Nato dalla tradizione manifatturiera italiana e da una lunga esperienza nella calzatura artigianale, Marc Ellis, acquisito dalla toscana FB Group, guarda oggi al futuro con un progetto che va oltre la sua vocazione originaria. Il brand sta infatti attraversando una nuova fase di evoluzione, ampliando il proprio universo dalla calzatura e dagli accessori al total look e rafforzando al tempo stesso la propria identità e la presenza sui mercati internazionali. Un percorso che parte da una storia lunga oltre un secolo, ma che punta a interpretare una consumatrice sempre più contemporanea, dinamica e trasversale. Ne parliamo con Martina Campanella, direttrice creativa del brand.
Partiamo dalle origini. Come nasce il marchio e qual è stata l’intuizione alla base di questa avventura?
«Marc Ellis nasce da un’immagine precisa, istintiva e fortemente identitaria: la forza elegante di una cavalla in corsa. Non è soltanto un riferimento estetico, ma un richiamo diretto alle origini del marchio. Il nome Marc Ellis è infatti quello di un cavallo che negli anni Settanta, a New York, vinse una corsa diventata iconica. In quegli stessi anni, i figli di un noto calzolaio napoletano si trovavano negli Stati Uniti per aprire un nuovo capitolo nella storia distributiva dell’azienda. È da questo incontro tra la tradizione calzaturiera italiana e l’energia di New York che prende forma l’immaginario di Marc Ellis».
Quali le tappe più importanti?
«La nostra visione non era semplicemente quella di rilanciare un marchio di calzature. In questo percorso entra anche il concetto di Love Brand, che per noi è molto più di una definizione di marketing. Significa costruire una relazione con la propria community che vada oltre la funzione del prodotto: vogliamo che scegliere Marc Ellis significhi riconoscersi in un’identità, in un modo di vivere e in un’attitudine».
Come si è trasformata Marc Ellis nel tempo e quali elementi della sua identità originaria sono rimasti invece intatti?
«In oltre cento anni siamo passati da una realtà fortemente legata alla manifattura della calzatura a un brand di lifestyle e di lusso contemporaneo, ampliando l’offerta e sviluppando un linguaggio estetico sempre più articolato. Sono cambiati i prodotti, i mercati e i codici della moda, ma alcuni valori sono rimasti assolutamente centrali: la qualità, l’attenzione alle proporzioni e ai dettagli, la ricerca sui materiali e, soprattutto, una forte cultura manifatturiera».
Dalla vocazione iniziale per la calzatura al total look. Qual è la visione che sta alla base di questa evoluzione?
«È racchiusa nel nostro claim, “Fast Forward Femininity”: una femminilità in movimento, contemporanea, dinamica e capace di evolvere. Non volevamo semplicemente aggiungere nuove categorie di prodotto. L’obiettivo era costruire un guardaroba coerente, in cui calzature, borse, capispalla e abiti potessero dialogare attraverso una stessa identità».
Quali aree geografiche considerate maggiormente strategiche per la crescita internazionale nei prossimi anni?
«L’Italia e l’Europa occidentale rappresentano oggi i nostri mercati di riferimento. Parallelamente, il percorso di rebranding è stato pensato anche per dare al marchio una maggiore forza internazionale. Stiamo registrando un interesse significativo in Medio Oriente e guardiamo con particolare attenzione al Nord America e ad alcuni mercati asiatici ad alto potenziale, in particolare Giappone e Corea del Sud. Sono mercati molto diversi tra loro, ma accomunati da una forte sensibilità verso il design italiano e verso brand capaci di combinare qualità, identità e un’attitudine internazionale».
Marc Ellis sarà presente al MICAM. Che ruolo ha oggi una fiera come MICAM nella strategia di un brand?
«Oggi una fiera ha una funzione ben precisa: è un’occasione per raccontare concretamente dove sta andando un brand. Per noi sarà quindi importante mostrare non soltanto la nuova collezione di calzature, ma l’evoluzione complessiva di Marc Ellis».
La FW 2026-27 «The Power of Movement» mette insieme calzature, pelletteria, ready-to-wear e una nuova identità visiva. Quali sono i punti di forza della collezione invernale?
«The Power of Movement» racconta innanzitutto la versatilità della donna Marc Ellis, attraverso una collezione che combina elementi diversi ma coerenti tra loro. Calzature e pelletteria rimangono centrali nella proposta, con lo stivale tra i protagonisti della stagione, reinterpretato attraverso punte decise, tacchi scolpiti e suole più morbide. Accanto a questi elementi, la collezione introduce nuovi codici e nuovi volumi che contribuiscono a rendere l’immagine del brand più completa e contemporanea. A unire le diverse espressioni della collezione è anche il nuovo monogramma metallico a stella, che diventa uno degli elementi distintivi della nuova identità Marc Ellis».
Quanto è cambiata la vostra consumatrice?
«Parliamo a una donna consapevole, indicativamente tra i 25 e i 45 anni, che non cerca necessariamente una firma da esibire, ma prodotti capaci di raccontare qualcosa di lei e di valorizzarne la personalità. Eleganza e comfort non sono più necessariamente opposti: devono convivere nello stesso prodotto e nello stesso guardaroba».
Guardando al futuro: dove volete portare Marc Ellis nei prossimi anni?
«Il nostro obiettivo è continuare a far crescere Marc Ellis a livello internazionale, rafforzandone l’identità e la riconoscibilità. L’abbigliamento rappresenta una parte di questo percorso e ci permette di ampliare il modo in cui raccontiamo il brand, ma il nostro core resta fortemente legato alla calzatura e agli accessori e introdurremo nuove categorie, come gli occhiali da sole. Vogliamo che Marc Ellis sia riconosciuto non soltanto per i suoi prodotti, ma per uno stile, un’energia e un’attitudine contemporanea ben definiti».
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