Usa e Ue varano ulteriori sanzioni
Volodymyr Zelensky (Ansa)
Zelensky annuncia una «nuova controffensiva». Oggi Meloni e Von der Leyen gli rendono visita, previsto un accordo Roma-Kiev per la difesa e la ricostruzione.

I due anni dall’inizio della guerra in Ucraina coincidono con l’arrivo di una valanga di sanzioni nei confronti di Mosca. Dopo il tredicesimo pacchetto licenziato dall’Unione europea arriva infatti anche il nuovo provvedimento degli Stati Uniti che coinvolge più di 500 obiettivi, misure già previste per l’anniversario dell’inizio dell’invasione a cui se ne aggiungono di nuovi in risposta alla morte dell’oppositore russo Aleksei Navalny. Inevitabile infatti che la sua morte abbia inasprito ulteriormente i rapporti della Russia con l’Occidente.

Nel pacchetto statunitense colpiti anche tre funzionari governativi del carcere in cui è morto Navalny, il sistema di pagamento russo Mir e la rete di approvvigionamento di droni del Paese. Il pacchetto europeo, varato ieri ufficialmente, prevede nuove misure restrittive nei confronti di «altre 106 persone e 88 entità responsabili di azioni che minacciano o compromettono l’integrità territoriale, la sovranità e l’indipendenza dell’Ucraina», fa sapere il Consiglio Ue in una nota.

«I nuovi elenchi riguardano principalmente i settori militare e della difesa e le persone associate, comprese quelle coinvolte nelle forniture di armamenti della Corea del Nord alla Russia, nonché membri del sistema giudiziario, politici locali e persone responsabili della deportazione illegale e della rieducazione militare dei bambini ucraini». Inoltre, «le persone designate sono soggette al congelamento dei beni e ai cittadini e alle imprese dell’Ue è vietato mettere a loro disposizione fondi. Le persone fisiche sono inoltre soggette a un divieto di viaggio, che impedisce loro di entrare o transitare nei territori dell’Ue». Sanzioni che Mosca definisce «illegali». «Le azioni ostili dei Paesi occidentali avranno una risposta tempestiva e adeguata». Così il ministero degli Esteri russo che ha precisato: «La Russia ha ampliato l’elenco dei rappresentanti delle istituzioni Ue e dei Paesi membri dell’Unione a cui è vietato l’ingresso nella Federazione».

La pressione internazionale, dopo un calo d’attenzione dovuto alle circostanze internazionali, torna a farsi sentire. «Rimaniamo uniti nella nostra determinazione a intaccare la macchina da guerra della Russia e ad aiutare l’Ucraina a vincere la sua legittima battaglia», ha ribadito Josep Borrell, alto rappresentante per gli Affari esteri e la politica di sicurezza della Ue. Per rinnovare la vicinanza europea proprio in occasione del secondo anniversario della guerra, il presidente della Commissione Ue, Ursula Von Der Leyen, oggi sarà a Kiev. Così come è atteso anche l’arrivo del nostro presidente del Consiglio Giorgia Meloni per una trasferta nella quale probabilmente verrà firmato insieme al presidente ucraino Volodymyr Zelensky un accordo bilaterale di lunga durata. Accordo all’interno del quale verranno confermati anche gli aiuti militari oltre ad un programma di sostegno per la ricostruzione del Paese. «Stiamo aiutando l’Ucraina perché è un baluardo di libertà. È una questione di principio», ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani chiarendo che l’accordo che si andrà a firmare non ha valore di un trattato ma è un documento in cui si parla di continuare a dare sostegno economico e per la ricostruzione».

Kiev ha intrapreso la chiusura di questo tipo di accordi bilaterali con i Paesi occidentali più importanti ormai già da qualche settimana. Oltre all’Italia, lo stesso tipo di patto è stato siglato nelle scorse settimane con Danimarca, Germania, Francia e Regno Unito. Ieri anche l’Olanda ha annunciato che firmerà un accordo di sicurezza decennale con l’Ucraina per il continuo sostegno militare, l’aiuto nella ricostruzione e il miglioramento delle sue difese informatiche. Il ministro della Difesa danese Troels Lund Poulsen ha poi annunciato che i primi aerei da caccia F-16 dovrebbero essere consegnati all’aeronautica ucraina entro quest’estate.

Forte di questo sostegno, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, in una intervista con Fox news, ha rilanciato: «La difesa dell’Ucraina è il compito numero uno. Continueremo con i successi nel Mar Nero. Non entrerò nei dettagli, ma stiamo preparando alcune sorprese per la Russia. Il Sud è importante. La difesa dell’Est, dove i russi hanno più di 200.000 soldati, è molto importante. Naturalmente prepareremo una nuova controffensiva, nuove operazioni. Non rimarremo fermi. Dipende da molte cose».

Il Fondo monetario internazionale è intanto pronto ad una nuova erogazione di fondi: 880 milioni di dollari. Terza fase di un pacchetto di aiuti da 15,6 miliardi approvato lo scorso anno.

Il leader del Cremlino Vladimir Putin non sembra cedere di un millimetro. Ieri infatti ha annunciato l’avvio «della produzione in serie» dei missili ipersonici Zircon. Secondo quanto sostiene Mosca, questo tipo di missile è quasi impossibile da intercettare anche per i sistemi di difesa aerea Patriot.

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