Vietato indignarsi con gli ecoteppisti
Ansa
Concita De Gregorio difende gli imbrattatori: piacciono alla sinistra, perciò sono al di sopra delle regole. Per chi sbaglia ma si redime, poi, c’è il perdono: come nel caso di Madame.

In principio furono le sardine, su cui è meglio stendere un velo pietoso. Ora, l’albero della sinistra, che possiamo evangelicamente riconoscere dai frutti, ha generato gli eco imbecilli di Ultima generazione. Sì, esatto: quelli che idolatrano Greta Thunberg, trangugiano insetti, bloccano il traffico, si incollano alle pareti, deturpano opere d’arte (come i Girasoli di van Gogh) e, pochi giorni fa, hanno imbrattato la facciata del Senato.

Ciò che sorprende, però, non è tanto il fatto che esistano questi talebani impregnati di ecoballe e ambientalismo misantropico. Quanto piuttosto che, qui in Italia come altrove, la sinistra più ottusa e bigotta di sempre li abbia subito accolti sotto la propria ala protettiva. Con la vernice ancora fresca sul portone di Palazzo Madama, Monica Cirinnà non ha perso tempo: «È uno sfregio», ha detto la responsabile diritti del Pd (sì, al Nazareno hanno davvero istituito questa carica di pongo), ma «le ragioni della disobbedienza civile di Ultima generazione sono tutte condivisibili». Ok, boomer.

Il meglio, però, ce l’ha offerto Concita De Gregorio. Con uno sprezzo del ridicolo da far invidia, la pasionaria in fusciacca, sulle colonne della Stampa, ci ha regalato un pezzo d’alta scuola: «Che schifo questa destra che intende addirittura punire i poveri gretini che hanno imbrattato il Senato, una roba da Medioevo». Il virgolettato, avvertiamo il lettore, non è una citazione, ma una parafrasi dell’articolo: confessiamo di averci messo un po’ a decriptare la prosa sgangherata della Concita nazionale.

Comunque, per amor di cronaca, dove sapere che l’articolessa della De Gregorio, un vero e proprio flusso di coscienza, reca il sobrio titolo: «I nostri figli guerrieri del clima e la destra che vuol prenderli a cinghiate». Questa difesa d’ufficio di Ultima generazione si fonda su due assunti fraudolenti. Per un verso, Concita ci dice che le regole possono essere infrante se in gioco ci sono alte idealità (come la salvezza del pianeta). Ma se di mezzo c’è la difesa del diritto al lavoro, allora giù manganellate ai no pass. Una curiosa applicazioni di doppi standard che contagia pure Michele Serra, su Repubblica: Madame, rea di aver falsamente aderito alla religione vaccinale, alla fine si è redenta. Vittima dell’ideologia no vax «riduzionista», per di più praticata nella famiglia tradizionale. Perciò, ora che sono arrivate l’abiura e la redenzione, sulla cantante vicentina si può «invocare clemenza». A sinistra, ormai, pretendono di decidere anche con chi è lecito indignarsi.

Poi, l’ex direttrice dell’Unità dà per assodato che gli imbrattatori del Senato siano «guerrieri» in lotta contro il sistema. Ma non si è mai visto un ribelle sistematicamente coccolato dal sistema che dice di combattere. Ricordate Greta all’Assemblea generale Onu?

La verità è che gli attivisti di Ultima generazione sono figli di papà con il proverbiale culo al caldo. Hanno a cuore il pianeta? Protestino in Cina o in India, anziché in Europa, il continente più «verde» del mondo. Ma non ci andranno, a Pechino, fidatevi. E fanno bene.

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