Pur di dare una mano ai dem americani tolgono i limiti di età per i bimbi trans
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Un sottosegretario di Biden, nato uomo e ora donna, ha spinto per nuovi protocolli. Usando i minori per racimolare consenso.

Quando, nel gennaio del 2021, Joe Biden ha nominato Rachel Levine sottosegretario alla Salute del governo statunitense, i più hanno pensato che si trattasse di una mossa politica utile a fare apparire l’amministrazione democratica ancora più inclusiva e progressista. D’altra parte Levine, insegnante di pediatria e psichiatria presso il Penn State college of medicine e ammiraglio, è il primo ufficiale a quattro stelle apertamente transgender della storia americana. Il punto è che la simpatica Rachel, a quanto risulta, non aveva alcuna intenzione di limitarsi a fare la figurina trans. Al contrario, era decisa a fare tutto il possibile per la sua causa, pur senza dare troppo nell’occhio.

La sua azione da attivista transgender è emersa con chiarezza soltanto ora, svelata da un procedimento giudiziario dell’Alabama, dove vige una legge che proibisce ai medici di fornire farmaci per la transizione di genere ai minori e di eseguire su di essi operazioni di cambio di sesso. Nel corso della discussione sono emersi alcuni documenti riservati della Wpath, cioè la World professional association for transgender health, già mesi fa al centro di un caso mediatico piuttosto inquietante. Si tratta, per lo più, di email che si sono scambiati anni fa i componenti del direttivo della associazione e di altra corrispondenza proveniente dall’esterno.

I file sono venuti in possesso di alcuni media americani e britannici tra cui la rivista Unherd. Quest’ultima scrive che, dalle carte, si evince la «notevole influenza che le organizzazioni esterne hanno avuto sulle linee guida del Wpath. Sebbene l’American academy of pediatrics e l’amministrazione Biden citino le linee guida del Wpath per giustificare il proprio sostegno alle transizioni di genere dei giovani, esse stesse hanno influenzato quelle linee guida dietro le quinte».

Spieghiamo. Wpath qualche anno fa ha elaborato linee guida piuttosto discutibili sul cambiamento di sesso dei minori. Benché siano parecchio ideologiche e poco fondate a livello scientifico, queste linee guida sono divenute uno standard a livello mondiale. A esse fanno riferimento i pediatri americani e le politiche inclusive dei democratici, ma pure il nostro ministero della Salute le cita con una certa frequenza. A quanto risulta dai materiali usciti dalle aule dell’Alabama, tuttavia, persino i medici che fanno parte della Wpath hanno seri dubbi sulla validità di queste linee guida.

Le email divenute pubbliche mostrano accesi scambi di vedute fra professionisti della salute che parlano apertamente di mancanza di prove scientifiche. E non solo: ci sono anche lettere di fuoco fra alcuni membri piuttosto giovani e molto ideologizzati dell’Aap (l’associazione dei pediatri americani) e il presidente di Wpath. Quest’ultimo viene insultato e definito «bifolco bianco cisgender». Il motivo di tanto astio è presto detto: per alcuni attivisti (tra cui alcuni medici e pediatri) persino l’associazione per la salute trans si è dimostrata troppo conservatrice quando ha indicato dei limiti di età per il cambio di sesso.

Proprio così: le bozze delle linee guida della Wpath diffuse nel 2021 stabilivano le età minime raccomandate per alcune procedure di cambio di sesso. Suggerivano 14 anni per la terapia ormonale, 15 per rimuovere seni femminili sani, 16 per mettere seni protesici sui ragazzi e 17 per eseguire interventi chirurgici genitali su ragazzi e ragazze. Si tratta di soglie di età incredibilmente basse, ma per gli attivisti trans i limiti erano comunque troppo restrittivi. Ed è qui che è entrata in gioco Rachel Levine.

Quest’ultima, scrive Unherd, «ha fatto pressioni su Wpath affinché pubblicasse rapidamente le sue linee guida per aiutare politicamente l’amministrazione Biden e ha spinto con successo affinché fossero rimossi i limiti di età per i trattamenti medici, compresi gli interventi chirurgici».

È andata esattamente così: grazie alle pressioni della Levine, Wpath ha eliminato del tutto le raccomandazioni sull’età e ha rifiutato di indicare limiti minimi per l’assunzione di farmaci e per gli interventi chirurgici per il cambio di sesso.

Questa storia mostra con chiarezza quali rapporti esistano oggi fra scienza e politica. Le linee guida della Wpath sono citate dalle istituzioni sanitarie e politiche come un punto di riferimento. L’associazione dichiara di basarsi sul consenso scientifico. Ma, come risulta dagli scambi epistolari fra i suoi membri, questo consenso non esiste. In compenso ci sono state forti pressioni politiche, esercitate dalle stesse istituzioni che dichiarano di agire «seguendo la scienza». Certo: seguono la scienza che loro stesse hanno manipolato. Il risultato è che, grazie alle spinte del sottosegretario Levine, i minori statunitensi sono stati messi a rischio. Ai medici chiamati a prendersi cura di loro sono state fornite linee guida ispirate dalla ideologia politica e non dall’evidenza scientifica. Sono stati sacrificati in nome dell’inclusività per un paio di voti in più e per soddisfare uomini adulti che pretendono di essere più forti della biologia.

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