Cartellone a Teheran "Uccideremo Trump"
Il cartellone choc esposto a Teheran (Ansa)

Ieri, da Teheran è arrivata la notizia che la guida suprema dell’Iran Mojtaba Khamenei ha concesso «determinati poteri» al governo per trattare con gli Usa. Oggi, nella Repubblica islamica si minaccia di uccidere Donald Trump.

Nella capitale del Paese governato dagli ayatollah, è stato svelato in piazza Enghelab un enorme cartellone pubblicitario che mostra il presidente degli Stati Uniti dietro le sbarre, a capo chino, con la scritta “Uccideremo Trump”. Un altro nelle vicinanze lo raffigura insieme al vicepresidente JD Vance, all’inviato speciale Steve Witkoff e al premier israeliano Benjamin Netanyahu a capo chino, con il volto sporco di sangue e gli abiti strappati, davanti a bandiere dello Stato ebraico e degli Usa lacere.

Guerra in Iran, Khamenei apre alla diplomazia: «Poteri al governo per trattare con gli Usa»

Decine di persone si sono radunate nella piazza, sventolando bandiere rosse e portando striscioni con un’esplicita minaccia: «Ci sarà sangue». I manifestanti hanno invocato vendetta per l’ayatollah Ali Khamenei, ucciso il 28 febbraio.

Ricordiamo anche che Teheran accusa gli Stati Uniti di aver deliberatamente preso di mira i civili durante le operazioni militari, colpendo anche una scuola e una cerimonia nuziale, e causando, a detta del regime, la morte di decine di uomini, donne e bambini.

Cartelloni, mostre e attori: ecco come Teheran deride e minaccia Trump

È dall’inizio del conflitto che manifesti e cartelloni pubblicitari deridono il presidente americano e promettono rappresaglie. In piazza Tajrish, nella parte nord di Teheran, una mostra a cielo aperto ha esposto dipinti di questo tipo, tra cui uno che lo raffigurava disteso a terra, con il volto insanguinato schiacciato da un piede. Un altro lo mostrava con la faccia oscurata da una bomba, un riferimento al quadro del 1964 del pittore surrealista belga René Magritte intitolato Il figlio dell’uomo.

Nelle vicinanze, è ancora esposta una riproduzione a grandezza naturale di una cella, all’interno della quale un attore che interpreta Trump trascorre le sue giornate.

Le colonne portanti della propaganda del regime iraniano

Sin dalla rivoluzione islamica del 1979, cartelloni pubblicitari e murales finanziati dallo Stato costituiscono una parte integrante dello spazio pubblico iraniano e sono colonne portanti della propaganda del regime.

Vengono utilizzati per rendere omaggio agli alleati, celebrare figure militari e a trasmettere messaggi politici agli avversari, in particolare a Stati Uniti e Israele.

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