Varzi, il borgo dell’Oltrepò Pavese che ospita il Varzi Festival 2026
Il borgo di Varzi, nell’Oltrepò Pavese, ospita dal 2 al 6 settembre la quarta edizione del Varzi Festival. La manifestazione quest’anno debutta nel nuovo hub culturale realizzato con i fondi del Pnrr (iStock)

Dal 2 al 6 settembre la quarta edizione della rassegna nell’Oltrepò Pavese. Sul palco Marina Rei, Enrico Bertolino, I Solisti di Pavia, Teatro Franco Parenti e Marco Lodola. Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero fino a esaurimento posti.

Varzi si prepara a cinque giornate dedicate alla cultura, con musica, teatro, letteratura, cinema e fotografia. Dal 2 al 6 settembre torna infatti il Varzi Festival, giunto alla quarta edizione, che quest’anno avrà una nuova casa: l’Auditorium G. Azzaretti, il nuovo hub culturale realizzato nell’ambito degli interventi finanziati dal PNRR.

Sarà il main stage della manifestazione, organizzata dall’Associazione VarziArte Aps Ets, con il sostegno della Fondazione Monte di Lombardia, di Regione Lombardia e del Comune di Varzi. Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero fino a esaurimento posti.

Il festival è nato nel 2023, nell’ambito del progetto Pnrr Bando Attrattività dei Borghi del Ministero della Cultura. La prima edizione, dal 16 al 25 giugno, aveva portato a Varzi artisti come Neri Marcorè, Paolo Fresu, Daniele Di Bonaventura e Carmen Consoli. Negli anni successivi sono arrivati, tra gli altri, Max Gazzè, Colapesce Dimartino, Noemi, Violante Placido e i Barocchisti diretti da Diego Fasolis.

Secondo l’organizzazione, nelle prime edizioni il festival ha superato le quattromila presenze, coinvolgendo anche la cittadinanza. Ora la rassegna compie un nuovo passo: il festival nato all’interno del progetto di rigenerazione del borgo approda infatti nel nuovo spazio culturale realizzato presso la Casa dei Servizi Giovanni Azzaretti.

Il programma del Varzi Festival 2026

Il cartellone è costruito come un percorso attraverso linguaggi diversi, con una proposta differente per ciascuna delle cinque giornate.

Mercoledì 2 settembre, alle 20.30, l’apertura sarà dedicata alla memoria musicale italiana. Protagonista sarà Marco Lodola, intervistato da Patrick Ray Pugliese. A seguire, il concerto Guarda che luna, senti che swing de I Briganti dello Swing, progetto del sassofonista Andres Villani. Lo spettacolo ripercorrerà la storia dello swing italiano, da Natalino Otto alle contaminazioni più moderne di Sergio Caputo, alternando musica dal vivo, narrazione e divulgazione.

Giovedì 3 settembre, alle 21, spazio alla letteratura e al teatro civile. Verrà presentato il libro InterNati. L’interismo tra filosofia di vita e meravigliosa malattia (Rizzoli), scritto da Mam Gagliani e Cecio Bonomo. A seguire, Enrico Bertolino porterà in scena il suo spettacolo, con le musiche di Tiziano Cannas Aghedu, Roberto di Bitonto e Raffaele Kohler, i video di Enrico Bettella e la regia di Massimo Navone.

Venerdì 4 settembre, alle 21.30, sarà la volta della musica pop con Marina Rei. La cantante si esibirà in uno spettacolo che alternerà la voce alle percussioni e ripercorrerà oltre trent’anni della sua carriera.

La giornata di sabato 5 settembre sarà invece divisa tra cinema e musica classica. Alle 17.30 verranno proiettati il cortometraggio d’animazione Il Tesoro di Raffadali, realizzato da Elena Bortolotto, Anna Dondi, Manuela Lionti e Francesca Re, diplomande della Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti di Milano, e il docufilm Tua Madre, primo lungometraggio di Leonardo Malaguti del 2025, scritto con Margherita Arioli e interpretato da Dania Rendano. Al termine è previsto un dialogo con registi, interpreti e autori.

Alle 21.30 arriverà invece la musica classica con I Solisti di Pavia e Vivaldi uomo e musicista, un concerto-reading dedicato agli aspetti più umani e alle composizioni meno conosciute del musicista veneziano.

La chiusura, domenica 6 settembre, sarà dedicata al “coraggio delle donne”. Alle 18 il festival ospiterà un incontro sulla fotografia contemporanea con il curatore Denis Curti, direttore artistico de Le Stanze della Fotografia di Venezia, e Manila Alfano, direttore de La Provincia Pavese.

Alle 21.30, infine, sarà il Teatro Franco Parenti di Milano a chiudere la manifestazione con Terzo Tempo, commedia diretta da Emanuela Giordano e tratta dall’omonimo romanzo di Lidia Ravera. In scena Lucia Vasini e Paolo Hendel, nei panni di una coppia di ultrasessantenni alle prese con il significato e le possibilità dell’invecchiamento.

Il festival e il nuovo spazio culturale

Per Marco Lodola, presidente onorario dell’associazione Varzi Arte, la manifestazione sta diventando un appuntamento sempre più riconoscibile. «Il festival di Varzi, arrivato alla quarta edizione, è sempre di più un appuntamento ricorrente e molto atteso», afferma l’artista, aggiungendo l’auspicio che il paese possa essere ricordato non soltanto per il suo salame, ma anche per il festival.

Il sindaco di Varzi, Giovanni Palli, sottolinea invece il rapporto tra la manifestazione e il percorso di rigenerazione del borgo. «Il Varzi Festival è ormai un appuntamento ricorrente e atteso della fine dell’estate, non solo per Varzi ma per l’intero Oltrepò Pavese», spiega. Per il primo cittadino, l’edizione 2026 rappresenta un passaggio importante proprio perché il festival avrà per la prima volta il proprio main stage nel nuovo hub culturale realizzato con i fondi del Pnrr.

L’obiettivo dichiarato dall’organizzazione non si limita però alle cinque giornate di settembre. Durante l’anno il progetto prosegue con attività di formazione, laboratori rivolti a bambini, adolescenti, adulti e categorie fragili e collaborazioni con le scuole.

La presidente di Varzi Arte, Anna Franzosi, indica nella continuità uno degli obiettivi principali della manifestazione: «La vera sfida non è soltanto riuscire a realizzare un bel Festival, ma dargli continuità nel tempo». L’idea è fare della rassegna un appuntamento sempre più riconoscibile, capace di portare visitatori a Varzi e di far conoscere, attraverso il borgo, anche il resto dell’Oltrepò Pavese.

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