È davvero il Covid che sta «rialzando la testa» come titolano da qualche giorno i media, o sono piuttosto alcuni scienziati, dimenticati dall’opinione pubblica dopo la fine della pandemia, a volerla rialzare? La domanda è legittima, imbattendosi nelle ultime dichiarazioni della virostar Fabrizio Pregliasco, secondo il quale «c’è una percentuale via via crescente di contagi, possiamo immaginare una risalita in autunno». Le raccomandazioni sono sempre le stesse, per il direttore sanitario dell’Ospedale Galeazzi: «Usare il buon senso, stare a casa quando si hanno sintomi, usare la mascherina» e, ça va sans dire, «aderire alla nuova campagna di vaccinazione anti Covid che partirà in autunno. Questo vale soprattutto per i soggetti fragili, ma non solo». Anche l’infettivologo in pensione Massimo Galli ripete da inizio agosto che «non sappiamo cosa potrà accadere in autunno».
Riparte il terrore? Le nuove varianti preoccupano media e politici più degli scienziati: la BA.2.86, ribattezzata con il nome di un asteroide, Pirola, e la EG.5, che l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha voluto chiamare Eris in onore alla dea della discordia greca. Forse perché non tutti sono d’accordo sulla sua pericolosità? Il presidente Usa Joe Biden ad esempio, si è buttato a pesce sugli allarmi lanciati dai media americani, affrettandosi a chiedere al Congresso fondi per produrre il nuovo vaccino – «Che è necessario e che funziona» -raccomandando a tutti gli americani di farlo. In California sono tornate le mascherine in alcuni ospedali, scuole e aziende, così come a New York, dove il distretto scolastico, il più grande degli Usa, ha reso l’opzione Dad permanente. Due grandi scuole del Kentucky hanno inoltre dichiarato che avrebbero fermato la normale attività, mentre in Texas un distretto scolastico ha comunicato ai genitori che avrebbe chiuso dal 22 agosto al 29 agosto, annullando anche tutte le attività extrascolastiche a causa di un aumento dei casi di Covid. Poco importa che l’aumento consistesse in dieci casi attivi in tutta l’area.
Anche il direttore generale dell’Oms Tedros Ghebreyesus, che lo scorso 5 maggio aveva dichiarato la fine dell’emergenza sanitaria, qualche giorno fa è tornato sui suoi passi: «Sars-CoV-2 continua a circolare, a uccidere e a rappresentare una minaccia per la salute globale». Allarme prontamente raccolto pure dal cardiologo Eric Topol, responsabile dello Scripps research translational institute e guru di Roberto Burioni: «Abbiamo bisogno di un vaccino a prova di varianti ed esistono molti candidati», ha dichiarato Topol, lautamente foraggiato dalla Bill & Melinda Gates foundation, che gli ha sovvenzionato quasi 30 progetti, molti dei quali sul Sars Cov-2. Per Ghebreyesus e Topol la variante Pirola «preoccupa»: eppure, è la stessa Oms ad aver classificato sette sottolignaggi Omicron «sotto monitoraggio» e tre nella categoria «di interesse», ma nessuno nella categoria «Voc» (varianti di preoccupazione). Né è stato dato risalto alla precisazione dei Cdc americani sulla variante Pirola che, rispetto a quelle precedenti, «può infettare maggiormente chi è stato vaccinato» o ha avuto il Covid. Le dinamiche, insomma – dal ricorso alla Dad agli appelli alla vaccinazione di massa – sembrano non essere cambiate: l’obiettivo è, come sempre, rilanciare i nuovi prodotti Pfizer.
In Italia, a parte Galli e Pregliasco, tutto sembra ancora sotto controllo. La prossima settimana ci sarà tuttavia la riunione di un gruppo di lavoro del ministero della Salute per attualizzare gli indicatori, modificandone alcuni e introducendone altri «più in linea con lo scenario epidemiologico attuale». Il direttore della Prevenzione del ministero della Salute, Francesco Vaia, rassicura: «Nessun allarme». L’aumento di nuovi casi è «atteso». Ma l’alta pressione che arriva dall’Atlantico non lascia presagire nulla di buono.
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