«Sventato l’11 settembre israeliano». I passeggeri bloccano il dirottatore
(Ansa)

Il viaggio verso Tel Aviv si è trasformato in una corsa contro il tempo, tra una discesa improvvisa, urla e un’aggressione nella cabina di pilotaggio. Il Boeing 737 Max 8 della compagnia emiratina Flydubai, partito da Dubai con circa 180 persone, per la maggior parte israeliane, ha cambiato improvvisamente destinazione ed è atterrato alle 9.45 all’aeroporto saudita di Tabuk.

I passeggeri sono tutti salvi e hanno poi raggiunto Israele su un altro aereo del vettore. Restano da chiarire le cause dello scontro e le intenzioni dell’uomo accusato di aver ferito il comandante. Dopo ore di informazioni frammentarie, Flydubai ha confermato un alterco nella cabina di comando del collegamento Fz1073.

La compagnia ha spiegato che il proprio personale presente sul volo è riuscito a mettere in sicurezza l’apparecchio, deviarlo e portarlo a terra. Inizialmente il vettore aveva segnalato soltanto un incidente durante il tragitto, rassicurando sulle condizioni dei viaggiatori.

Secondo le ricostruzioni dei media supportate da numerosi video, alcuni passeggeri sarebbero intervenuti per fermare l’aggressione, immobilizzando il copilota anche con cavi di alimentazioni dei loro smartphone.

Questo passaggio dovrà essere verificato e distinto dalle dichiarazioni della compagnia, che ha attribuito al personale Flydubai il controllo della situazione e l’atterraggio. Il portavoce ha precisato che le motivazioni sono ancora sconosciute e ha invitato a evitare supposizioni durante l’inchiesta.

La versione riportata da diverse testate israeliane indica nel copilota il presunto responsabile dell’aggressione al comandante, che sarebbe stato colpito con un coltello. Gli accertamenti riguardano anche il sospetto che abbia cercato di far precipitare l’aereo.

Le autorità israeliane hanno prospettato una matrice terroristica, ma responsabilità e movente richiedono ulteriori riscontri. Testimonianze, immagini e informazioni tecniche dovranno essere esaminate insieme per chiarire che cosa sia accaduto ai comandi.

Il volo era decollato dall’aeroporto internazionale di Dubai alle 7.05, ora locale. L’arrivo al Ben Gurion di Tel Aviv era programmato per le 9.10. Dopo circa un’ora, il Boeing attraversava lo spazio aereo saudita verso occidente, vicino al confine giordano.

Procedeva a oltre 10.000 metri quando, intorno alle 8.22 secondo la cronologia disponibile, ha iniziato una discesa repentina. A una breve risalita sarebbe seguito un nuovo abbassamento, fino a raggiungere circa 5.000 metri.

Nella cabina passeggeri la variazione dell’assetto ha provocato paura e grida. Alcuni viaggiatori hanno raccontato di aver sentito urla dalla parte anteriore del velivolo, avvertendo subito dopo la rapida perdita di quota.

Le prime ricostruzioni parlano anche di una forte accelerazione. Durata e intensità delle manovre dovranno essere confrontate con le registrazioni di bordo: il tracciamento permette di seguire il percorso, ma non spiega l’origine dell’emergenza.

Alle 8.28 il transponder avrebbe inviato il codice 7700, utilizzato per comunicare un’emergenza generale. Alle 8.35 sarebbe comparso il 7500, associato a un’interferenza illecita a bordo. Le segnalazioni hanno fatto temere un dirottamento e attivato l’allerta in Israele.

L’aeronautica militare ha disposto il decollo dei caccia, mentre veniva informato l’ufficio del primo ministro. Benjamin Netanyahu ha seguito gli sviluppi mentre l’aereo si avvicinava al territorio giordano. Il Boeing ha attraversato brevemente lo spazio aereo della Giordania, poi ha cambiato direzione verso Tabuk, nel Nord-ovest saudita.

Il volo si era intanto stabilizzato intorno ai 4.500 metri e il transponder era tornato a segnalare un’emergenza generale. Le prime notizie parlavano dell’intervento di altri piloti presenti tra i viaggiatori.

Flydubai ha successivamente confermato il ruolo del proprio personale nelle operazioni che hanno consentito l’atterraggio. Un video girato con un telefono mostra due uomini identificati come i piloti, entrambi insanguinati, nel corridoio dell’aereo.

Uno è immobilizzato con le braccia dietro la schiena; l’altro appare ferito e in difficoltà. Alcuni passeggeri riconoscono a quest’ultimo un ruolo determinante nel salvataggio, mentre altri indicano l’uomo trattenuto come autore dell’aggressione.

Il filmato documenta le conseguenze dello scontro, senza mostrarne l’intera sequenza. Un funzionario israeliano citato da Reuters ha riferito di una colluttazione fra i piloti.

Ynet e Jerusalem Post hanno riportato la ricostruzione dell’attacco con una lama; altre testimonianze descrivono sangue e urla. A Tabuk il velivolo è stato raggiunto dalle forze di sicurezza saudite. Nelle fotografie successive all’arrivo appare un danno alla coda, la cui causa deve essere accertata. Il Times of Israel ha poi riferito che il volo organizzato per trasferire i passeggeri dall’Arabia Saudita è atterrato al Ben Gurion.

L’indagine dovrà stabilire come sia iniziata l’emergenza e ricostruire gli interventi che hanno permesso di riportare l’aereo a terra.

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