La lista dei campionissimi dello sport che potrebbero andare a comporre il nuovo governo della Serbia si allunga con un nome eccezionale. Novak Djokovic, il tennista più vincente della storia con un palmarès composto da 24 tornei del Grande Slam in singolare, 7 Atp Finals e 40 tornei Masters 1000, si è detto pronto a tornare in Serbia per festeggiare la vittoria della Lista studentesca.
Djokovic ha appoggiato fin dall’inizio questo movimento e non ha mai nascosto quanto fossero diventati difficili i rapporti con la precedente amministrazione dell’ormai ex presidente Aleksandar Vučić.
Il tennista ha pubblicamente manifestato tutta la sua soddisfazione per l’esito delle elezioni nel suo Paese: «Nutro grande rispetto per i giovani che hanno lottato con dignità e incredibile perseveranza sotto un’enorme pressione interna, risvegliando un senso di orgoglio tra la gente in Serbia e all’estero», ha detto in conferenza stampa al torneo Swiss indoors di Basilea, aggiungendo che adesso sarà possibile costruire un futuro prospero.
Così al nome di Dejan Bodiroga, stella del basket, si aggiunge quello di uno dei più grandi tennisti di tutti i tempi, che potrebbe entrare a far parte della compagine governativa. Su Bodiroga le indiscrezioni parlano di un più probabile ruolo come presidente della Repubblica, visto che a dicembre ci saranno nuove elezioni anche per questa carica istituzionale, mentre Djokovic è diventato un nome spendibile per il ministero dello Sport. Questo ruolo era stato affidato dal 2022 a Zoran Gajić, presidente della Federazione pallavolistica ed ex allenatore della Nazionale jugoslava e iraniana.
Djokovic e Vučić: dall’amicizia alla rottura
Per il momento Nole resta soltanto un simpatizzante e un simbolo del nuovo corso politico di Belgrado, ma per il suo ritorno in patria si stanno già preparando grandi festeggiamenti. Nel 2022 le cose erano però profondamente diverse e Djokovic, dopo il suo allontanamento dall’Australian Open per il rifiuto di vaccinarsi contro il Covid, era corso alla corte di Aleksandar Vučić incassando solidarietà e amicizia.
Dal 2024 i rapporti erano molto peggiorati e Djokovic aveva deciso di lasciare Belgrado spostando la sua residenza ufficiale ad Atene, trasferendo persino il suo torneo di tennis in Grecia. Oggi il tennista è tornato estremamente popolare in patria ed è sempre più probabile un suo ruolo nel nuovo corso politico serbo.
L’economista, il chimico, il cardiologo: ecco chi formerà il nuovo governo serbo
Il totonomi resta ancora molto aperto, soprattutto per il prossimo primo ministro. Bodiroga, come detto, resta in corsa sia per il ruolo di premier sia per quello di presidente della Repubblica, mentre il nome nuovo è quello di Dejan Šoškić, economista e professore alla Facoltà di economia dell’Università di Belgrado.
Šoškić è stato governatore della Banca centrale tra il 2010 e il 2012, prima di dimettersi per alcune riforme che secondo lui mettevano la Banca centrale sotto il diretto controllo dell’esecutivo, diventando da quel momento estremamente critico con il governo.
Un altro deputato che entrerà sicuramente nella lista dei ministri è Radomir Saičić, professore di chimica organica e membro dell’Accademia serba delle scienze e delle arti (Sanu). Saičić, apparso molto spesso durante questa campagna elettorale come uno degli oratori più accalorati, non ha mai nascosto le sue velleità di carriera.
Ilija Srdanovic, il professore di cardiologia con la passione del ciclismo, rimane sempre il grande favorito per il ruolo di primo ministro. Srdanovic ha già avuto una telefonata con il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, che ha definito il loro colloquio molto positivo. L’investitura europea potrebbe anche non favorire la sua corsa al posto di premier, vista la grande diffidenza che aleggia in tutto il movimento studentesco verso una troppo rapida adesione di Belgrado all’Unione europea.
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