Prima le restrizioni, poi il blocco delle pubblicazioni e delle donazioni. Infine lo sfratto dalla sede nel centro di Mosca. Per Novaja Gazeta è arrivato il momento di spegnere le luci. Dopo oltre 33 anni, uno dei simboli del giornalismo indipendente russo si prepara a chiudere i battenti: il 9 novembre il quotidiano cesserà le attività, perché non ha più le risorse economiche per andare avanti.
Novaja Gazeta chiude: l’annuncio della redazione
«Spegneremo le luci nella nostra casa, dove abbiamo vissuto per 30 anni, spegneremo i server e ce ne andremo. Il giornale non esiste più». È l’amaro annuncio affidato dalla redazione a una nota, riportata dall’agenzia Rbk. Parole che raccontano una resa maturata dopo anni di difficoltà e pressioni, fino alla perdita degli ultimi strumenti necessari per continuare a lavorare.
Il blocco delle donazioni e lo sfratto dalla sede di Mosca
A spiegare le ragioni della decisione è stato il direttore Sergej Sokolov, secondo cui la testata è stata «privata dei mezzi di sussistenza». Dopo il divieto di pubblicare l’edizione cartacea e il blocco del sito, il giornale era riuscito a sopravvivere soprattutto grazie al sostegno economico dei lettori. Ma anche questa strada si è chiusa: gli operatori finanziari hanno interrotto il servizio di raccolta delle donazioni, lasciando la redazione senza entrate. A rendere ancora più difficile la situazione è arrivato lo sfratto dagli uffici di Potapovsky Lane, nel cuore della capitale. Circa 50 persone dovranno così lasciare la sede che per decenni è stata la casa del quotidiano. «Questo significa la morte finanziaria della redazione, oltre al fatto che siamo rimasti senza una sede», ha dichiarato Sokolov.
Le pressioni sulla stampa indipendente dopo l’invasione dell’Ucraina
Fondata nel 1993, Novaja Gazeta è stata per anni una delle poche voci capaci di raccontare la Russia da una prospettiva indipendente. Un percorso sempre più complicato dopo l’invasione dell’Ucraina e l’inasprimento delle pressioni sulle testate non allineate. Nel 2022 il giornale aveva sospeso le pubblicazioni cartacee dopo aver ricevuto due ammonimenti dall’autorità di controllo delle comunicazioni Roskomnadzor. Il 4 settembre scorso, inoltre, il ministero della Giustizia lo aveva inserito nel registro degli «agenti stranieri».
Dmitrij Muratov, il Nobel per la Pace e il museo di Anna Politkovskaja
Tra i fondatori c’è Dmitrij Muratov, storico direttore della testata e vincitore del premio Nobel per la Pace nel 2021. Ora, insieme al giornale, chiuderà anche il museo dedicato ad Anna Politkovskaja, la giornalista di Novaja Gazeta assassinata a Mosca nel 2006. Un altro pezzo di memoria che scompare: non soltanto la fine di una testata che per oltre tre decenni ha cercato di raccontare ciò che accadeva in Russia, ma anche la chiusura di uno spazio dedicato a una delle voci più coraggiose del giornalismo russo.
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