Conseguenze dell’attacco con droni russi a un centro commerciale di Kryvyi Rih
Le conseguenze dell’attacco con droni russi a un centro commerciale di Kryvyi Rih, in Ucraina (Getty Images)

Gli attacchi incrociati con droni e missili fra Russia e Ucraina seguitano a seminare lutti, anche uccidendo bambini, mentre il governo di Kiev guarda a domani per il duplice appuntamento con la festa dell’indipendenza, cui dovrebbero assistere «10 leader fra europei e non europei» invitati nella capitale, e col nuovo summit della Coalizione dei volenterosi, a cui il presidente Volodymyr Zelensky parteciperà in videoconferenza rinnovando l’appello per nuovi antimissile.

Nei raid russi sulle regioni di Kiev e Zaporizhzhia sono morte 7 persone, mentre il bilancio delle vittime dei missili di venerdì sul centro commerciale di Krivyi Rih, dove si continua a scavare fra le macerie, è ora di 16 morti e 130 feriti, di cui 23 bambini. Ma anche due bambini russi, più un adulto morto e altri due adulti feriti, hanno pagato con la vita un’incursione di droni ucraini su Krasnodar. E a Sebastopoli, in Crimea, i rottami di un drone abbattuto sono caduti su un autobus uccidendo due civili. I russi hanno colpito il deposito di locomotive di Darnytsia, sobborgo di Kiev dove si attua la manutenzione di mezzi ferroviari usati per portare rifornimenti alle truppe ucraine.

È stato bombardato anche un centro logistico della società Nova Poshta a Brovary, dove, per Mosca «erano immagazzinati droni». Attaccati anche depositi militari e serbatoi di carburante nei porti di Chornomorsk e Pivdennyi. I droni ucraini hanno invece bersagliato per la prima volta un deposito di Ozon, seconda azienda di e-commerce della Russia, dopo la già tartassata Wildberries, a Čapaevsk, nella regione di Samara. Sempre vicino Samara, altri droni hanno raggiunto la raffineria di Novokujbyševsk, con una capacità annua di 8,8 milioni di tonnellate di petrolio. Nel mirino di Kiev anche il terminal petrolifero del porto di Yeisk, nel Mar d’Azov, da cui transitano 6,8 milioni di tonnellate di merci l’anno.

Putin minaccia una risposta «distruttiva»

Se gli ucraini mantengono la loro strategia contro logistica e settore petrolifero nemici, il presidente russo, Vladimir Putin, ammonisce: «Kiev e i suoi sostenitori hanno scommesso di sconfiggere la Russia in 40 giorni con attacchi alle nostre strutture civili e logistiche. Ma hanno aperto un vaso di Pandora e la risposta delle forze russe sarà distruttiva e mirata ai settori più vulnerabili dell’economia ucraina».

Il leader del Cremlino ha ammesso che i raid ucraini hanno cagionato «danni economici e perdite», ma «senza alcun effetto sulla situazione al fronte». La pressione dell’esercito russo nel Donbass, infatti, resta inalterata e ancora ieri pomeriggio, stando all’agenzia Tass, droni Geran hanno fermato a Nikolayevka due treni che portavano salmerie alle truppe nemiche. Putin ha bollato come «stravaganti e inaccettabili» le proposte di pace ucraine, basate sulla chimera di un mero congelamento del fronte.

Ieri a Kiev è arrivato in treno il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, che ha incontrato Zelensky e l’omologo Andrii Sybiha, promettendo 50 milioni di euro in «aiuti umanitari in previsione dell’inverno». Berlino, del resto, starebbe pensando, da indiscrezioni di Politico, a un programma da 12 miliardi di euro per una deterrenza contro la Russia con missili a lungo raggio, fra cui sistemi americani Typhon-Tomahawk, FP-5 Flamingo d’origine ucraina e un futuro ipersonico studiato con gli inglesi.

Zelensky chiede Patriot e nuovi missili

L’urgenza è però quella delle difese antimissile ucraine e Zelensky ne ha parlato al telefono per due ore col presidente francese, Emmanuel Macron. L’uomo dell’Eliseo ha promesso di aiutare Kiev «nei contatti con gli altri partner che dispongono di Patriot» e gli ha espresso «la volontà di concedere licenze per produrre missili in Ucraina». Tema delicato perché ci vuole tempo per organizzare una produzione in loco di Patriot o altre armi, esposta ai raid nemici, mentre le industrie occidentali tentennano per brevetti e costi.

Dei Patriot, Zelensky ha parlato anche con l’ex inviato speciale Usa per l’Ucraina, il generale Keith Kellogg, sperando sensibilizzi Washington e alleati, che scontano la scarsità di tali missili, sia per la bassa cadenza produttiva, sia per il consumo in Medio Oriente. Perciò il ministro Sybiha ha ricordato che «è una priorità assoluta» il nuovo missile antibalistico ucraino Freyja, più economico del Patriot, ma la cui efficacia va ancora ben testata, che Kiev propone anche agli europei.

A Kiev si riapre il fronte anticorruzione

Mentre l’Ucraina guarda a collaborazioni industriali con l’Unione europea, il Kyiv Independent denuncia che la Commissione per le forze dell’ordine del Parlamento ucraino «ha bloccato i disegni di legge per riforme anticorruzione chiesti dall’Ue». Leggi per ampliare i poteri delle agenzie anticorruzione, riformare la Procura generale e l’Ufficio investigativo di Stato e abrogare ostacoli ai procedimenti per corruzione. Sono ritenute da Bruxelles condizioni per versare a Kiev un finanziamento di 2,1 miliardi di euro alla fine del 2026 e per proseguire l’adesione dell’Ucraina all’Ue.

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