Francia: ancora caos Feriti 40 presidi. Il governo va giù duro «Paghino i genitori»
(Getty Images)

Scuole incendiate, professori picchiati, 40 presidi feriti e poliziotti minacciati di morte. È questa la realtà di oltre 560 licei transalpini teatro, anche ieri, di sommosse sostenute pericolosamente dal partito di estrema sinistra La France Insoumise (Lfi). Il ministro dell’educazione, Édouard Geffray ha confermato in mattinata che, in tutta la Francia erano stati chiusi 400 istituti scolastici. In totale, 735 istituti sono stati toccati dalla sommossa.

A Tolosa, Lione, Strasburgo, Marsiglia, Rennes e in molte altre piccole e grandi città francesi si sono riprodotte le stesse scene. Orde di giovani, vestiti di nero e talvolta incappucciati, intenti a spaccare, aggredire e bruciare. Ieri anche gli ingressi di tre licei parigini, situati nel XIII e nel XV arrondissement, sono stati incendiati.

Aggressioni a Belfort, Parigi e Marsiglia


I fatti più gravi di ieri sono stati quelli di Belfort, Parigi, Marsiglia, Clermont Ferrand, La Ciotat e Aix-en-Provence. È il caso di dire che ci è quasi scappato il morto. A Belfort, un comandante della polizia è caduto a terra mentre fronteggiava dei facinorosi.

Approfittando della vulnerabilità del poliziotto i giovani si sono avventati su di lui per pestarlo. La scena è stata filmata e diffusa sui social, anche se estremamente violenta. Il ministro dell’Interno Laurent Nuñez si è detto scioccato dall’aggressività dei sovversivi e annunciato che è stata aperta un’inchiesta per «tentato omicidio». Il comandante si è ripreso e sarebbe già tornato in servizio.

A Parigi una poliziotta è stata inseguita da un gruppo di giovani che, ancora in un video pubblicato sui social, si sentono gridare «sporca putt…! Ammmazzatela!». Come si vede nel filmato, uno degli aggressori è riuscito a raggiungere la donna e a farla cadere a terra. Come ha indicato la prefettura di Parigi a Le Figaro, «mentre la funzionaria di polizia era a terra, avrebbe ricevuto vari calci».

Da Marsiglia è arrivato un video, risalente all’altroieri, in cui si vede una donna impegnata ad impedire, pacificamente, degli atti vandalici in una scuola. La malcapitata è stata presa in disparte da un uomo incappucciato che ha usato contro di lei una bomboletta spray trasformata in mini lanciafiamme. Una donna è stata violentemente aggredita da maranza anche a Annecy.

Altri episodi di violenza nelle scuole

A Clermont-Ferrand, Richard Commeau, un funzionario sindacale ha dichiarato su Bfm Tv di essere stato colpito da «un aggeggio spray o di tipo» quelli usati «per i fuochi d’artificio».

«Ero davanti» ha detto il funzionario «e ho ricevuto un colpo a lato della testa che mi ha bruciato leggermente». Dalla cittadina balneare de La Ciotat è arrivato un video che mostra un professore intento ad allontanare un cassonetto dalle fiamme, mentre un maranza arriva a gettargli addosso della benzina.

A fine pomeriggio, Le Figaro ha riportato che individui armati di barre di ferro sono entrati in un centro di gerontologia di Aix-en-Provence in cerca di materiale da rubare. Il sindaco della cittadina, Sophie Joissains, ha scritto su Facebook che «avrebbe potuto esserci un dramma». In Alsazia uno studente è rimasto «gravemente ferito» mentre «manipolava un oggetto» con l’obiettivo di «fracassare l’ingresso di un liceo». Lo ha detto a Bfm Tv, Franck Leroy, presidente della regione Grand Est.

L’arresto di Ritchy Thibault

Di fuoco ha parlato anche Ritchy Thibault, militante anarchico ed ex assistente parlamentare della deputata Lfi Ersilia Soudais, mentre partecipava ad un blocco studentesco ha detto «andiamo ad appiccare il fuoco all’Eliseo».

Secondo Le Figaro, la radio Europe 1 e il settimanale Valeurs Actuelles, Thibault era sottoposto ad un provvedimento di controllo giudiziario con divieto di partecipare a manifestazioni ed è stato arrestato.

I danni provocati dalle proteste

I danni provocati dalle sommosse sobillate dall’estrema sinistra e portate avanti da studenti, per lo più di origine straniera, sono ingenti. Per il presidente dell’ Ile-de-France, Valérie Pécresse, solo in questa regione «sono già andati in fumo 7 milioni di euro». Il suo omologo della regione Provenza-Alpi-Costa-Azzurra, Fabrice Pannekoucke ha parlato di danni stimati «tra 25 e 30 milioni di euro».

E di risarcimenti ha parlato ancora Eric Ciotti, sindaco di Nizza e alleato di Marine Le Pen. Secondo lui bisogna «tagliare i sussidi sociali» e «togliere le case popolari» ai genitori dei casseurs, i vandali. Ciotti ha apprezzato anche le parole del ministro della Giustizia, Gérald Darmanin, che ai microfoni di France Inter ha detto di aver indicato ai procuratori a richiedere «la responsabilità civile» in modo che «i genitori siano finanziariamente solidali per le esazioni dei loro figli» vandali.

Sindacati e sinistra contestano la linea del governo

E mentre la Francia brucia, da sinistre e sindacati francesi sono arrivate reazioni da lasciare a bocca aperta. In un comunicato, il Syndicat de la Magistrature ha invitato a farla finita con la «brutalizzazione del movimento sociale studentesco».

Le sigle Cgt e Solidaires hanno annunciato una giornata di mobilitazione con gli studenti, martedì 6 ottobre. Questi sindacati hanno accusato il governo di una «escalation repressiva» in risposta alle «legittime rivendicazione» degli studenti. Il deputato di sinistra François Ruffin ha fatto sapere che i suoi due figli partecipano alle manifestazioni e su X ha scritto che gli faceva «tenerezza vederli fare ciò che abbiamo fatto prima di loro».

Il candidato alle primarie socialiste, Raphaël Glucksmann, ha spiegato che per «rispondere alle angosce dei giovani» bisogna «rispondere anche alla pressante questione dell’ecologia». Dopo aver aizzato le folle nei giorni scorsi, ieri il fondatore di Lfi, Jean-Luc Mélenchon ha chiesto ai giovani di usare «solo metodi di lotta non violenti».

L’appello alla calma degli studenti

A fine pomeriggio, dei rappresentanti sindacali degli studenti hanno incontrato il ministro dell’Educazione e, all’uscita dal dicastero, hanno detto ai loro compagni «siate pacifici».

Quando questa edizione andava in stampa, la situazione restava tesa. Tanto che su X, anche la polizia ha invitato i genitori dei manifestanti a ricordare loro che «la presenza di individui violenti e talvolta armati, porta a situazioni che possono degenerare».

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