Allarme per gli attacchi di cuore. Nuovo studio: «Occhio ai vaccinati»
Il britannico «Daily Mail» interpella gli esperti sull’ondata di malori in persone giovani e sane. Intanto, «Lancet» torna sulle miocarditi post iniezione nei ragazzi: «Lievi all’inizio, ma vanno monitorate nel tempo».

Se provi a parlarne qui in Italia, ti danno del complottista no vax. Oltremanica, invece, se ne discute apertamente: c’è un’impennata di malori cardiaci tra giovani in salute, che merita di essere presa sul serio. Ne ha scritto il Daily Mail, uno dei giornali più letti nel Regno Unito, anche se per chi ha la puzza sotto al naso è solo un tabloid scandalistico. Il quotidiano ha dedicato un’inchiesta all’«aumento allarmante di giovani magri e “super in forma” che subiscono attacchi cardiaci». E a leggere l’approfondimento, di teorie cospirazioniste non c’è manco l’ombra. Il Mail ha sentito vari esperti, d’accordo sul fatto che, essendosi l’incremento verificato a partire dal periodo della pandemia, il Covid c’entri qualcosa. Forse, il virus stesso, perché il Sars-Cov-2 è capace di provocare danni cardiaci; forse, anche le miocarditi collegate ai vaccini, visto che la loro incidenza è più alta negli under 40; forse, «depressione, ansia e stress» causati dai lockdown; forse, l’uso di droghe, «l’obesità, stili di vita sedentari e cattive diete». Quello dei problemi al cuore non è un argomento che in Inghilterra snobbano: lo scorso maggio se n’era occupata persino la Duke University, pubblicando una ricerca che denunciava «un allarmante aumento di decessi per collasso cardiaco, specie tra i più giovani». Nessuno si era sognato di accusare i vaccini anti Covid. Ma recenti indagini suggeriscono di non abbandonare quella pista.

Proprio sul numero di ottobre di eClinicalMedicine, rivista che fa capo a The Lancet, è uscito un ampio articolo dedicato alle miocarditi post vaccino nei ragazzi al di sotto dei 30 anni. La particolarità dello studio, condotto su 38 ospedali americani e una coorte di 433 pazienti, è che ha confrontato gli esiti degli effetti collaterali delle iniezioni a mRna con il decorso della Mis-C, la sindrome infiammatoria multisistemica, alla quale sono esposti soprattutto i bambini, in caso di contagio da coronavirus.

Dai risultati è emersa qualche conferma: i più suscettibili alle miocarditi da vaccino sono gli adolescenti di etnia caucasica, anche se il decorso della malattia è di solito lieve e, rispetto ai casi di Mis-C, le disfunzioni cardiache risultano meno frequenti. Tuttavia, sottoponendo i giovani a risonanze magnetiche cardiache, gli scienziati hanno scoperto che, in quelli colpiti da miocardite, era più alta la probabilità di trovare il late gadolinium enhancement (Lge), che segnala la presenza di tessuti danneggiati. Il gadolinio, infatti, è un tracciante biologicamente inerte che non è in grado di attraversare una membrana cellulare integra: dunque, se un’area mostra Lge, lì ci saranno zone di necrosi dei miociti o di fibrosi miocardica. Il dettaglio è rilevante: il Lge può essere associato a eventi avversi cardiovascolari.

Degli individui seguiti tra aprile 2021 e novembre 2022 dal team che ha pubblicato su The Lancet, il 5% è andato incontro a «un peggioramento del Lge»; alcuni hanno presentato «ricorrenza di sintomi cardiaci, inclusi dolore al petto, palpitazioni, vertigini e affaticamento». Un paziente ha dovuto essere ricoverato una seconda volta; due hanno mostrato un’inversione dell’onda T all’elettrocardiogramma (potenziale segno di ischemia coronarica o ipertrofia ventricolare sinistra); un altro ha sofferto di tachicardia ventricolare e lieve disfunzione sistolica al ventricolo sinistro.

L’interpretazione di queste osservazioni la offrono gli stessi autori del paper, che fissano quattro punti.

1 «Nonostante un iniziale decorso clinico lieve e una bassa prevalenza di disfunzione cardiaca, il danno miocardico […] è comune nei casi di miocardite da vaccino anti Covid».

2 «La probabilità di sviluppare Lge è più elevata nei maschi che nelle femmine, negli adolescenti più grandi rispetto ai giovani adulti e in quelli che hanno sviluppato la miocardite da vaccino dopo la prima o seconda dose a mRna, piuttosto che dopo la dose booster o la terza dose».

3 «Gli esiti clinici di medio termine dopo la miocardite da vaccino anti Covid sono rassicuranti, con zero decessi correlati a problemi cardiaci o necessità di trapianti di cuore».

4 Eppure, «le lesioni miocardiche persistono durante la convalescenza in molti pazienti». Non significa che sia un atto una moria di under 30 provocata dai vaccini. Ma la conclusione è chiara: «La miocardite associata al vaccino anti Covid-19 […] è comune, specie nei maschi adolescenti più grandi […]. Mentre le sequele cliniche nel medio termine sono rare e la severità del Lge diminuisce nel tempo, la persistenza del Lge al follow-up nella maggior parte dei pazienti richiede una sorveglianza clinica continuata, ulteriori ricerche e studi di più lungo periodo». Non è complottismo; è scienza.

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