Sedentarietà e stress causati dai lockdown fanno schizzare i casi di diabete tra i bimbi
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Lo studio su «Jama»: l’impennata è collegata all’indebolimento immunitario e all’aumento di peso provocati dall’isolamento.

Le diagnosi di diabete di tipo 1, nei bambini e adolescenti, è aumentato in modo «insolito» e «sostanziale» in tutto il mondo, durante la pandemia. La causa però non sarebbe dovuta al Covid, ma al lockdown e isolamento sociale. Lo sostengono gli autori dello studio dell’Università di Toronto recentemente pubblicato su Jama Network Open che ha raccolto i dati disponibili in diversi Paesi, su oltre 38.000 giovani diagnosticati durante la pandemia e confrontati con quelli degli anni precedenti.

Prima della pandemia, il tasso di incidenza del diabete di tipo 1 infantile, cioè nei minori di 19 anni, era già in aumento, di circa il 3% l’anno. Lo studio appena pubblicato, analizzando 17 lavori internazionali, registra un tasso in aumento del 14% durante il primo anno della pandemia, ma nel secondo anno di Covid, l’incremento è stato di circa il 27% rispetto agli anni precedenti.

Secondo gli autori, l’accumulo delle diagnosi per smaltire il ritardo di quelle non fatte a causa del blocco di visite ed esami durante il Covid non è assolutamente sufficiente a spiegare un incremento di questo tipo. All’origine, ammettono, devono essere altre cause che però non sembrano essere dovute direttamente all’infezione da Sars-Cov2.

Nel momento in cui i ricercatori hanno cercato di dare la colpa al coronavirus, sono stati infatti smentiti dai fatti. Tra le cause del diabete tipo 1 (insulina dipendente) c’è infatti una reazione autoimmune scatenata da un’anomala risposta del sistema immunitario a un’infezione virale che porta a sintetizzare anticorpi che attaccano e distruggono le cellule del pancreas che producono l’insulina. Non essendoci l’ormone che abbassa la glicemia, si manifesta il diabete. Tra gli studi analizzati però non è stata trovata traccia significativa di questo tipo di reazione autoimmune. La teoria è stata così messa da parte e vari esperti hanno iniziato a esplorare altre possibili spiegazioni legate agli stili di vita cambiati in modo evidente, repentino e prolungato dal 2020 con l’introduzione del distanziamento e del lockdown. Come è noto, l’esposizione a virus, soprattutto respiratori, durante l’infanzia può allenare il sistema immunitario, evitando che abbia reazioni troppo violente in presenza di agenti esterni.

Il distanziamento e l’obbligo di restare in casa, durante l’emergenza Covid, per gli esperti, ha di fatto evitato ai bambini un’adeguata esposizione a virus e batteri utili a fornire una protezione aggiuntiva dalle malattie autoimmuni. I ricercatori, quindi non escludono, anzi, sono orientati a sostenere – in assenza di dati definitivi – che a far salire i casi siano stati lo stress, l’isolamento sociale e la vita sedentaria, detonatore, quest’ultima, delle malattie metaboliche come obesità, malattie cardiovascolari e diabete, appunto.

Dieci studi della review canadese hanno riportato un aumento dei casi di diabete di tipo 2 nei più giovani dall’inizio della pandemia, ma i dati erano troppo diversi e non sono stati sufficienti a definire chiaramente l’incremento. In ogni caso, questo tipo di diabete è anomalo nei piccoli perché si manifesta di solito in età avanzata e si associa a disordini del metabolismo, in primis il sovrappeso: condizione che si può controllare con l’attività fisica, bandita per lungo tempo anche ai bambini e adolescenti, durante la pandemia.

Dati recenti stimano che i piccoli in sovrappeso, in quel periodo, sono ulteriormente ingrassati in media di 3-5 chili, più del triplo del giusto aumento di peso dei loro coetanei sani, peggiorando quindi le condizioni di salute nell’immediato e in prospettiva. Proprio uno studio pubblicato in questi giorni sulla rivista americana The Endocrine Society mette in relazione il Covid e l’aumento, nel 2020 e nel 2021, del diabete tipo 2 nei minori di 18 anni. Più dell’infezione, anche in questo caso, sotto accusa sono finiti i fattori indiretti, imposti dalla gestione del Covid messa in atto dai governi e basati sul distanziamento e l’isolamento sociale.

Questo fattore è sotto inchiesta da tempo, in ambiente scientifico. Nel 2022, uno studio su Pediatrics registrava quasi il raddoppio dei casi di diabete tra gli 8 e 21 anni, negli Stai Uniti, nel primo anno di pandemia e gli autori affermavano che era dovuto non tanto al virus in sé, quanto al drastico cambiamento degli stili di vita: chiusura delle scuole, l’aumento della sedentarietà, il maggior consumo di cibi spazzatura e la riduzione delle attività sportive che portato ad un aumento di peso che, negli anni, favorisce non solo il diabete, ma anche il cancro e le malattie cardiovascolari. Una pesante eredità del governo Conte e del ministro della Salute, Roberto Speranza, su cui l’inchiesta parlamentare è chiamata a fare luce in vista delle nuove pandemie degli anni a venire, quella del diabete e del cancro, tanto per dirne due.

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