La batosta subita alle elezioni di midterm ha scosso il partito repubblicano. Gli elettori hanno bocciato Donald Trump alle urne, e il GOP ha perso il controllo del Congresso con dei clamorosi flip in Stati considerati fino a due giorni fa roccaforti rosse.
L’onda blu dei democratici costringerà il partito dell’Elefante a un cambio di rotta. E se gli strateghi repubblicani hanno già chiesto al presidente di «fare pulizia» alla Casa Bianca, imporre più disciplina nell’amministrazione e rivedere alcune politiche, in particolare sull’Iran e i dazi, c’è chi si sta già muovendo per il dopo-Trump.
Secondo quanto riferito da Fox News, il vicepresidente JD Vance starebbe lavorando alla costruzione di una nuova alleanza interna al Great old party in vista delle elezioni del 2028. L’obiettivo sarebbe coinvolgere esponenti del partito insoddisfatti della linea attuale e riunirli attorno alla piattaforma politica della «nuova destra».
I quattro pilastri della piattaforma del vicepresidente
Stando alla ricostruzione dell’emittente americano, Vance vorrebbe tornare alle origini dell’America first, rimanendo fuori dai conflitti esteri, rendendo gli Stati Uniti un luogo accessibile per i cittadini che desiderano crescere una famiglia e chiudere le frontiere.
Quattro parole d’ordine – due sono legate alla questione dei confini – di cui ha parlato un funzionario dell’amministrazione citato da Fox, che però non è sceso nel dettaglio e non ha riportato dichiarazioni dirette del numero due della Casa Bianca.
Al momento, in ogni caso, è troppo presto per parlare di un accordo elettorale vero e proprio. Basandoci sulle informazioni diffuse dalla rete statunitense, siamo ancora in una fase di ricerca del consenso all’interno del partito repubblicano e non si può ancora dare per sicura la candidatura di Vance alle presidenziali del 2028.
Hegseth e le fratture dell’amministrazione sulla guerra all’Iran
Certo è che il vicepresidente, dopo il disastro delle urne, si trova in una posizione di forza rispetto al suo rivale, il capo del Pentagono Pete Hegseth. Lo stesso presidente Trump ha ammesso di aver ricevuto lamentele riguardo al segretario alla Difesa, ma ha detto di aver intenzione di mantenerlo al suo posto.
Pare, inoltre, che Hegseth stia spingendo per una ripresa del conflitto in Iran, uno degli elementi chiave della sconfitta dei repubblicani alle midterm. Vance e il segretario di Stato Marco Rubio, altro probabile candidato alle presidenziali, sono invece entrambi favorevoli a una soluzione diplomatica.
Al momento non si possono prevedere le prossime mosse del presidente, ma una ripresa della guerra sicuramente favorirà Vance tra i membri del GOP. Ma se gli americani dovranno continuare a pagare il costo dell’avventura militare di Trump, l’Elefante rischierà di giocarsi la Casa Bianca nel 2028.