Cinque mesi, 298.200 questionari inviati a tutti i diciottenni tedeschi, circa 1.500 visite mediche effettuate e appena 530 arruolamenti. Questo il bilancio del nuovo sistema di reclutamento volontario della Bundeswehr (le Forze Armate tedesche), entrato in vigore il 1° gennaio di quest’anno.
I dati, facenti riferimento ai primi sei mesi del 2026, sono stati resi noto il 24 giugno dal Ministero della Difesa; si tratta di un flop clamoroso, che ha riaperto in Germania un dibattito ritenuto chiuso da quindici anni, ovvero quello sul ritorno della coscrizione obbligatoria.
Il nuovo modello, entrato in vigore su spinta del ministro della Difesa Boris Pistorius (Spd), prevede che ogni maschio diciottenne compili un questionario di valutazione sull’interesse al servizio, mentre le donne sono invitate ad arruolarsi su base volontaria.
Il 96% ha risposto, anche perché è prevista una multa per l’inadempimento, ma solo poco più di un giovane su cinque ha espresso un interesse, mentre una quota rilevante è risultata non idonea. A cinque mesi dall’avvio, il bilancio parla chiaro: 530 volontari, a fronte dell’obiettivo di 20.000 nuovi soldati entro fine anno e di un orizzonte ambizioso che, secondo le stime di Pistorius, dovrebbe arrivare a 40.000 reclute annue a partire dal 2031.
Berlino punta sul riarmo, ma mancano i soldati
Dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina, infatti, anche la Germania non è stata risparmiata dallo strepitio degli alfieri del riarmo; anzi, si può dire senza esagerazioni che il governo tedesco, con Olaf Scholz prima e Friedrich Merz poi, si sia erto a portabandiera di tale politica, vista come possibile via d’uscita all’attuale deindustrializzazione che sta affliggendo la Germania.
La strada è però in salita, il contesto è infatti quello di una Bundeswehr ai minimi storici in fatto di organico: circa 185.000 effettivi attivi e 49.000 riservisti, contro un obiettivo Nato di 260.000 soldati in servizio e 200.000 riservisti entro il 2035, fino a un fabbisogno stimato di 460.000 effettivi in caso di conflitto. La coscrizione obbligatoria era infatti stata sospesa nel 2011; oggi, di fronte allo spauracchio russo, Berlino sta cercando di rimettere in piedi quella che il cancelliere Friedrich Merz ha definito «l’esercito convenzionale più forte d’Europa».
L’ipotesi del ritorno alla coscrizione obbligatoria
I numeri deludenti, però, stanno destando preoccupazione. Thomas Röwekamp, presidente della commissione Difesa del Bundestag ed esponente della Cdu, ha dichiarato al Telegraph che la Germania dovrà decidere entro il 31 luglio del prossimo anno se tornare alla coscrizione obbligatoria.
«Se non riusciremo a raggiungere questi obiettivi attraverso l’arruolamento volontario, dovremo tornare alla coscrizione obbligatoria», ha avvertito, aggiungendo di nutrire «ancora seri dubbi» che il modello volontario possa bastare. La nuova legge sul servizio militare, approvata dal Bundestag a inizio dicembre dello scorso anno con 323 sì e 272 no, prevede già visite mediche obbligatorie a partire dal 1° luglio 2027.
Il pacifismo e la scarsa attrattività del servizio
Le cause del fallimento sono molteplici. Anzitutto, un pacifismo radicato: nel primo semestre 2026 sono arrivate 5.862 domande di obiezione di coscienza, contro le 3.879 dell’intero 2025 e le 2.249 del 2024.
Migliaia di giovani hanno protestato in novanta città con «scioperi scolastici», accusando il governo di volerli trasformare in «carne da cannone», anche per il timore di essere coinvolti in operazioni di peacekeeping nell’Ucraina postbellica. A questo si aggiungono la scarsa attrattività economica del servizio rispetto ad altri impieghi, oltre che un’immagine obsoleta delle forze armate e l’assenza di una vera cultura di patriottismo e difesa nazionale, naturale conseguenza di decenni di repressione dell’amor patrio sull’altare delle politiche woke.
Pistorius ha più volte parlato della necessità di un «cambio di mentalità» sulla sicurezza, sostenendo che la reintroduzione della leva «invierebbe un segnale deterrente alla Russia», e le visite dell’esercito nelle scuole tedesche sono più che raddoppiate, da 2.600 nel 2021 a oltre 6.100 nel 2025. Anche perché, senza un’inversione di tendenza netta, è quasi certo che i target di arruolamento prefissati non verranno raggiunti. La coscrizione volontaria si è semplicemente rivelata un fiasco.
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