Kiev vede i fantasmi pure sul bilancio e costringe Biden all’ennesimo sforzo
Volodymyr Zelensky (Ansa)
Il premier ucraino lamenta aiuti mancati per 111 miliardi e gli Usa stanziano altri 250 milioni di dollari. Pesa il veto di Orbán sulle elargizioni Ue. Telefonata tra il Papa e Zelensky mentre i russi continuano ad avanzare.

Washington sblocca gli aiuti, Kiev ringrazia. Mentre in Ucraina si continua a combattere e l’esercito russo conquista terreno su più fronti, un’importante notizia per l’amministrazione Zelensky è arrivata nella notte tra mercoledì e giovedì direttamente dagli Stati Uniti, dove il dipartimento di Stato ha comunicato, attraverso una nota, lo stanziamento del 34° e ultimo pacchetto di aiuti militari all’Ucraina per il 2023. Si tratta nello specifico di munizioni da utilizzare per la difesa aerea e sistemi missilistici di artiglieria ad alta mobilità, come il lanciarazzi multiplo leggero M142 Himars, il missile terra-aria Fim-92 Stinger e l’arma anticarro Javelin, oltre a munizioni di artiglieria da 105 e 155 millimetri e circa 15 milioni di cartucce per armi da fuoco, il tutto per un valore di 250 milioni di dollari. Nella nota del dipartimento si legge inoltre un appello rivolto al Congresso americano affinché «agisca il prima possibile», perché «l’assistenza nella sicurezza per l’Ucraina rappresenta un investimento intelligente per la sicurezza nazionale». Nonostante un altro pacchetto di aiuti da 61 miliardi di dollari sia tuttora bloccato al Congresso a causa dell’opposizione dei repubblicani, quello di ieri è stato approvato grazie all’autorità di prelievo del presidente, ossia uno strumento di politica estera che favorisce una più rapida consegna del materiale bellico al Paese che ne fa richiesta.

«Saremo sempre grati per tutto questo supporto», ha scritto su X Volodymyr Zelensky, che ieri ha anche annunciato di aver avuto una telefonata con papa Francesco. «Abbiamo discusso», ha raccontato il leader ucraino, «sulla formula di pace, oltre 80 Stati sono già coinvolti. Sono grato al Vaticano per aver sostenuto il nostro lavoro».

Tornando ai fondi, Kiev torna a respirare, considerato lo stato critico in cui versa l’economia ucraina piegata dalla guerra e, per ultimo, dal mancato sostegno dell’Ue, bloccato dal veto ungherese con Viktor Orbán che ha negato il pacchetto da 50 miliardi in quattro anni che Bruxelles aveva pronto per Kiev. Un blocco che, unito a quello americano, pesa 111 miliardi di mancati finanziamenti, a tal punto che il primo ministro ucraino, Denys Shmyhal, ha denunciato una situazione finanziaria del Paese incerta e allarmante, prossima a una crisi di bilancio, e ha chiesto di incontrare con urgenza i donatori internazionali affinché l’Ucraina possa ricevere finanziamenti per far fronte alle esigenze di bilancio in vista del 2024. Il pericolo è che Kiev debba stampare nuova moneta e rischiare così una forte inflazione. Sul fronte continentale la situazione potrebbe sbloccarsi, parzialmente, con la Commissione Ue pronta a chiedere ai mercati un prestito di circa 20 miliardi. Un sotterfugio per cui sarà necessario avere soltanto la garanzia dei Paesi con il rating creditizio migliore, aggirando così il blocco dell’Ungheria.

Dagli Stati Uniti, invece, il Financial Times ha rilanciato l’indiscrezione secondo cui la Casa Bianca avrebbe proposto al G7 l’istituzione di tre gruppi di lavoro per confiscare 300 miliardi di asset russi congelati e destinarli poi in Ucraina.

Sul fronte militare, gli ultimi giorni hanno raccontato di diversi tentativi di avanzata dell’esercito russo, in particolar modo a Est negli oblast di Donetsk e Lugansk, mentre le forze ucraine hanno dovuto respingere intensi attacchi nella regione di Kharkiv e a Zaporizhzhia si sono verificate alcune esplosioni causate, secondo i media ucraini, dai droni russi. «L’esercito russo ha preso d’assalto Mariinka e Avdiivka senza sosta, subendo perdite significative, ma continuando ad avanzare», ha detto il portavoce militare delle forze ucraine, Oleksandr Shtupun. «Stanno cercando di ottenere il controllo di territori prima della fine dell’anno o forse hanno altre scadenze. Se si considera il numero di assalti e la pressione esistente sulle nostre unità, dicembre è stato il mese più difficile». Lo stato maggiore di Kiev ha fatto inoltre sapere che «l’esercito ucraino ha eliminato nelle ultime ore 920 soldati russi, per un totale dall’inizio della guerra di circa 356.670».

Anche il Mar Nero è teatro di scontri. L’esercito ucraino ha denunciato che una nave cargo battente bandiera panamense è stata coinvolta nell’esplosione di una mina che ha causato il ferimento di due persone. Operazioni di terra, mare ma anche cielo. Ieri si era sparsa la notizia, diffusa dal sito di informazione Newsweek, della presenza di aerei da combattimento F-16 forniti dall’Occidente a Kiev. Notizia immediatamente smentita dal portavoce dell’aeronautica militare ucraina, Yuriy Ignat, che ha spiegato: «L’edizione di Newsweek ha pubblicato un articolo con ipotesi incredibili sulla presenza di F-16 in Ucraina e persino sul loro probabile coinvolgimento nella distruzione di sei aerei russi».

Sul campo della diplomazia, invece, risulta molto attivo Vladimir Putin. Lo zar, secondo quanto scrive l’agenzia di stampa russa Ria Novosti, ha invitato a Mosca il primo ministro indiano, Narendra Modi; mentre il ministro degli Esteri, Sergej Lavrov, dopo aver ammonito Finlandia e Armenia in merito all’avanzata della Nato, ha detto che «l’Occidente ha fallito nel tentativo di provocare una sconfitta strategica per la Russia in Ucraina» e che «Mosca è diventata più forte», nonostante «la Nato alzi la posta in gioco continuando a fornire a Kiev armi sempre più letali e a lungo raggio».

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