Nessuna gravidanza è davvero indesiderata
Il sesso ci è stato donato per creare la vita e sconfiggere la morte. I figli non sono «incidenti», ma il vero scopo per cui ci si accoppia .Carissimi voi due che pensate di abortire, è falso che non volete quel bambino. Mettetelo al mondo per proiettarvi nell’eternità.

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La caratteristica della vita è riprodursi. La caratteristica della vita è morire. Se non esistesse la morte non sarebbe necessario riprodursi, avremmo alcuni tristissimi e infrangibili organismi immortali che prolungano nei secoli il loro nulla. Se non avessimo la morte non sarebbe possibile riprodursi, il mondo sarebbe affollato da generazioni che si accumulano, per questo l’amore e la morte sono le due facce della stessa medaglia.

Dal punto di vista biochimico si parla di morte quando il nostro organismo non riesce più a mantenere la propria auto-organizzazione e il livello di entropia raggiunge livelli irreversibili. La vecchiaia e la morte sono obbligatori solo tra gli organismi costituiti da più cellule. Tra quelli costituiti da una cellula sola, non lo sono. Se nessuno aggiunge penicillina al brodo di cultura e c’è cibo a sufficienza, amebe e batteri, organismi monocellulari, sono immortali. Un batterio si riproduce con una riproduzione asessuata, una cosa tristissima basata sulla moltiplicazione. Il batterio si scinde in due batteri, che si riproducono scindendosi in quattro batteri che si riproducono scindendosi in otto, e si arriva così a miliardi di batteri senza che ci sia un solo cadavere e senza che nessuno abbia le rughe, la prostata ingrossata, l’incontinenza, o che comincino a necessitargli gli occhiali. Tutti gli organismi sono geneticamente identici, allegramente coetanei e indistinguibili l’uno dall’altro.

Crescete e moltiplicatevi

Quelli che hanno avuto la fortuna di non essere stati creati batteri o amebe, hanno avuto il dono della pluricellularità, hanno guadagnato anche la vecchiaia e la morte, e la frase non è ironica: è un dono. Abbiamo guadagnato la coscienza, il pensiero, la sessualità, l’amore, il dolore, la gioia, la paura, la speranza, la disperazione, abbiamo guadagnato quella cosa meravigliosa che è il sesso, abbiamo guadagnato la possibilità di avere figli, curiose creature che prima o poi ti fanno un sorriso sdentato, dopo di che mettono i denti e alla fine e ti chiamano papà o mamma. La morte è il prezzo che abbiamo pagato per dire «io sono». E la paura della morte è il prezzo che abbiamo pagato per dire «io sono perché penso». Come diceva il signore del letto 22 dell’Istituto di patologia chirurgica delle Molinette: «Quando paghiamo caro qualcosa che non ha prezzo, abbiamo in ogni caso fatto un affare».

La riproduzione è il più grande dono di Dio, l’ultimo straordinario dono, il dono dove tutta la gioia esplode, il dono che sconfigge la morte, che la rende accettabile. Nessuno ha paura di morire se il suo letto è circondato da figli e nipoti, la sessualità ci proietta nell’eternità, i nostri figli esistono anche dopo di noi, tra 40 miliardi di anni le loro anime esisteranno ancora. Come ha scritto Chiara Corbella, meravigliosa mamma che ha preferito non combattere il cancro, ma mettere al mondo il suo bambino, siamo nati per non morire mai più. Crescete e moltiplicatevi. Prima crescete, prima diventate adulti, il sesso non è un giocattolo, può fare morti e feriti e sono morti e feriti gravi. Dopo che siete cresciuti, però moltiplicatevi, non aspettate di avere 48 anni, o 56.

La riproduzione sessuata è stata presa a calci nel ’68, sciagurato anno in cui è cominciato il disastro di un branco di fighetti figli di papà che si sono sognati di essere rivoluzionari. Il ’68 ha distrutto l’etica, e ha distrutto anche il sesso. Non c’è stata nessuna rivoluzione sessuale. La sessualità è un dono magnifico ed è un piacere biologicamente legato alla riproduzione, esattamente come il piacere di mangiare è legato alla sopravvivenza mediante introduzione di calorie. Mangiare e vomitare è il gesto con cui si può slegare il mangiare dall’introduzione di calorie, mangiare senza introdurre calorie, che perfeziona il delirio del dolcificante senza zucchero, il burro senza grassi, la pasta fatta di un qualche intruglio giapponese a indice glicemico basso. Il sesso nel ’68 ha smesso di essere legato alla riproduzione e quindi ha smesso di essere sesso, ha perso la sua ancestrale potenza, è diventato strofinio per ottenere sensazioni. Il ’68 è stata un rivoluzione erotica, non una rivoluzione sessuale. Vivere la propria sessualità non vuol dire che a ogni atto sessuale fabbrichiamo un pargolo, ma vuol dire che la sessualità è veramente divertente solo se vissuta con qualcuno col quale saremmo disposti ad avere un figlio, solo con qualcuno che amiamo al punto tale che potrebbe essere l’altro genitore di nostro figlio, cioè solo se vissuta con una affettività potenzialmente genitoriale, altrimenti diventa strofinio, appunto, qualcosa che bisogna vivacizzare con 50 sfumature di sadomaso per non crepare di noia.

Ma quale errore

Il bimbo che nasce dall’incontro di maschile e femminile diventa un optional. Micidiali bombardamenti ormonali del corpo femminile, la cosiddetta pillola, micidiali corpi estranei messi nell’utero a causare infiammazione cronica dell’endometrio, la cosiddetta spirale, tecniche abortive sempre più sofisticate e sempre gratuite, cioè a spese della comunità che finanzia lo sterminio dei propri futuri cittadini, equiparano il bimbo a un parassita.

«Ama il prossimo tuo come te stesso, il bambino come una creatura prediletta da Dio» è una legge più carina che «fa’ i tuoi comodi e se per caso questo comporta l’assassinio del bambino, va bene lo stesso».

Carissimi voi due, che avete appena scoperto che facendo l’amore avete creato quella che si chiama una gravidanza indesiderata, parole asettiche che vogliono dire che aspettate un bimbo.

La sessualità è il modo della biologia per creare la vita. Che questa vita venga creata non è un incidente, ma proprio lo scopo di tutto il giocattolo. Gli uomini sono attratti dalle donne e le donne dagli uomini con un piacere enorme quando i corpi si incontrano proprio perché la vita possa nascere. Il piacere anche affettivo di completarsi ha lo scopo di far nascere la vita. Ora noi viviamo in un mondo per cui la vita è diventata un impiccio, ma la vita vince sempre. Nasce sempre. Anche quando non la vogliamo. La vita se ne frega della nostra volontà.

Voi non volete bambini: eppure ne aspettate uno. Come è successo? Vi siete sbagliati. Non ho idea di quale sia l’errore dal punto di vista tecnico, ma vi posso garantire che in realtà che non c’è stato nessun errore. Questi cosiddetti errori in realtà sono l’effetto del subconscio che si fa sentire. Il subconscio di uno dei due, o di entrambi, questo bambino lo vuole, altrimenti l’errore non ci sarebbe stato.

Una mamma e un papà

Questo bambino non lo volete e pensate di abortirlo. Questa è una scelta apparentemente logica, in realtà completamente irrazionale. L’aborto non è una macchina del tempo. Quello che voi volete è una macchina del tempo: poter tornare a com’era prima, senza questa cosina presente nell’utero. Quindi si farà aborto, la cosina non c’è più, è tornato tutto come prima. Non è così che funziona. Sembra che sia così che funzioni, ma non funziona così, perché la cosina ormai c’è. La cosina è un ammasso di cellule, certo, ma è un ammasso di cellule che costituiscono il progetto certo e stabilito in un particolare essere umano unico e irripetibile che porta le caratteristiche genetiche di entrambi e che vi riunisce per l’eternità. Nel momento in cui è ucciso, ha già un cuoricino che batte. Se questo grumo di cellule sarà ucciso in un aborto, la sua morte resterà per sempre su di voi e tra di voi. L’aborto è molto propagandato, incredibilmente gratuito. Tutti i suoi spaventosi effetti collaterali sono sotto censura. Veramente pensate che sia indolore? Il rimpianto quando arriva è devastante.

Piuttosto, se non ve la sentite di tirare su un bambino, questo è comprensibile, fate felice la prima coppia in lista di attesa delle migliaia di coppie di papà e mamma in disperata attesa di un bimbo da poter amare. In questo momento ci sono un papà e una mamma, in una casa forse con la stanzetta già preparata, che aspettano che ogni giorno sia quello buono. Dare un bambino in adozione è una scelta coraggiosa. Bisogna mandare all’inferno tutti quelli che avranno qualcosa da dire, colleghi e vicini di casa: ma come, lo hai dato in adozione? Eccetera. Fregatevene, tanto la gente ha sempre qualcosa da dire. Pensateci. Vi prego, pensateci.

Un’ultima cosa: l’universo non è un ammasso casuale di atomi. Tutto ha un senso. C’è un Creatore che ha creato il mondo e ha creato anche la cosina, il gruppetto di cellule che ora voi ora siete conviti di non volere. Non fate sciocchezze. Non buttatelo. Aspettate qualche mese e poi potete sempre darlo in adozione. Anche se non è certo che lo farete. In questi mesi è possibile che cambiate idea. Che vorrete tenervelo, con una gioia infinita davanti alle sue manine e ai suoi occhioni. Il piccolino è un dono, o per voi o per un’altra mamma e un altro papà.

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