Sventati attacchi a Colonia e Madrid. Paura Isis, tre arresti in Germania
Abdullah al Jundi-Hattab El Muhacir (Getty Images)
  • Nel mirino i riti di Natale e Capodanno: il piano prevedeva di scagliare un’auto contro la folla per poi entrare nel Duomo della città tedesca. Fermato in Turchia il capo in Siria dell’organizzazione terroristica islamica.
  • Dal 2024 nel Regno Unito parte la stretta sui visti ai parenti degli studenti stranieri universitari. L’obiettivo è contenere l’immigrazione che ha raggiunto livelli record.

Lo speciale contiene due articoli.

Dopo l’allarme terrorismo della scorsa settimana su un possibile attentato all’interno del Duomo di Colonia, nella serata del 31 dicembre, la polizia tedesca ha proceduto all’arresto di altri tre sospetti. Le operazioni si sono svolte anche a Duisburg, Herne e a Nörvenich nel distretto di Düren, con perquisizioni effettuate in alcuni appartamenti, come dichiarato dal capo della polizia di Colonia, Johannes Hermanns, durante una conferenza stampa. Si sospetta che l’attacco fosse stato pianificato utilizzando un’auto da scagliare contro la folla per poi entrare nel Duomo.

Prima di Natale, le autorità erano state avvisate di un possibile piano di attacco islamico al Duomo di Colonia durante la notte di Capodanno, e il 24 dicembre, un uomo di 30 anni è stato arrestato a Wesel durante una perquisizione condotta dalle forze speciali presso l’abitazione di alcuni familiari. È emerso che l’individuo faceva parte di una rete più estesa che coinvolge anche altri stati federali e paesi europei, come spiegato da Hermanns. A parte Colonia, i terroristi avevano pianificato di attaccare durante le celebrazioni natalizie o di Capodanno la cattedrale di Santo Stefano a Vienna e Madrid. Nella capitale austriaca, due uomini e una donna sono stati fermati in una struttura per rifugiati nel quartiere Ottakring e posti in custodia cautelare, con quest’ultima indagata «per appartenenza a un’organizzazione terroristica in relazione a crimini terroristici». Gli arrestati fanno tutti parte di una cellula dell’Isis – Provincia di Khorasan (Ispk) in Afghanistan, e provengono dalla regione del Tagikistan. Le fonti della sicurezza della Renania Settentrionale-Vestfalia non hanno confermato voci secondo cui l’islamista catturato a Wesel avrebbe avuto contatti con un’altra cellula dell’Ispk smantellata lo scorso luglio nello stesso stato federale tedesco. In quell’occasione, cinque cittadini tagiki, un turkmeno e un kirghiso furono arrestati con l’accusa di essere entrati in Germania nella primavera del 2022, fingendosi profughi provenienti dall’Ucraina invasa dalla Russia. In seguito agli ultimi arresti, il ministro degli Interni della Renania Settentrionale-Vestfalia, Herbert Reul (Cdu), ha dichiarato: «Gli estremisti islamici sono attualmente più attivi del solito. La polizia sta cercando costantemente di essere un passo avanti». Gli attacchi contro obiettivi occidentali e contro gli ebrei sono evocati nell’ultimo numero di Voice of Khurasan, la rivista ufficiale dell’Ispk pubblicata a ridosso delle festività natalizie. Secondo i dati del ministero degli Interni tedesco, nel 2023 sono stati arrestati in Germania 120 sospetti di terrorismo. Di questi, 90 sono stati accusati di attività legate a gruppi terroristici islamici, 20 a gruppi terroristici di destra e 10 a gruppi terroristici di sinistra. L’anno nuovo in Turchia si è aperto con l’arresto di Abdullah al Jundi-Hattab El Muhacir, il capo dell’Isis in Siria. Al Jundi sarebbe stato catturato nella città di Aleppo durante un’operazione speciale delle forze turche in collaborazione con l’intelligence turca (Mit). Ma chi è Al Jundi? Di lui si sa pochissimo se non che è nato a Deir ez-Zor nella Siria orientale, ma la sua data di nascita non è nota, anche se si presume sia avvenuta negli anni ’80. Al Jundi è stato nominato capo dell’Isis in Siria nel 2019, all’età di circa 30 anni, e ciò suggerisce che potrebbe essere nato intorno al 1989. Tuttavia, è possibile che Al Jundi sia nato in un anno precedente o successivo al 1989 così come è possibile che la sua data di nascita sia stata falsificata per motivi di sicurezza. Era responsabile della pianificazione e dell’esecuzione di attacchi contro le forze turche e le forze curde ed è anche accusato di aver reclutato e addestrato nuovi combattenti dell’Isis. L’arresto di Al Jundi è un colpo significativo per l’Isis ed è la prima volta che il capo dell’organizzazione viene catturato in Turchia. Secondo le autorità di Ankara, «l’operazione ha anche portato al sequestro di importanti informazioni sull’organizzazione terroristica», mentre Al Jundi sarà estradato in Turchia per essere processato.

Il suo arresto arriva dopo che la settimana scorsa le autorità turche hanno dichiarato di aver sventato un piano dell’Isis per attaccare sinagoghe, chiese e l’ambasciata irachena ad Ankara. Secondo quanto riportato dall’agenzia Anadolu, che cita fonti anonime della sicurezza, le forze armate turche hanno arrestato 32 sospetti, inclusi tre leader dell’Isis, in operazioni condotte in nove province della Turchia. L’operazione è stata eseguita in modo congiunto dall’agenzia di intelligence e dalla polizia turche. Sette giorni prima, le autorità avevano affermato di aver arrestato 304 sospetti affiliati all’Isis in una serie di operazioni in tutto il Paese. Nel 2013, la Turchia, seppur tra molte ambiguità, è stata tra i primi a designare l’Isis come un’organizzazione terroristica. Da allora, il Paese è stato oggetto di ripetuti attacchi da parte del gruppo terroristico, con un bilancio di oltre 300 persone uccise e centinaia di ferite in almeno 10 attentati suicidi, 7 attentati dinamitardi e 4 attacchi armati.

Da non perdere

Iran e Usa, nuovi colloqui a Doha su Hormuz
Mondo

Iran e Usa, nuovi colloqui a Doha su Hormuz

A detta di Trump si svolgeranno oggi in Qatar «i colloqui voluti dal regime». Secondo Axios si tratterebbe di vertici separati tra i tecnici nemici e i mediatori del Paese del Golfo e del Pakistan. Gli ayatollah frenano: «Nessun meeting con la Casa Bianca».