Moda, Fondazione Fiera Milano dà un nuovo slancio al turismo

Non solo padiglioni e appuntamenti di business. Con My fair plus, Fondazione Fiera Milano punta a trasformare la partecipazione a una manifestazione fieristica in un’occasione per scoprire Milano, la Lombardia e le eccellenze italiane.

Un progetto che guarda all’intero sistema fieristico e che assume un significato particolare per i grandi appuntamenti internazionali dalla moda, e non solo, come l’imminente Milano fashion week (dal 22 al 28 settembre), al Micam, Mido fino al Salone del Mobile e alle tante fiere che si susseguono a Milano.

Cos’è la piattaforma My fair plus

È questa l’idea alla base di My fair plus – Beyond the exhibition, la nuova piattaforma digitale presentata al Teatro alla Scala alla presenza del ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, dell’assessore alla Cultura di Regione Lombardia, Francesca Caruso, del Sovrintendente e direttore artistico del Teatro alla Scala, Fortunato Ortombina, e del presidente di Fondazione Fiera Milano, Giovanni Bozzetti.

L’obiettivo è mettere in connessione il calendario delle fiere con mostre, spettacoli, musei, itinerari, esperienze turistiche ed enogastronomiche, offrendo a visitatori ed espositori la possibilità di andare oltre la manifestazione.

Il valore strategico per il territorio

«La fiera non deve essere soltanto un luogo in cui si arriva e da cui si riparte, ma una porta d’ingresso alla scoperta del territorio», ha sottolineato Bozzetti, presentando il progetto. L’obiettivo, ha spiegato, «è utilizzare la forza delle fiere per dare maggiore visibilità alle eccellenze culturali, turistiche ed enogastronomiche e trasformare i flussi fieristici in valore per tutto il territorio».

Ogni anno sono oltre 4,5 milioni le persone che visitano le manifestazioni di Fiera Milano. A questa platea si aggiunge quella potenziale raggiungibile attraverso la comunicazione delle fiere, stimata da Fondazione Fiera Milano in circa 15 milioni di persone in tutto il mondo.

È questo patrimonio di relazioni che My fair plus intende mettere a disposizione del territorio, trasformando la capacità di attrazione internazionale del sistema fieristico in un ulteriore canale di promozione culturale, turistica ed economica.

Proprio sulla dimensione internazionale del progetto si è soffermato il ministro del Turismo, Mazzi, evidenziando il rapporto sempre più stretto tra tecnologia, turismo e organizzazione dell’esperienza di viaggio. Nel suo intervento ha inoltre richiamato il peso del sistema fieristico italiano, indicandolo come un importante attrattore turistico ed economico.

«L’obiettivo è proprio costruire un circuito nel quale la capacità delle fiere di attirare visitatori internazionali possa contribuire a far conoscere anche musei, teatri, fondazioni, luoghi storici e realtà culturali distribuite sul territorio», ha precisato Caruso.

Il progetto nasce nell’ambito del Protocollo per la promozione e la valorizzazione artistica e culturale, promosso da Fondazione Fiera Milano, Fiera Milano e Regione Lombardia insieme a una rete di istituzioni culturali. E si inserisce nel percorso dell’Alleanza per il made in Italy, con l’idea di utilizzare la forza internazionale del sistema fieristico per valorizzare non soltanto i prodotti, ma anche i territori, la cultura e le competenze che ne rappresentano l’identità.

Come funziona la Web App con intelligenza artificiale

My fair plus è progettata per accompagnare l’utente in tutte le fasi del soggiorno. Prima della partenza e durante la fase di pianificazione è disponibile un ambiente desktop con informazioni, mappe, contenuti e suggerimenti utili per organizzare la permanenza.

Una volta arrivato in fiera, lo stesso ambiente si trasforma in una Web app accessibile anche attraverso Qr code presenti negli spazi fieristici, senza necessità di scaricare un’applicazione. Attraverso Mia, l’IA concierge, gli utenti possono ricevere suggerimenti e itinerari personalizzati in base agli interessi e al tempo disponibile.

Oltre i padiglioni: l’Alleanza per il Made in Italy

Ma il valore del progetto va oltre Milano. Il modello è pensato per accompagnare i grandi flussi internazionali generati dalle fiere e può assumere un rilievo particolare per gli appuntamenti che fanno del capoluogo lombardo una vetrina globale del made in Italy.

È il caso delle grandi manifestazioni dedicate alla moda, al design e al lifestyle, capaci di attirare buyer, operatori e professionisti da tutto il mondo: per questi visitatori la fiera può diventare il primo momento di un’esperienza più ampia, che comprende la città e il territorio.

È proprio questa la sfida dell’Alleanza per il made in Italy: fare sistema attorno alla capacità delle fiere di portare il mondo in Italia e, allo stesso tempo, accompagnare quel pubblico alla scoperta di ciò che rende riconoscibile il Paese. Non soltanto ciò che viene esposto nei padiglioni, dunque, ma anche la cultura, il design, la gastronomia, l’accoglienza e i territori da cui nasce l’eccellenza italiana.

«Portare» i visitatori dalle fiere ai musei, ai teatri, ai luoghi della cultura e alle altre eccellenze del territorio significa quindi ampliare la funzione stessa della manifestazione fieristica. E fare della fiera non un punto di arrivo, ma l’inizio di un viaggio dentro il made in Italy.

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