I talebani del vaccino si incartano sulle dosi

Un dato è certo: i vaccini perdono efficacia nel tempo. Anziché accelerare sui richiami ai fragili, Roberto Speranza si perde però nell’inutile caccia ai no vax. Con il risultato che a breve milioni di italiani si ritroveranno scoperti. A rischio giallo regioni col record di iniezioni. Ma accolgono malati tedeschi

Il Paese più vaccinato d’Europa non si fida del vaccino: quello degli altri, ovviamente. Dunque, per concedere il visto d’ingresso richiede un risultato negativo del tampone. Che si tratti di un cittadino Ue oppure no, al Portogallo importa poco: nonostante l’87,78 per cento di immunizzati, nelle ultime settimane il Covid ha rialzato la testa e Lisbona cerca di evitare altri contagi e nuovi decessi, oltre a quelli che già si registrano ogni giorno (1.635 nuovi positivi e 13 i morti di ieri). La decisione del governo guidato da Antonio Costa, non pare sorprendere segue a papiù di tanto gli altri Paesi europei che, in barba alle disposizioni dell’Unione in materia di green pass, anziché fidarsi del certificato verde raccomandato da Bruxelles e adorato da Roma, si preparano a seguire l’esempio portoghese. Sì, più tamponi per tutti, in particolare per chi arriva dall’estero, anche se vaccinato.

La stessa linea è seguita da Boris Johnson il quale, per non aver introdotto il green pass e lasciato aperto il Paese, è considerato un pazzo furioso (la Ue non gli ha ancora perdonato di averla piantata in asso), ma a chiunque voglia entrare in Gran Bretagna da mesi richiede un tampone negativo prima dell’arrivo e un secondo due giorni dopo. Da ieri, le autorità pretendono anche l’isolamento in attesa del responso del test, ma sia nei ristoranti sia nei luoghi chiusi non è previsto alcun passaporto vaccinale. Un approccio pragmatico come nello stile dei sudditi di Sua maestà la regina Elisabetta? Di certo, un approccio di chi si fida dei vaccini, ma fino a un certo punto. L’Inghilterra è stato il Paese che per primo ha scelto di dare via libera alle iniezioni a tappeto. Non dovendo soggiacere alla burocrazia dell’Ema, cioè dell’ente che regola l’uso dei farmaci all’interno della Ue, Londra ha deciso di vaccinare tutte le persone fragili, senza mettersi a caccia dei no vax. Sì, mentre da noi il governo è determinato a stanare (ma sarebbe meglio dire rinchiudere) chi non si è vaccinato, in Gran Bretagna dei renitenti all’iniezione se ne sbattono, preferendo occuparsi di terze dosi, cioè concentrarsi sul 68% di inglesi che ha scelto di immunizzarsi. Infatti, sono stati veloci nel dare il via alla campagna dei richiami, ma soprattutto, sono stati i primi a dichiarare di voler anticipare a tre mesi la nuova puntura. Evidentemente, Johnson e i suoi consiglieri hanno preso sul serio le ultime ricerche pubblicate dalle riviste scientifiche, in cui si segnala la perdita di efficacia dei vaccini dopo pochi mesi. Qualcuno dice quattro, altri tre, ma di certo dopo sei mesi la copertura offerta dal siero perde vigore. In un Paese che avesse a cuore la sorte dei propri cittadini, le autorità si sarebbero dunque date da fare per accelerare i richiami, mentre noi stiamo ancora a gingillarci con il green pass e con i no vax, quasi che il primo rappresenti una garanzia anti Covid e i secondi siano tutti untori.

Il problema, come è chiaro a chiunque lo voglia vedere, non sono gli italiani che non si sono vaccinati, ai quali ormai è vietato quasi tutto e a cui fra una settimana sarà proibito anche ciò che era consentito prima. Il problema è la perdita di efficacia dei vaccini, che impone di ricominciare da capo la campagna anti Covid. Gli italiani in possesso di un green pass ottenuto dopo la seconda dose sono circa 45 milioni, la maggioranza dei quali è stata convinta dalle rassicurazioni della politica e dei virologi che la doppia iniezione li avrebbe resi completamente invulnerabili al virus. In realtà, come ormai anche i bambini sanno, il vaccino non rappresenta una garanzia di non contagiarsi e di contagiare. Si è protetti, ovvio (altrimenti perché lo si farebbe?), ma non al 100% e più passano i mesi più la percentuale cala, rischiando di lasciare scoperto il vaccinato. A oggi, sono poco più di sei milioni le persone che si sono sottoposte al richiamo e ciò vuol dire che 39 milioni di italiani, se vogliono, dovranno ricevere una terza dose. Considerando che la maggior parte dei vaccini sono stati fatti prima o durante l’estate, se si prendono per buoni gli studi svedesi e israeliani circa la diminuzione dell’efficacia del siero, significa che milioni di persone oggi sono o saranno scoperti e dovranno presto tornare a vaccinarsi. Ma occupato com’è a dare la caccia a chi ha rifiutato le iniezioni ai minori, il governo non pare essersi accorto che al ritmo di 300.000 inoculazioni al giorno ci vorranno mesi per raggiungere l’obiettivo. Se poi si considera che il Natale è alle porte, il traguardo rischia di allontanarsi anche di più. E per rendersi conto del pericolo, basta farsi un giro negli hub vaccinali: molti di quelli messi in funzione all’inizio dell’anno, oggi sono chiusi e nessuno sa dire quando e se riapriranno. Non solo: mancano i medici e gli infermieri, anche perché un certo numero di quelli che avevamo, non essendosi vaccinati sono stati sospesi. Ciliegina sulla torta, invece di incentivare i tamponi, fanno di tutto per renderli inutili. Insomma, la caccia ai no vax prosegue, quella al Covid un po’ meno.

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