Bitcoin torna sopra quota 70.000 dollari e riaccende il mercato delle criptovalute. Il movimento, maturato tra il 19 e il 20 agosto, ha riportato la più famosa tra le criptovalue sui massimi da inizio giugno e ha coinciso con una nuova offensiva della Casa Bianca a favore degli asset digitali.
Donald Trump ha chiesto al Congresso di approvare una «versione equa» del Clarity act, il provvedimento che dovrebbe chiarire quali token siano titoli finanziari e quali commodity, definendo anche le competenze di Sec e Cftc. Così il Bitcoin si è mostrato in rialzo del 3,8% oltre quota 70.000 dollari, mentre Coinbase e Strategy guadagnavano il 5,7% e il 5,8%.
Trump vuole il Clarity Act
«Ora abbiamo bisogno che il Congresso faccia il passo successivo approvando il Clarity act», ha dichiarato Trump durante l’incontro alla Casa Bianca con i vertici dell’industria crypto. Il messaggio è stato letto dal mercato come un aumento della pressione politica sul Senato, dove il provvedimento è ancora bloccato. Per il settore, la legge ridurrebbe uno dei principali fattori di rischio degli ultimi anni: l’incertezza normativa e la possibilità che le regole cambino con le amministrazioni o attraverso i tribunali.
A sostenere il sentiment ha contribuito anche l’apertura di Trump a un possibile incremento delle riserve pubbliche di Bitcoin. Alla domanda su eventuali acquisti rilevanti da parte dell’amministrazione, il presidente ha risposto: «Se ne è parlato», aggiungendo di essere pronto a valutare eventuali raccomandazioni. Finora la Strategic Bitcoin reserve, istituita nel 2025, è stata alimentata soprattutto con Bitcoin sequestrati dal governo; acquisti sul mercato aperto segnerebbero quindi un cambio di passo.
Su questo fronte pesano anche le parole del segretario al Tesoro Scott Bessent, che già a giugno aveva confermato l’avanzamento del progetto. «Stiamo procedendo con tutta la necessaria rapidità e attenzione», aveva dichiarato davanti alla Senate finance committee, spiegando che il Tesoro vuole costruire una struttura «solida e duratura per il futuro». Bessent aveva inoltre invitato i legislatori a sostenere il Clarity act, definendolo necessario per riportare negli Stati Uniti le migliori pratiche del settore e rafforzare il ruolo del Paese nell’innovazione finanziaria.
Il Tesoro Usa alimenta il rally
Il rally ha però anche una componente macroeconomica. Il Tesoro guidato da Bessent ha deciso di raddoppiare i riacquisti di Treasury a lunga scadenza, portandoli da 2 ad almeno 4 miliardi di dollari per operazione tra settembre e novembre. L’annuncio ha inizialmente spinto al ribasso i rendimenti: il trentennale, che aveva toccato il 5,34%, massimo dal 2007, è sceso fino al 5,184%. Il Tesoro ha spiegato che l’obiettivo è offrire maggiore supporto alla liquidità sui segmenti a lunga durata.
Il calo dei rendimenti e l’indebolimento del dollaro hanno quindi favorito gli asset più sensibili alla liquidità, criptovalute comprese. Il rialzo si è così esteso oltre Bitcoin, coinvolgendo Ether, Xrp, Solana e altre altcoin, mentre la chiusura forzata di numerose posizioni short ha amplificato il movimento.
Bitcoin corre, ma il rally resta fragile
Il quadro resta tuttavia fragile. Bitcoin è ancora circa il 43% sotto il massimo storico di ottobre e il Clarity act non è stato approvato. Inoltre, i rendimenti dei Treasury hanno già mostrato segnali di risalita dopo il primo effetto dei buyback. Per trasformare il recupero in una tendenza più duratura serviranno quindi conferme concrete: prima di tutto, regole approvate dal Congresso, progressi sulla Strategic Bitcoin reserve e l’eventuale passaggio dalle dichiarazioni agli acquisti governativi.
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