È arrivato il giorno della verità per il presidente Donald Trump. Negli Stati Uniti i cittadini sono chiamati per le elezioni di midterm, che prevedono il rinnovo della Camera dei rappresentanti (435 seggi) e di circa un terzo del Senato (35 seggi), oltre che di molte cariche locali.
Si voterà nell’arco di sei fusi orari e, secondo quanto riportato dalla National Conference of State Legislatures, nella maggior parte dei membri dell’Unione i seggi chiuderanno tra le 18:00 e le 21:00 locali, con le 19:00 e le 20:00 come orari più frequenti.
Hawaii, Oregon e Washington prevedono il voto esclusivamente per corrispondenza, e dunque gli orari di chiusura si riferiscono ai centri di assistenza per gli elettori e ai termini ultimi per consegnare le schede.
Gli orari di chiusura dei seggi, Stato per Stato
Di seguito riportiamo gli orari italiani in cui chiuderanno i seggi nei vari Stati americani. In alcune contee di certi membri dell’Unione vi sono delle variazioni di 30 minuti o un’ora, dato che rientrano in diversi fusi orari.
Gli Stati dove i seggi chiudono alla mezzanotte italiana
- Indiana
- Kentucky
Gli Stati dove i seggi chiudono tra l’una e le 2:00 italiane
- Florida
- Georgia
- New Hampshire
- South Carolina
- Vermont
- Virginia
- North Carolina
- Ohio
- West Virginia
- Alabama
- Connecticut
- Illinois
- Maine
- Maryland
- Massachusetts
- Michigan
- Mississippi
- Missouri
- Oklahoma
- New Jersey
- Pennsylvania
- Rhode Island
- South Dakota
- Tennessee
- Texas
- Washington D.C.
Gli Stati dove i seggi chiudono alle 2:30 italiane
- Arkansas
Gli Stati dove i seggi chiudono alle 3:00 italiane
- Arizona
- Colorado
- Iowa
- Kansas
- Louisiana
- Minnesota
- Nebraska
- Nuovo Messico
- New York
- North Dakota
- Wisconsin
- Wyoming
Gli Stati dove i seggi chiudono alle 4:00 italiane
- Idhao
- Montana
- Nevada
- Utah
Gli Stati dove i seggi chiudono alle 5:00 italiane
- California
- Oregon
- Washington
Gli Stati dove i seggi chiudono alle 6:00 italiane
- Alaska
- Hawaii
Numero di voti anticipati da record negli Stati decisivi per il controllo del Senato
Sono già più di 57 milioni gli americani che hanno espresso la loro preferenza tramite il voto anticipato. Un numero da record, che supera di gran lunga i 45.9 milioni delle precedenti midterm del 2022. E sempre comparando la situazione alla tornata elettorale di metà mandato del precedente presidente Joe Biden, in ogni Stato decisivo per la corsa al Senato è già stato consegnato un numero di schede superiore.
Gli incrementi più significativi si segnalano in South Carolina (+75%), Texas (+41%), North Carolina (+29%), Michigan (+26%), Ohio (+28%), Georgia (+13%), Kansas (+17%), Iowa (+25%), Maine (+25%) e Alaska (+21%). Fa eccezione il Nebraska, dove si è registrato un calo del 10% dei voti anticipati.
Il New York Times ha segnalato un aumento della «componente democratica» tra gli elettori che hanno già espresso la loro preferenza ma, come sottolineato dal giornale, questo non consente di prevedere con affidabilità l’esito degli scrutini. I dati non indicano chi prevarrà nei singoli Stati, né quale sarà l’affluenza complessiva.
Una parte dell’elettorato che avrebbe votato nel giorno delle consultazioni potrebbe semplicemente aver anticipato l’espressione della propria preferenza alle urne. Ricordiamo anche che due anni circa la metà degli aventi diritto a livello nazionale si è recata ai seggi proprio durante l’Election Day.
La lunga notte elettorale di Trump
Il presidente americano Donald Trump attenderà i risultati delle midterm alla Casa Bianca, dove alle 19 (l’una italiana) parteciperà nella East Room a un ricevimento per seguire la notte elettorale. Il leader di Washington sarà circondato dai suoi fedelissimi e, come reso noto dalla presidenza, l’evento sarà a porte chiuse, non accessibile alla stampa.