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Lo Stato dà il reddito di cittadinanza ad altri due br che lo volevano morto

Lo Stato dà il reddito di cittadinanza ad altri due br che lo volevano morto
Ansa
Spuntano nuovi nomi oltre alla brigatista Federica Saraceni, che prende 623 euro al mese: Massimiliano Gaeta ne incassa 500. Mentre Raimondo Etro, che organizzò il sequestro Moro, ha ottenuto il massimo: 780.
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Renault molla l’elettrico: i rischi per Roma
Getty Images
Incontro entro maggio tra l’ad della casa francese e il ministro Urso. Provost presenterà il nuovo progetto che punta forte sulle ibride. In ballo ci sono: taglio degli acquisti (alcuni miliardi) dalla filiera italiana e partecipazione a Free To X (Aspi), colonnine di ricarica.

Ci sarà il «Piano Italia» al centro dell’incontro tra il gran capo di Renault, François Provost, e il ministro delle Imprese, Adolfo Urso. Il vertice in Italia (la richiesta sarebbe partita d’Oltralpe) è previsto tra la metà e la fine di maggio (secondo quanto risulta alla Verità la data del 19 è evidenziata con un circoletto rosso) e segna il culmine di una serie di altri colloqui preparatori tra le parti.

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Dimmi La Verità | Giuseppe Santomartino: «Ecco le conseguenze di quello che succede in Iran»

Ecco #DimmiLaVerità del 12 maggio 2026. Il generale Giuseppe Santomartino spiega le conseguenze nel medio e lungo periodo di quello che sta accadendo in Iran.

L’Europa prova a riesumare il ddl Zan. Pd esaltato: «Ora nozze egualitarie»
Alessandro Zan (Getty Images)
Il promotore della legge mordacchia, che fu affossata cinque anni fa, annuncia l’arrivo di una direttiva Ue che ce la imporrebbe di nuovo. E i dem celebrano dieci anni di unioni civili rilanciando il matrimonio omosex.

Il ddl Zan s’ha da (ri)fare: ce lo chiede l’Europa. La notizia arriva direttamente dal padre della legge mordacchia, che nel 2021 venne affossata al Senato tra «gli applausi della destra» (ricordava ieri Repubblica) e, soprattutto, con lo zampino dei franchi tiratori della sinistra. In un’intervista al quotidiano romano, l’eurodeputato del Pd ha segnalato che il 21 maggio, nella plenaria di Strasburgo, con l’imprescindibile contributo del Ppe, dovrebbe essere approvata una revisione della direttiva Vittime del 2012.

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Starmer rimpalla la sua incompetenza sulla Brexit
Keir Starmer (Ansa)
Dopo la mazzata delle amministrative e la cavalcata di Nigel Farage, 55 parlamentari laburisti chiedono le dimissioni del premier inglese.

Dopo la batosta elettorale e l’avanzata travolgente di Nigel Farage, Keir Starmer ha scelto la strada dello scaricabarile. Anziché assumersi la responsabilità della crisi politica, economica e sociale che attraversa il Regno Unito dopo mesi di governo laburista, il premier britannico ha deciso di puntare il dito contro il bersaglio preferito dell’establishment europeista: la Brexit. E soprattutto contro l’uomo che più di ogni altro continua a incarnarla politicamente, cioè Farage, oggi vero vincitore delle urne britanniche. Nel suo intervento, Starmer ha attaccato frontalmente il leader di Reform Uk e l’eredità del referendum del 2016.

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