, 2 in Sicilia, 1 in Toscana. La battaglia contro il Covid-19 è ancora in corso, dobbiamo aspettarci nuovi casi nei prossimi giorni. Ospite di un programma radiofonico, il direttore del dipartimento Malattie infettive dell’Istituto superiore di Sanità, Giovanni Rezza, ha spiegato che è necessario evitare allarmismi sebbene il virus sia ancora nella fase di crescita: «Non sappiamo se già si è raggiunto il picco, ma è normale che quando aumentano i casi, crescono anche quelli più gravi».


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