L’«Economist» sta zitto sui motori degli Agnelli
Andrea Giambruno (Imagoeconomica)

La prestigiosa rivista non ha gradito le frasi pronunciate da Andrea Giambruno a proposito del surriscaldamento globale e l’invito al ministro tedesco del Turismo a starsene a casa propria, visto che non apprezzava la temperatura del nostro Paese. Vi state chiedendo perché un settimanale britannico si accapigli sulla battuta di un conduttore televisivo di una televisione privata italiana? La risposta è semplice. Mister Giambruno è il compagno di Giorgia Meloni. Dunque, ciò che dice e ciò che fa devono essere passati al vaglio della commissione politicamente corretta della rivista inglese.

Devo congratularmi con Andrea Giambruno, conduttore di Diario del giorno, il programma in onda dal lunedì al venerdì su Rete 4. Lo conosco da almeno 15 anni, ossia da quando cominciò facendo l’autore per Mattino 5, condotto a quei tempi da Paolo Del Debbio e Federica Panicucci. Giambruno già all’epoca si dimostrava sveglio e sicuro di sé, ma non immaginavo che avrebbe fatto la carriera che poi ha fatto, diventando titolare di una striscia quotidiana. Soprattutto non potevo pensare che il suo lavoro sarebbe stato oggetto di articoli sulla stampa internazionale, a cominciare dall’Economist. Il settimanale inglese è da sempre la Bibbia di quelli che contano e sebbene non sempre ci azzecchi, ma spesso rappresenti le idee radical chic di una certa élite sinistrorsa, nei salotti che contano è molto ascoltato. Ricordo quando scrisse che Silvio Berlusconi era unfit, cioè inadatto, a governare. Fortunatamente non toccò ai redattori dell’Economist decidere chi fosse adatto a guidare il nostro Paese, ma agli italiani. E, soprattutto, non ricordo giudizi altrettanti sferzanti quanto furono Boris Johnson e poi Liz Truss a governare la Gran Bretagna, altri unfit, ma non degni di nota. Dettagli. La sostanza è che la prestigiosa rivista della City ha preso cappello per le frasi pronunciate da Giambruno a proposito del surriscaldamento globale.

In particolare, credo che a disturbare i redattori del settimanale sia stata la battuta con cui il conduttore di Rete 4 ha invitato il ministro tedesco del Turismo a starsene a casa propria, visto che non apprezzava la temperatura del nostro Paese. Le vacanze, fu il commento, la prossima volta le faccia nella Foresta nera. Insomma, nessun insulto, nessun invito ad andare a ranare, ma solo un legittimo e anche giustificato sfogo nei confronti di un tizio che pronosticava la desertificazione dell’Italia. Tuttavia, aver preso in giro il rappresentante del governo tedesco non è piaciuto al giornale inglese, che si è lamentato del tono e dell’argomento scelto dal conduttore per esternare le proprie perplessità.

Vi state chiedendo perché un settimanale britannico si accapigli sulla battuta di un conduttore televisivo di una televisione privata italiana? La risposta è semplice. Mister Giambruno è il compagno di Giorgia Meloni e il papà di Ginevra, la figlia del presidente del Consiglio. Dunque, ciò che dice e ciò che fa devono essere passati al vaglio della commissione politicamente corretta della rivista inglese. Che ieri si è chiesta se Giorgia Meloni condivida ciò che ha detto il papà di sua figlia. In pratica, l’Economist vuole mettere il dito fra moglie e marito, sindacando sulle loro conversazioni mentre prendono in caffè la mattina prima di andare in ufficio.

Ora, io capisco la curiosità britannica e, soprattutto, comprendo che i giornalisti sono impudenti fino all’estremo e non si fermano certo ai confini della privacy. Ma, appartenendo alla categoria dei colleghi inglesi, anche io vorrei soddisfare qualche domanda. In particolare, mi chiedo da tempo come facciano alcune testate, tra le quali Repubblica e La Stampa, ma da ieri ho aggiunto anche l’Economist, a scrivere ogni giorno di cambiamenti climatici, lanciando allarmi e chiedendo interventi urgenti senza prima citofonare a casa del proprio editore per chiedere che cosa intenda fare per impedire il surriscaldamento globale. Come credo vi sia noto, ma se non lo è colmo io la lacuna, le testate summenzionate appartengono alla famiglia Agnelli, ovvero a un gruppo industriale che ha fatto soldi e ancora continua a farne con i criticatissimi motori a scoppio, ossia quelli da bandire entro i prossimi anni perché ritenuti causa delle emissioni di CO2 e, dunque, dell’ebollizione del mondo.

Quando prendono il caffè con i propri azionisti, i direttore e i redattori di Repubblica, della Stampa e dell’Economist, di che parlano? I giornalisti del gruppo Agnelli condividono l’atteggiamento della famiglia Agnelli, che ancora oggi incassa dividendi fabbricando motori endotermici? Di sicuro, saperlo è più importante che conoscere di che cosa parlano Meloni e Giambruno quando fanno colazione.

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