Nuove scintille ieri fra Russia e Gran Bretagna, dopo le conferme degli ultimi giorni sulle forniture di droni britannici all’Ucraina. L’ambasciata russa a Londra ha pubblicato su Telegram una nota in cui si minacciavano «gravi conseguenze» per tali aiuti.
I russi hanno scritto: «Più profondo sarà il coinvolgimento della Gran Bretagna nel conflitto e maggiore il suo sostegno alla macchina terroristica di Kiev, più alto sarà il prezzo che dovrà pagare». Il premier britannico Andy Burnham ha così reagito: «Continueremo a sostenere l’Ucraina al 100%. Non siamo amici solo nei momenti felici. Saremo al fianco dell’Ucraina nel momento del bisogno, ciò non cambierà».
Mosca minaccia Londra per i droni a Kiev
L’offensiva dei droni ucraini contro la Russia è stata anche ieri intensa. Secondo il sindaco di Mosca, Sergei Sobyanin, la notte scorsa gli ucraini hanno mandato «in direzione di Mosca 620 droni, di cui 180 distrutti sulla regione della capitale».
Sono stati danneggiati un magazzino commerciale Wildberries, edifici privati e una centrale elettrica. Il totale dei droni lanciati anche su altre 14 regioni russe assomma a 791, la scorsa notte, ma allargando l’orizzonte sulle 24 ore precedenti, i russi affermano di aver intercettato 1671 droni, oltre a dieci bombe guidate e due razzi sparati da sistemi Himars di fattura Usa. L’Ucraina seguita a sviluppare nuovi sistemi di fabbricazione nazionale, come il drone Dovbush T40, il cui impiego è stato approvato ieri dal ministero della Difesa ucraino.
Apertura alare di cinque metri, avrebbe un’autonomia di 24 ore di volo e raggio d’azione superiore ai 2000 chilometri che gli consentirebbe di attaccare oltre gli Urali, in Siberia. Può essere usato come drone kamikaze, ma anche come ricognitore o drone d’attacco in grado di sparare munizioni per poi tornare alla base.
Sempre ieri, l’ex ministro della Difesa ucraino Mykhailo Fedorov ha anticipato, in un’intervista alla Cbs, che alla fiera di armamenti danese Dalo industry days, fra oggi e domani, gli ucraini presenteranno due nuovi missili balistici, l’FP-7 e l’FP-9 della ditta Fire point, con gittata di 200 e 855 chilometri. L’iniziativa fa parte degli sforzi ucraini, anche col Sapsan da 500 chilometri, di dotarsi di ordigni balistici, più veloci dei droni e più difficili da abbattere.
L’Ucraina aumenta la produzione di armi
Per migliorare la produzione bellica ucraina è necessario però ridare stabilità al ministero della Difesa e perciò il presidente Volodymyr Zelensky ha proposto formalmente che il ministro provvisorio Yevhen Khmara, subentrato a Fedorov, divenga definitivo. Spetta ora al Parlamento di Kiev sancire la fiducia a Khmara.
Raid russi e ucraini, torna a salire la tensione
ntanto l’Ucraina ha subito l’assalto di 147 droni russi, di cui 111 abbattuti.
A Kiev i raid hanno costretto il ministro degli Esteri ucraino, Andriy Sybiha, a incontrare l’omologo belga Maxime Prévot in un rifugio antiaereo. Per Mosca, droni russi hanno colpito «una nave che portava armi per l’Ucraina nel Mar Nero, a sudest di Odessa». A Kharkiv missili russi hanno ucciso dieci persone.
Mosca e Washington tengono aperti i canali
Sul fronte diplomatico, il consigliere del Cremlino, Yuri Ushakov, escludendo «il congelamento del fronte», ha detto che a Mosca sono sempre attesi gli inviati americani, ma manca ancora una data.
Frattanto il Financial Times rivelava che contatti segreti Usa-Russia si erano avuti in giugno tramite Rodney Mims Cook Jr., presidente della commissione Usa per le Belle arti coinvolto nel progetto di sala da ballo della Casa Bianca voluto dal presidente Donald Trump. Cook, che si trovava a San Pietroburgo per il forum economico Spief, avrebbe incontrato in via riservata emissari del Cremlino, tenendo aperti i canali Mosca-Washington.
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