Militari dell'esercito colombiano lungo il confine tra Colombia e Venezuela
Militari colombiani presidiano il confine con il Venezuela a Cúcuta (Getty Images)

Le forze armate venezuelane hanno lanciato una pesante offensiva contro un campo di addestramento del gruppo terroristico Esercito di Liberazione Nazionale (Eln). L’attacco si è svolto nell’area di Buena Vista del Meta, nello stato venezuelano di Apure, esattamente sul confine con il dipartimento colombiano di Vichada.

La notizia è arrivata tramite i social di alcuni politici locali e di Fundaredes, un’organizzazione non governativa che opera sul territorio, mentre il governo della presidente Delcy Rodríguez tace e l’esecutivo di Bogotà rifiuta di rispondere alle domande sul caso.

L’Esercito di Liberazione Nazionale (Eln) è un’organizzazione guerrigliera colombiana di ideologia marxista-leninista, particolarmente attiva nelle regioni di confine con il Venezuela. Tutta l’area è da tempo interessata dalla presenza di diversi gruppi armati e da numerose attività criminali transfrontaliere, dedite soprattutto al narcotraffico. Stando all’ex deputato Juan Francisco García Escalona, tutta la provincia interessata dall’attacco viene normalmente utilizzata da organizzazioni armate per lo stoccaggio di cocaina. Nelle scorse settimane si erano intensificati gli scontri fra i diversi gruppi criminali per il controllo delle zone di estrazione mineraria e soprattutto per il passaggio della frontiera.

La presenza dell’Eln al confine

L’Eln ha cominciato a combattere contro il governo centrale della Colombia negli anni Sessanta, diventando protagonista di un lungo conflitto con lo Stato. Al suo apice era composto da circa 5.000 miliziani, secondo per importanza soltanto alle Forze Armate Rivoluzionarie Colombiane (Farc). Nonostante i due movimenti abbiano accettato la fine dello scontro con il governo di Bogotà, questo gruppo ha mantenuto comunque una presenza in diverse regioni di frontiera, comprese aree all’interno del Venezuela, che non è riuscito ad impedire che stabilissero qui le loro basi.

L’Eln e alcune frange ribelli delle Farc si sono riorganizzate e armate, prendendo il controllo di aree dove gestiscono il traffico di stupefacenti. La popolazione locale, al di qua e al di là del confine, vive nel terrore delle azioni di questi guerriglieri che taglieggiano i villaggi locali, imponendo tasse e pretendendo le aree più fertili per la coltivazione della cocaina.

Il Venezuela dopo Maduro e il ruolo degli Stati Uniti

Il governo di Caracas da gennaio è guidato dalla presidente ad interim Delcy Rodríguez, dopo la cattura di Nicolás Maduro, detenuto a Brooklyn con l’accusa di narcotraffico. Dal suo arrivo al potere la Rodríguez ha già sostituito oltre metà dei ministri ed anche tutti i vertici militari. Donald Trump ha pubblicamente dichiarato che gli Stati Uniti vogliono gestire il Venezuela finché non si verrà fatta una transizione sicura, corretta e giudiziosa.

Il regime madurista ha dato rifugio ai rivoluzionari colombiani per molti anni ed oggi l’Eln è considerato il gruppo guerrigliero più pericoloso del continente, dopo il disarmo delle Farc nel 2016. Nonostante il cambio di governo restano ancora attivi diversi campi e rotte di contrabbando lungo i 2.219 chilometri di frontiera.

Il nuovo esecutivo colombiano guidato da Abelardo de la Espriella, in carica da fine luglio e appoggiato da Washington, ha lanciato una serie di operazioni militari mirate contro l’Eln e i gruppi fuoriusciti dalle Farc. In Colombia è attivo anche il fronte Domingo Laín, che de la Espriella ha promesso di sradicare colpendolo con una serie di bombardamenti.

Questi cartelli criminali contrabbandano minerali importanti come la bauxite ed il coltan e continuano a sequestrare persone allo scopo di chiedere il riscatto. Il nuovo presidente colombiano ha chiesto più volte l’immediata liberazione di cinque funzionari governativi prigionieri dell’Eln da un anno e mezzo.

L’ipotesi di un’intesa tra Caracas e Bogotá

Mancando ancora una presa di posizione ufficiale da parte delle due nazioni sudamericane, alcune voci parlano di un possibile accordo tra Caracas e Bogotá per colpire questi terroristi e narcotrafficanti, naturalmente con il beneplacito dell’amministrazione di Donald Trump.

Una nota redazionale importante: ho rispettato la richiesta di non modificare le frasi, ma prima della pubblicazione verificherei alcuni passaggi fattuali, in particolare l’identità del presidente colombiano Abelardo de la Espriella, la situazione politica venezuelana dopo Maduro e l’attribuzione delle operazioni militari. Sono elementi centrali dell’articolo e non andrebbero pubblicati senza riscontro.

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