In Versilia la spiaggia non è mai stata soltanto spiaggia. È stata moda, mondanità, imprenditoria, spettacolo. E oggi torna a essere anche un laboratorio dove grandi marchi e ospitalità si incontrano per costruire nuovi luoghi simbolo. Il Tala beach nasce con questa ambizione: trasformare uno stabilimento balneare in un’esperienza riconoscibile, contemporanea e profondamente italiana.
A firmarne l’immagine, insieme agli ideatori Dimitri Kunz d’Asburgo Lorena e Daniela Santanchè, c’è Ferragamo, una delle maison che più hanno contribuito a definire nel mondo l’idea stessa di eleganza.
Quanto ha inciso la presenza di un grande marchio della moda italiana sul risultato finale del Tala beach?
«Il Tala beach vuole essere una risposta costruita sulla nostra esperienza: l’idea di come debba essere, secondo noi, un beach club. Eleganza, comfort, emozione e tanta tradizione italiana. Nessun brand meglio di Ferragamo rappresenta la sintesi di tutto questo, e lo ha dimostrato creando una continuità di eleganza che ha dato identità al progetto. I colori si fondono con le linee prospettiche di uno scenario che sorprende. La Versilia trova una nuova interpretazione, che è evoluzione della storia di questa costa, da sempre protagonista, senza mai alzare i toni».
Perché Ferragamo?
«Legare il progetto a Ferragamo è stato importante per affermare i principi su cui si fonda: se da un lato c’è la storia della maison, fondata nel 1929, dall’altro il Tala vuole essere un punto fermo da qui in avanti per Marina di Pietrasanta. L’eleganza raffinata esprime la propria forza nell’equilibrio e nel rispetto dei materiali del territorio e della cultura italiana; l’artigianalità di Ferragamo è eccellenza così come per noi lo è il valore umano dei nostri team nell’ospitalità e nei servizi. Non avevamo bisogno della firma di un grande brand, ma di un grande brand che condividesse con noi la visione e che avesse la capacità di creare, tra tutte le aree del progetto, una connessione di valore identitario».
Dal Twiga al Tala e Marina di Pietrasanta.
«Il progetto del Twiga nacque da un’opportunità; il Tala nasce invece per colmare uno spazio che a me pare vuoto nell’ospitalità della Versilia, e da un’idea di come vivere la spiaggia a 360 gradi, lungo tutta la giornata estiva. La capacità di servizio e di ospitalità dei ragazzi del Twiga è in assoluto ciò che voglio conservare; da lì in avanti, evoluzione e crescita su tutto, a partire da uno stile molto diverso fino a spazi maggiorati ed esperienze multiple all’interno della struttura. Un format di questo tipo poteva nascere solo in una località in cui l’amministrazione avesse a cuore lo sviluppo delle proprie strutture ricettive: un’amministrazione con un progetto vero di sviluppo e di arricchimento del territorio».
Il rapporto con il territorio e le prospettive?
«Il Tala vuole offrire una diversa esperienza della spiaggia versiliese, partendo prima di tutto dalla valorizzazione del territorio: del mare, della spiaggia, della sua luce e delle Apuane, che ne costituiscono una cornice fantastica. Per questo ho scelto di creare prospettive profonde, fino all’orizzonte. Prospettive senza soluzione di continuità: dal lungo corridoio d’ingresso fino al mare, tutto allineato attraverso la lounge, il bar al centro con le due grandi bottigliere che culminano in due sfere in cristallo color ambra, e poi la promenade principale della spiaggia fino all’acqua. Tutto in un solo colpo d’occhio».
Che esperienza vivrà l’ospite?
«L’idea è che il nostro ospite affronti un solo spostamento, la mattina, per arrivare al Tala, e trovi poi all’interno della struttura la risposta a tutte le sue esigenze: colazione, palestra, spiaggia, sport acquatici, calcio, beach volley, spa, uno spazio relax climatizzato per riposare al fresco magari dopo pranzo, due piscine (una sulla spiaggia e una in palestra) e molte altre soluzioni ancora in fase di sviluppo».
Il made in Italy è anche la maison Venini.
«Il Tala non vuole essere una vetrina del made in Italy, ma espressione della sua cultura, e nessuna maison come Venini ne è protagonista. Con i suoi artigiani riesce a creare soluzioni custom, su misura, e anche a ingegnerizzare soluzioni nuove per cercare ambientazioni mai banali e che grazie alle luci trovano la loro massima espressione».
Nel 2027 tornerà anche La Capannina di Franceschi, acquistata dal Gruppo Armani, dopo i lavori di riqualificazione. Sarà un altro luogo della Versilia con il nome di una grande maison della moda alle spalle. Come immagina la convivenza fra due realtà così importanti e, soprattutto, in cosa il Tala beach vuole essere diverso?
«La ricchezza dell’offerta e delle infrastrutture della Versilia sono un valore che arricchisce tutte le realtà che operano sulla costa. La Capannina porterà questo valore aggiunto e ne sono felice, perché avrà la forza di portare più flussi anche verso di noi. Le proposte fatte da professionisti del settore, a ogni livello, sono il futuro di un’economia forte e longeva. Tala e Capannina avranno identità diverse, già per la natura stessa delle strutture: non ci sarà sovrapposizione, ma solo diversificazione di alto livello».
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